sabato, dicembre 29, 2007

AUGURI DI UN 2008 SERENO E PROSPERO!

Qui lo dico e qui lo nego!

"Mi sembrava un atto dovuto, visto anche l'allarme destato dalle condizioni di salute. In questo caso l'urgenza deriva dalle condizioni di salute. Normalmente per l'attivazione di questi strumenti si impiegano sei mesi. Io mi auguro che si faccia molto, molto prima. L'interessamento parte dal dramma che sta vivendo Contrada, perché io valuto l'aspetto umano, come anche il Presidente della Repubblica ha valutato questo".

(Clemente Mastella, ministro della Giustizia, a proposito della pratica per la grazia a Bruno Contrada, condannato sette mesi fa a 10 anni definitivi per concorso esterno in associazione mafiosa, Ansa, 25 dicembre 2007).

"Il Guardasigilli, Clemente Mastella, non ha mai definito la concessione della grazia a Bruno Contrada un atto dovuto, così come invece afferma Antonio Di Pietro sul suo blog".

(nota ufficiale del Ministero della Giustizia, 27 dicembre 2007).

giovedì, dicembre 27, 2007

UNIONE CAMERE PENALI: “DA MAGISTRATI SABOTAGGIO NEI CONFRONTI DEL CSM, REAGIREMO”.

Roma, 27 dic. (Apcom) - L'Unione delle Camere Penali Italiane denuncia, in una nota, "il grave tentativo di numerosi responsabili degli uffici giudiziari italiani di sottrarsi alla nuova regola che impone di non superare la permanenza di otto anni nella direzione dei loro incarichi. I magistrati - si legge nella nota - dovrebbero avvertire come loro precipuo dovere quello di rispettare i provvedimenti di carattere generale del Csm. Ciò che è più grave è l'immediato avvio di una stagione di sabotaggio della riforma dell'ordinamento giudiziario approvata nel luglio scorso proprio grazie alle imposizioni della magistratura associata sul parlamento italiano".

"Una riforma burocratica e autoritaria contrastata dai penalisti italiani che - prosegue il documento - fin dalla sua approvazione erano stati facili profeti nel preannunziare come anche le minime modifiche in essa previste sarebbero state comunque contrastate da settori della magistratura, che sembrano proporsi per l'ennesima volta come ceto proprietario della giustizia".

"Se questo è l'approccio di una parte della magistratura alla 'sua' riforma - scrivono ancora i penalisti - occorre prepararsi, a breve, ad assistere a nuovi tentativi di settori della magistratura di evitare anche la pur mediocre distinzione delle funzioni inserita nella riforma dello scorso luglio. Di fronte al consueto atteggiamento conservativo che è oggi sotto gli occhi di tutti, l'UCPI ribadisce che l'unica strada percorribile è quella della ripresa della grande battaglia liberale e democratica per la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e per la riforma costituzionale in tal senso già depositata in parlamento, l'unica riforma che può sottrarre l'assetto della magistratura italiana alle derive burocratiche ed autoritarie. Le prossime settimane e i prossimi mesi - conclude il documento - segneranno la ripresa delle iniziative in tal senso dei penalisti italiani.

Elezioni forensi a Salerno: già le prime candidature.



La pausa natalizia non ha fermato il fermento elettorale e già si delineano, in vista della scadenza del prossimo gennaio, gli schieramenti degli aspiranti alla carica di consigliere del COA di Salerno.

Primo dato rilevante, ma non c'è ancora la conferma ufficiale, sarebbe l'uscita del tesoriere Giuseppe Corona dalla lista del Presidente Montera, per formare una lista autonoma.

Seguirebbero Corona, nella nuova lista, i consiglieri Paolo Molinara e Valerio Iorio, mentre Antonio D'Alessio (altro consigliere uscente) non intenderebbe ricandidarsi, in ossequio alla regola imposta agli iscritti dell'AIGA, che non possono ricoprire l'incarico di consigliere forense per più di due mandati.

Confermati per il resto, per quanto attiene la lista "presidenziale", tutti i restanti uscenti.

I vuoti apertisi nel gruppo di Montera, sarebbero colmati dalle seguenti nuove candidature: Gigi Cassandra e Simonetta Scuccimarra (AIGA), Cecchino Cacciatore (Camera Penale), Bernardo Altieri (già segretario della camera Civile, più volte nel passato consigliere del COA) ed infine Renata Pepe.

E' scontata la candidatura, con altra lista, di esponenti della Camera Civile di Salerno, trai quali Agata Bisogno e Lucia Ragone.

mercoledì, dicembre 26, 2007

Grazia a Bruno Contrada: Grillo attacca Mastella.


Uno "scambio al ceppalonico": la grazia a Renato Vallanzasca al posto dell'ex dirigente del Sisde Bruno Contrada. Dal suo sito Beppe Grillo torna a prendere di punta il ministro della Giustizia Clemente Mastella. L'occasione e' il caso Contrada.
E il blog di Grillo si apre con la proposta "Grazia per Vallanzasca".
"Propongo uno scambio al ceppalonico - scrive Grillo -: Vallanzasca al posto di Contrada. Vallanzasca almeno non era pagato da noi per delinquere nei servizi segreti e si e' sempre esposto in prima persona. Ps: Le nostre cosiddette istituzioni guardano sempre al passato. C'e' bisogno di primavera, di discutere del nostro futuro e ci ritroviamo a dover discutere di Contrada, Mastella e Napolitano: 220 anni in tre".
All'inizio sul suo blog Grillo osserva: "Mastella non si ferma neppure a Natale. Ha chiesto la grazia per Bruno Contrada, l'ex dirigente del SISDE condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Il presidente Napolitano ha trasmesso la richiesta ricevuta dall'avvocato di Contrada.
Mastella ha detto che: 'La grazia a Contrada e' un atto dovuto'". "Non ha specificato a chi - osserva Grillo -. A eventuali politici coinvolti nelle stragi mafiose? Alla criminalita' organizzata? Gli italiani non hanno chiesto nulla al ministro di Grazia e Indulto (di Giustizia non se ne parla mai).
Neppure la sorella di Paolo Borsellino, che vuole incontrare al piu' presto Napolitano, intrattenutosi di recente per un'ora e mezzo con lo psiconano".(AGI) - Roma, 26 dicembre

martedì, dicembre 25, 2007

Messa natalizia al Tribunale dell’Aquila: proteste del musulmano Adel Smith.


Il Santo Natale, la ricorrenza della nascita di Gesù in occasione della quale dovremmo essere tutti più buoni, o almeno un po’ ben disposti verso il prossimo, non ha impedito che proprio nel nome di Cristo si aprisse una nuova polemica della quale, credenti o no, avremmo sicuramente fatto molto volentieri a meno.

Tutto è nato da un’iniziativa dell’Ordine degli avvocati dell’Aquila, che presso il locale Tribunale ha ospitato, il giorno 21 dicembre u.s., una messa natalizia.

La celebrazione religiosa non è piaciuta all’avvocato Dario Visconti e al presidente dell’Unione dei Musulmani d’Italia Adel Smith, piu volte difeso in alcune cause dallo stesso legale.

Visconti ha scritto una lettera al presidente dell’Ordine degli avvocati nella quale manifesta la totale contrarietà all’iniziativa, stigmatizzando il fatto che “Il luogo deputato alla difesa delle leggi sia diventato un luogo di culto della confessione cattolica”.

Secondo Adel Smith si tratta di “una cosa stupida e vergognosa, poiché il tribunale non è un luogo di culto. Non c’è imparzialità - aggiunge - né neutralità. Per questo tipo di funzioni ci sono chiese e basiliche”.

“Un plauso all’iniziativa del Consiglio dell’Ordine degli avvocati dell’Aquila di tenere una messa in Tribunale per il Santo Natale” è stato invece espresso dal segretario provinciale dell’Aquila e responsabile nazionale della Democrazia cristiana per le Autonomie, Massimo Verrecchia, che ha voluto così rispondere a Visconti e Smith.

“Sarebbe bello – ha aggiunto - se ciò potesse avvenire ogni anno anche in tutti gli altri Palazzi di Giustizia”. “Stigmatizziamo – ha concluso l’esponente democristiano - il comportamento di chi non perde occasione per manifestare azioni laiciste che, fortunatamente proprio dal Tribunale dell’Aquila, come nella vicenda del Crocifisso, hanno ricevuto chiare ed inequivocabili risposte”.

giovedì, dicembre 20, 2007

Pannella lancia l’idea del “partito del diritto”.


Marco Pannella lancia l'idea di un nuovo partito ''del diritto'' o ''della giustizia''.

L'occasione è un convegno sul tema 'Magistrati, Ministeri e Separazione dei Poteri: una proposta di legge per tornare alla Costituzione', organizzato da Radicali Italiani e dal comitato radicale per la Giustizia 'Piero Calamandrei'.

Il leader radicale prende la parola per le conclusioni e lancia la sua proposta: ''Creiamo oggi un partito del diritto, della giustizia'' perché ''è urgente, sennò non ce la facciamo''.

Qualcosa che per Pannella deve assomigliare al partito dei lavoratori, ''cosi' come i ceti dei lavoratori organizzati - spiega - agli albori della lotta di classe''. ''Il partito del diritto - osserva il leader radicale - può essere un modo giusto di essere piu' utilmente insieme ed avere dei partiti come quelli socialisti di due secoli fa''.

Un soggetto che raccolga ''operatori del diritto, avvocati e altri'' e su battaglie per il diritto e la giustizia.

"Un piccolo esercito di magistrati fuori ruolo, anzichè esercitare le le funzioni giurisdizionali, è distaccato in incarichi di diretta o indiretta collaborazione con i Ministri" - denunciano i Radicali.

" Sottosegretari, Capi di Gabinetto, Capi, Sottocapi e Funzionari di interi Uffici Legislativi, Portavoce di Ministri, di fatto scelti dalle correnti della magistratura associata ogni giorno, da decenni, esercitano un pressochè assoluto monopolio "tecnico" sulle scelte "politiche" compiute dal Governo ed in particolar modo dal Ministro della Giustizia".

mercoledì, dicembre 19, 2007

Esami avvocati 2007: commenti pubblicati da “Il Messaggero”.


Spett.Le Redazione,
la settimana scorsa ho sostenuto l'esame di abilitazione alla professione di avvocato presso la Corte di Appello di Lecce.

Durante i tre giorni ed, in particolare, la mattina della prova dell'atto giudiziario circolavano "voci" sicure riguardo a quelle che sarebbero state le tracce dei compiti.

Ci stiamo preoccupando di chi ha utilizzato il cellulare o il palmare, ma non è questo il problema.

Il problema principale è quello di risalire a chi ha smistato le tracce e le relative soluzioni, ma è anche quello riguardo a chi ha ricevuto la soluzione senza alcun problema.

C'erano candidati che circolavo liberamente nei corridoi, tra i banchi, parlavano con fare sospetto con i commissari interni e questi ultimi cedevano fogli e altro materiale.

Era facile distingure chi lavorava in preda alla tensione ed alla concentrazione, come la sottoscritta ed altri giovani, e chi, invece, era tranquillo e sereno.

Concludo con una "chicca": l'ultimo giorno del concorso il portavoce del Ministero della giustizia si è complimentato con la Corte d'Appello per il modo trasparente e corretto con cui si sono svolti gli esami.

Questo è a dir poco vergognoso considerato quello che è successo e che ho visto con i miei occhi.

Cordiali saluti, M.


Sono d’accordissimo con quel praticante avvocato indignato – mia figlia si trova nella stessa situazione!

Inoltre vorrei aggiungere che le prove scritte si svolgono in una situazione da terzo mondo - male organizzate sia logisticamente che materialmente!

E’ veramente una vergogna!

Silvana Gelardi

Nel '69 trionfò allo Zecchino d’oro con «Volevo un gatto nero», ora gestiva due case d'appuntamenti.

Quel gatto nero non le ha certo portato fortuna.

Nel 1969 fu la regina dell'Antoniano di Bologna e a soli quattro anni furoreggiò vincendo lo Zecchino d'oro con la canzone «Volevo un gatto nero», autentico successo, anche internazionale.

Oggi quella bimba bionda che arrossiva davanti a Mago Zurlì torna agli onori della cronaca ma per una vicenda di tutt'altro tenore: l'ex piccola diva, Vincenza Pastorelli, 42 anni, è stata arrestata dai carabinieri a Lecce per una vicenda di sfruttamento della prostituzione.

Insieme con lei è finito in manette Pasquale Trevisi, suo convivente, di 29 anni.

Sono entrambi accusati di favoreggiamento e di sfruttamento della prostituzione e di spaccio di cocaina ed eroina.

CASSAZIONE: E' REATO DARE DEL “VOLTAGABBANA” IN PUBBLICO.


Roma, 18 dic. (Apcom) - E' reato dare del 'voltagabbana' davanti a tutti a una persona che, di fatto, non lo merita: si può essere condannati per diffamazione.

E' quanto emerge dalla sentenza n. 46923 depositata oggi dalla Corte di Cassazione e con la quale la Suprema Corte non ha sdoganato il termine voltagabbana ritenendolo una offesa penalmente rilevante quando viene attribuita in pubblico a una persona che non lo merita.

La V Sezione Penale ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso di un 43enne di Faenza che aveva dato del voltagabbana a un collaboratore dell'amministratore del condominio.

In particolare, precisano i giudici di piazza Cavour, "il significato del termine voltagabbana, nei dizionari correnti, è riferito a chi cambia opinione disinvoltamente e con leggerezza per opportunismo e secondo le convenienze".

Il collegio di legittimità non si è spinto oltre: non ha valutato nel merito la questione sostenendo che il lavoro fatto dai colleghi di merito era incensurabile, in quanto avevano accettato "la non corrispondenza a verità" dell'offesa.

martedì, dicembre 18, 2007

L'AVVOCATURA HA RICORDATO A ROMA L'AVV.RICCARDO SCOCOZZA.

Venerdì 14 dicembre u.s., alla presenza delle cariche più rappresentative dell’Avvocatura italiana, la Cassa di Previdenza Forense ha voluto ricordare la figura del Suo Presidente Riccardo Scocozza, a pochi mesi dalla scomparsa, intitolandoGli l’auditorium, in una partecipata cerimonia.

Negli interventi che si sono succeduti, è stata tratteggiata la figura dell’avv. Scocozza, sia dal punto di vista umano, che da quello professionale: sono state ricordate la Sua intelligenza duttile, l’anelito alla “formazione continua”, intesa non solo ed unicamente nell’ottica dell’esercizio della professione forense, ma anche in quella della crescita umana e culturale di ogni persona; proverbiale era la disponibilità manifestata nei confronti dei giovani colleghi.

Dopo i saluti ed il discorso introduttivo, il Presidente di Cassa Forense, avv. Paolo Rosa, lo ha ricordato citando alcuni versi scritti da una dipendente della Cassa, che recita “L’eleganza ha il colore blu, ed il bianco dei capelli la saggezza”. Si sono susseguiti gli interventi dell’avv. Giorgino per l’OUA, e quello del Presidente del CNF, prof. avv.Guido Alpa.

Il ricordo degli avvocati Lucia Taormina e Giuseppe Della Casa, delegati della Cassa, si è soffermato sugli aspetti più umani e caratteriali dell’avv. Riccardo Scocozza, ed hanno sottolineato come riuscisse a far sentire tutti protagonisti della realizzazione del progetto di creare una nuova classe dirigente di amministratori giovani, perfettamente in grado di fronteggiare le sfide dei prossimi anni, riattivando il processo di riforma e proponendo le future regole previdenziali.

La breve e toccante testimonianza dei figli, professoressa Paola e dottor Antonio, ha tratteggiato un ricordo del padre, dell’uomo e dell’avvocato, che ha sempre affrontato la vita con tenacia e coraggio, senza lasciare che eventi, anche drammatici, potessero annientare il Suo entusiasmo e la Sua energia, vanificare il Suo impegno.

Infine, Monsignor Tonello ha officiato una brevissima cerimonia di benedizione e ringraziamento.

Presente anche una delegazione dell’Avvocatura salernitana, dai vertici del Consiglio dell’Ordine, ai delegati della Cassa, con gli avvocati Andrea Baratta e Gabriele Capuano.

Il Presidente Americo Montera ha ricordato la figura del suo antagonista in tante battaglie per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, evidenziando la capacità dell’avvocato Riccardo Scocozza di vedere oltre la linea dell’orizzonte; l’attenzione continua nei confronti dei giovani e della loro formazione: con l’esempio insegnava loro la professione forense, guidandoli con la sua apparente severità, ma grande umanità.

All’indomani della rielezione, l’avvocato Scocozza, in un dibattito sulla riforma delle pensioni, divenuto tema centrale nell’agenda civile e politica del Paese, ribadiva che i centotrentamila avvocati italiani attendevano risposte certe, ma che erano soprattutto i giovani ad esigere regole chiare che garantissero loro quel che fino ad allora era stato riconosciuto ai loro padri.

Tra le tante cose che l’avvocato Riccardo Scocozza ha insegnato ai Suoi allievi una più di tutte è da ricordare: la contrapposizione non deve sfociare nella denigrazione dell’avversario, con gli antagonisti deve essere sempre instaurato un rapporto di rispettoso confronto.

Maestri come don Riccardo sono ormai rari.

Ogni volta che uno di essi ci lascia il vuoto è grande e la tristezza infinita,così come la gratitudine e la speranza!

I Suoi insegnamenti sono stati e resteranno patrimonio non solo dei Suoi allievi, ma anche di tutti i colleghi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di apprezzarlo e di confrontarsi con Lui nei momenti difficili.

La classe Forense salernitana ricorderà sempre il Suo indiscusso talento,la Sua incomparabile grinta il Suo disarmante entusiasmo e la Sua straripante energia.

Avv. Vincenzo Cestaro

(tratto dal sito: www.ordavvsa.it)

NAPOLI: SPAZZATURA IN STRADA, SCATTANO RISARCIMENTI.


(ANSA) NAPOLI - Quando i rifiuti non vengono raccolti i cittadini subiscono un danno risarcibile.

Lo ha stabilito il giudice di pace di Napoli, Renato Marzano (I sezione civile) che ha condannato il Comune di Napoli e l'Asia, l'Azienda speciale per l'igiene ambientale, a versare la somma di 500 euro ciascuno a 14 cittadini.

La sentenza è stata resa nota dall'avvocato Angelo Pisani, che ha sostenuto dinanzi al magistrato le ragioni dei 14 cittadini.

Questa sentenza, spiega Pisani, riconosce i cittadini "vittime dello scandalo-disservizio della raccolta rifiuti per il pregiudizio patito, il danno esistenziale e soprattutto per il grave danno alla salute che potrebbe svilupparsi col tempo a causa dell'inquinamento ambientale".

"Il giudice di pace di Napoli - prosegue ancora Pisani - oltre a condannare l'amministrazione comunale al risarcimento danni, nella sentenza ha rilevato che la P.A. non ha rispetto per il diritto alla salute dei cittadini tutelato dalla costituzione facendoli 'vivere in un ambiente insalubre'".

lunedì, dicembre 17, 2007

Indette le elezioni per il rinnovo del COA di Salerno.


Nella tornata tenutasi sabato scorso (15/12/2007), il Consiglio ha indetto le elezioni per il rinnovo delle cariche consiliari (biennio 2008/2009).
L'assemblea elettorale degli iscritti è fissata per i giorni 17 e 18 gennaio 2008.
L'eventuale ballottaggio si terrà il 24 gennaio 2008.
Con l'occasione, riteniamo opportuno ripubblicare un articolo da noi scritto due anni fa, per le passate elezioni, pubblicato sul sito dell'Ordine Forense di Salerno.
Le considerazioni svolte allora ci sembrano di sorprendente attualità: giudicate voi.

"Le imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, ci suggeriscono alcune riflessioni.

Anzitutto l’auspicio che si esca dalla situazione anomala di “maggioranza bulgara” (15 consiglieri su 15 alla lista dell’attuale Presidente): l’unanimismo assopisce gli animi, mentre il confronto ed il dibattito – laddove animati dal sincero intento di giovare all’Avvocatura salernitana – non possono che far crescere, sia la maggioranza sia l’opposizione.

Poi i programmi: basta con le liste “ad personam”, compilate con il classico “manuale cencelli” e per conservare mere rendite di posizione, senza dire con chiarezza cosa si vuole fare per tentar di risolvere i problemi che assillano – a livello locale – la nostra professione.

L’edilizia giudiziaria, il delicato rapporto con la magistratura locale, la formazione, la deontologia, la gestione delle sezioni distaccate, sono tutti temi scottanti che attendono una chiara presa di posizione da parte di chi aspira a rappresentarci nel prossimo biennio.

Ancora, ci sia consentito, occorre tener conto dell’innegabile verità della profonda trasformazione che, da circa 10 anni a questa parte, ha vissuto tutto il ceto forense italiano e – ovviamente – anche quello distrettuale.

Gli Avvocati non sono più una classe di notabili, magari beneficiari di canali privilegiati con il potere politico.

Non vogliamo affermare che abbiano ragione quelli che parlano di “proletarizzazione” dei professionisti della toga, però è inutile nascondere la testa sotto la sabbia: abbiamo molto terreno da recuperare, per tornare agli antichi fasti.

Perciò - nella scelta dei candidati da presentare e poi da votare – sarebbe davvero auspicabile che tutti, maggioranza ed opposizione, più che guardare ai rapporti d’appartenenza e/o amicalità (..se non alla preferenza a chi per ultimo ti tira per la giacca, proteso dalle transenne!), dessero il via libera ai colleghi che si sono distinti per presenza ed impegno sui problemi, nonché per disinteresse personale e sensibilità alle sorti future dell’Avvocatura salernitana.

L’andamento e gli esiti del recente XXVIII Congresso Nazionale Forense, con la riconferma di fiducia all’Organismo Unitario dell’Avvocatura, ci riconfermano nel convincimento dell’irrinunciabilità di un “ruolo politico” degli Avvocati nella società italiana.

Perciò anche gli aspiranti Consiglieri dell’Ordine di Salerno dovranno aver ben chiaro che i tempi delle “segrete stanze” sono ormai finiti: bisogna far sapere alla gente quali sono i problemi, proporre le soluzioni operative e sostenerle con tenacia.

Ecco le parole chiave: disinteresse, deontologia, impegno per i Colleghi!

Concludiamo con l’augurio di un sereno dibattito preelettorale e con l’auspicio di una massiccia presenza dei Colleghi alle urne …e poi vinca il migliore.

Salerno 06 dicembre 2005.

Giuseppe Celia"

sabato, dicembre 15, 2007

ESAME DI AVVOCATO 2007:TUTTE LE TRACCE.



PRIMA TRACCIA IN MATERIA DI DIRITTO CIVILE

Tizio, vedovo, il 10.01.1996, muore lasciando testamento olografo, pubblicato il 20.03.1997, nel quale dispone dell’intero suo patrimonio in favore della badante Venia, in segno di riconoscenza per averlo accudito con affetto e premura durante gli ultimi anni della propria vita, evitando volontariamente di istituire eredi i suoi tre figli, Caio, Sempronio e Filano. Venia, che precedentemente alla pubblicazione del testamento, era tornata nel suo paese di origine, al ritorno in Italia, a tre anni dalla morte di Tizio e, venuta a conoscenza del lascito in suo favore, accetta l’eredità devolutale.

Il 20.06.2007, Caio, che sta affrontando delle difficoltà finanziarie, decide di promuovere azione di riduzione nei confronti di Venia. I suoi fratelli, invece, nel rispetto della memoria del genitore deceduto, decidono di non seguire il suo esempio, e rinunciano all’azione di riduzione.

Successivamente Venia viene pertanto convocata, con atto notificato il 20.09.2007, di fronte al tribunale competente con la richiesta di Caio di procedere a riduzione della disposizione in suo favore, con attribuzione della quota di legittima pari ai 2/3 dell’asse ereditario, per accrescimento della quota ex art. 522 c.c. o in via subordinata alla metà dell’eredità, ai sensi e per l’effetto dell’art. 537 comma 1 c.c.. Venia dunque si rivolge a un legale di fiducia per conoscere di quali mezzi dispone, per tutelare le proprie spettanze. Premessi brevi cenni sull’azione di riduzione, il candidato, assunte le vesti del legale di Venia, rediga motivato parere evidenziando le problematiche relative alle conseguenze della rinunzia all’azione di riduzione e alla prescrizione dei termini per proporre suddetta azione.

SECONDA TRACCIA IN MATERIA DI DIRITTO CIVILE

Tizio nel giugno del 2000 vendeva a Caio un appartamento di cospicuo valore sito all’interno del condominio Beta, omettendo all'acquirente che l’appartamento in questione necessitava di diversi, sia pur modesti, lavori di ristrutturazione, soprattutto in relazione ad un muro dell’appartamento per il quale 5 anni addietro il condominio confinante aveva proposto azione di danno temuto ottenendo, altresì, la condanna del condomino Beta, ad eseguire i lavori di messa in sicurezza. Caio, nel marzo 2007scopre tale evenienza e, rivoltosi al suo legale di fiducia gli espone la questione nei termini di cui sopra, chiedendogli un parere in ordine alla possibilità di proporre ancora azione di annullamento del contratto di acquisto dell’appartamento per dolo del venditore. Caio, infatti, afferma che se Tizio non gli avesse taciuto le circostanze di cui sopra di certo non avrebbe acquistato l’appartamento. Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, premessi brevi cenni sul dolo contrattuale quale vizio del consenso, rediga motivato parere in ordine alla proponibilità di un eventuale azione di annullamento.

PRIMA TRACCIA IN MATERIA DI DIRITTO PENALE

Il signor Tizio, che attraversa un periodo di difficoltà economica, riesce ad acquistare da uno sconosciuto dieci banconote da 100 euro contraffatte al fine di saldare il pagamento di tre canoni di locazione arretrati. dopo aver preso appuntamento telefonico con il signor Mevio, suo locatore ed artigiano in pensione, si reca presso il domicilio di quest'ultimo per il saldo dei canoni, ma contrariamente a quanto concordato, trova ad attenderlo il signor Caio, figlio di Mevio, cassiere presso una grossa struttura di vendita.

Nonostante ciò, Tizio decide comunque di consegnare in pagamento le banconote a Caio. Ricevute le banconote, Caio nota che le stesse sono contraffatte perchè sprovviste di filigrana e, di conseguenza, decide di recarsi immediatamente presso la vicina Stazione dei Carabinieri per denunciare l'accaduto.

Da par suo Tizio, pur supponendo di non poter essere punito, in considerazione della grossolana contraffazione delle banconote, immediatamente rilevata da Caio, decide comunque di rivolgersi ad un legale per avere chiarimenti in merito alla questione.

Il candidato, premessi brevi cenni sul reato di falso nummario, rediga motivato parere circa le conseguenze applicabili alla condotta di Tizio specificando, tra l'altro, se a Tizio è contestabile anche il reato di ricettazione.

SECONDA TRACCIA IN MATERIA DI DIRITTO PENALE

Mevio entrava in un supermercato e, dopo aver riposto nel carrello merce per il valore di euro 600, pagava l'importo regolarmente alla cassa. Uscito fuori con il carrello, Mevio posava la merce nell'auto di proprietà parcheggiata lungo la strada laterale adiacente al supermercato.

A questo punto Mevio si affrettava a rientrare nel supermercato, riponendo nel carrello merce identica a quella acquistata in precedenza.

Portatosi ad una cassa diversa, in gergo denominata "veloce", Mevio mostrava lo scontrino relativo alla prima spesa effettuata, giustificando il doppio passaggio con la necessità di comperare una bottiglia di champagne dimenticata nella lista degli acquisti.

Pagata la sola bevanda, Mevio usciva dal supermercato speingendo il carrello ancora pieno allorquando incrociava la prima cassiera, recatasi fuori per svuotare un cestino di rifiuiti. Quest'ultima, insospettita, avvisava i vigilantes i quali, effettuato un controllo, provvedevano a fermare Mevio.

Il candidato, individuato l'elemento differenziale tra il reato di furto aggravato dal mezzo fraudolento ed il reato di truffa, rediga motivato parere evidenziando le conseguenze applicabili alla condotta di Mevio.

Atto giudiziario di diritto civile

In data 15.01.1983, Tizio concede in comodato quinquennale al proprietario confinante Caio un terreno sito in Roma alla via Mareluna distinto in catasto al foglio x, particella Y.

Con atto pubblico del 15.06.1986, Tizio dona il fondo di cui sopra all’associazione culturale Beta della quale è membro membro da svariati anni.

Caio appresa tale notizia del mese del luglio dello stesso anno 1986, recinta con paletti di ferro e cancello il fondo fin li condotto quale comodatario e lo occupa mediante la costruzione di immobile che adibisce a propria residenza principale.

In data 15.11.2007, l’associazione culturale Beta notifica a Caio atto di citazione innanzi al Tribunale di Roma con il quale, dopo aver premesso:

- di essere proprietario del fondo sito in Roma alla via Mareluna identificato al foglio x, particella y del catasto terreni in ragione di atto pubblico di donazione del 15.06.1986, reso da notaio Z.

- che, il contratto di comodato concluso dal proprio dante causa Tizio in data 15.01.1983, aveva durata quinquennale, e, pertanto, era da considerarsi ormai scaduto.

- che, a partire dal gennaio del 1988, Caio occupa senza titolo il fondo di proprietà dell’associazione attrice, rifiutandosi di restituire lo stesso;

chiedeva l’estromissione di Caio dal possesso del fondo con contestuale condanna al ripristino dello stato dei luoghi, nonché al risarcimento del danno per mancato godimento del bene.

Caio, ritenendo di aver ormai usucapito, si rivolge al proprio legale di fiducia conferendogli mandato alle liti per resistere in giudizio.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga l’atto giudiziario più opportuno.

Atto giudiziario di diritto penale

Con ordinanza del 28.10.2003, il Tribunale di Roma respingeva l’istanza di riabilitazione presentata da Tizio in relazione a due decreti penali di condanna per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro in rilievo che, essendo il predetto stato successivamente denunziato nel 1998 e nel 2000, per ulteriori violazioni delle citate norme, non poteva considerarsi realizzata la condizione stabilita dall’art. 179 c.1 c.p., secondo il quale il condannato deve aver dato prove effettive e costanti di buona condotta.

Presa conoscenza della pronunzia di rigetto, Tizio si rivolge immediatamente ad un legale esponendo che i procedimenti a seguito delle denunce subite si erano risolti con l’archiviazione e che l’adito tribunale di sorveglianza non aveva tenuto conto delle favorevoli informative circa la condotta assunta successivamente ai decreti di condanna.

Il candidato assunte le vesti del legale di Tizio, proponga gravame avverso il provvedimento del Tribunale di sorveglianza.

Atto giudiziario di diritto amministrativo

In data 01.12.2002 il comune di Gamma rilasciava in favore della società Beta permesso di costruire n. 40 per la realizzazione di due complessi unifamiliari.

In data 20.01.2003 la società Beta provvedeva a comunicare l'avvio dei lavori.

In data 01.2.2005 il signor Sempronio - proprietario confinante - depositava presso i competenti uffici del comune di Gamma istanza di riesame del permesso di costruire n. 40 del 2002, denunciando una presunta difformità edilizia relativa all'unità immobiliare sita sul lato ovest. Ricevuta l'istanza di riesame, il comune di Gamma comunicava alla società l'avvio del procedimento amministrativo finalizzato all'accertamento di quanto esposto dal signor Sempronio, invitando la società Beta a consentire l'accesso al sito di proprietà agli operatori tecnici comunali per lo svolgimento, in contraddittorio tra gli interessati, delle opportune indagini istruttorie.

Con nota n. 36 del 31.03.2005, comunicata a tutte le parti del procedimento, il comune di Gamma, esaminate le risultanze delle indagini istruttorie, confermava la piena corrispondenza dei lavori eseguiti alle prescrizioni di cui al titolo edilizio e, per l'effetto, ne autorizzava la ripresa.

Sennonchè, in data 15.03.2006, il signor Sempronio reiterava l'istanza di riesame del permesso di costruire, sollevando identiche censure, questa volta supportate da una perizia di parte. Recepita la nuova richiesta di riesame, il comune di Gamma con nota n. 55 del 10.04.2006, comunicava alla società Beta l'avvio del procedimento amministrativo finalizzato all'annullamento d'ufficio parziale del permesso di costruire n. 40 del 2002, ordinando nuovamente la sospensione cautelativa dei lavori. Contestualmente invitava la società interessata al deposito di osservazioni difensive suffragate da una relazione tecnica di parte. Ricevuta la predetta comunicazione la società Beta inoltrava al responsabile del procedimento quanto richiesto, evidenziando che:

1. l'istanza di riesame era inammissibile in quanto meramente ripetitiva di censure già ritenute infondate dalla stessa amministrazione l'anno precedente;

2. che i lavori assentiti erano ormai completati;

3. che il titolo edilizio era stato rilasciato molto tempo addietro.

Si allegava inoltre la perizia tecnica richiesta attestante la piena corrispondenza dei lavori eseguiti alle prescrizioni del titolo edilizio.

Concluso il procedimento, con determina dirigenziale prot. n. 100 del 10.5.2006, il comune di Gamma disponeva il parziale annullamento del permesso di costruire n. 40/2002, limitatamente all'unità immobiliare sita in angolo ovest, ritenendo fondata la denuncia del signor Sempronio, così come comprovata dalla perizia allegata all'istanza di riesame. Nel corredo motivazionale del provvedimento di annullamento nessuna ragione di interesse pubblico diversa dal mero ripristino della legalità violata veniva evidenziata, nè, tantomeno, si dava prova di un effettivo riscontro delle deduzioni presentate dalla società Beta in sede procedimentale.

Il candidato, assunte le vesti di legale della società Beta, rediga l'atto giudiziario ritenuto più idoneo a salvaguardarne gli interessi evidenziando i diversi profili di illegittimità del provvedimento adottato dalla pubblica amministrazione.

venerdì, dicembre 14, 2007

Esame avvocati con aiuti su internet: proteste a Milano.


MILANO (14 dicembre) - Proteste a Milano all'esame per diventare avvocato. Giovedì mattina mentre il presidente della commissione, Marisa Meroni, stava leggendo alla Fiera di Rho le tracce dell'esame davanti ai circa 4mila esaminandi.

Un giovane aspirante legale si è alzato dalla sua sedia, è corso verso il presidente, ha preso in mano il microfono e ha interrotto la lettura gridando: «Siete tutti dei buffoni, l'esame è da annullare. Questo esame è una farsa - ha continuato - c'è già chi conosce le tracce».

Con questa azione il praticante ha destato l'attenzione non solo dei suoi colleghi e dei commissari, ma anche quella dei carabinieri che a quel punto hanno verbalizzato la sua denuncia.

Secondo alcuni testimoni, il giovane sarebbe però stato anche denunciato per interruzione di pubblico servizio.

Diversi praticanti nei giorni scorsi aveva già denunciato irregolarità sul web.

Su un blog, un anonimo ha scritto ieri: «Alle 9,30 di oggi i candidati in coda all'ingresso del padiglione Fiera-Rho, pronti per sostenere la terza e ultima prova scritta, conoscevano già le tracce che di lì a poco sarebbero state dettate. Sapevano anche con esattezza su quale sentenza della Suprema Corte si sarebbe dovuta articolare la soluzione della questione giuridica sottesa all'atto giudiziario. Come è stato possibile? Semplice: in qualche commissione del sud, le buste sigillate erano state aperte tempo prima dell'esame, e il contenuto di tutte le tracce era stato divulgato. A Milano si è saputo solo al terzo giorno».

Malagiustizia in mondovisione.

A Parma s’annuncia la catastrofe giudiziaria, questa volta in mondovisione.

La cosa non è di pubblico interesse (solo) per la sorte che toccherà ai numerosi imputati per la bancarotta di Parmalat, ma perché l’Italia si confermerà un sistema inaffidabile, un Paese buono se si tratta di portar via ricchezza, ma infido se si devono investire quattrini.

Da dove non c’è giustizia e non si rispettano le regole i capitali internazionali scappano, verso lidi più redditizi e sicuri.

La triste impressione che tutto finirà nel peggiore dei modi è presto documentata. Il crack risale alla fine del 2003, sono passati quattro anni ed il processo non è neanche iniziato. Siamo già al limite del tempo considerato ragionevole in sede europea e il tribunale neanche si vede.

Intanto la procura ha depositato documentazione processuale per sei milioni di pagine.

Il che garantisce la certezza che non saranno mai lette, e se si dovesse scorrerle in aula occorrerebbero anni di udienze. I risparmiatori che hanno subito danni, avendo sottoscritto obbligazioni taroccate, sono, nel mondo, più di centomila.

Trentacinquemila si sono costituiti parte civile.

Sommate sessantasei imputati, più sei milioni di pagine, più trentacinquemila parti civili, ed il risultato sarà un circo degno del colosseo.

Il problema, comunque, non si pone perché già è trascorso il tempo entro il quale si sarebbe dovuto costituire il collegio giudicante e non se ne scorge neanche l’ombra: a Parma mancano i giudici, i procedimenti sono divisi e chi si è già pronunciato è incompatibile, gli altri sono occupati o al civile.

E siamo il Paese europeo con più magistrati e che spende di più per la giustizia.

Il tempo perso e quello infinito che ci attende non addolora gli imputati, ma rende sempre più remota la possibilità che il dibattimento chiarisca dove sono spariti i soldi e chi ancora li gestisce, e dica qualche cosa sull’intreccio con i casi Cirio e Telecom Italia.

Insomma, ciascuno potrà continuare a pensare o dire quel che crede senza che la giustizia sia in grado di porre un punto fermo.

E questa rassegna d’orrori la faremo vedere al mondo, perché i truffati sono ovunque e gli occhi dei loro giornalisti sono puntati su Parma.

Mostreremo che non merita rispetto un sistema che non ha rispetto delle proprie leggi.

Scritto da Davide Giacalone

Pubblicato da Libero

www.davidegiacalone.it

Il Presidente della Repubblica bacchetta i magistrati.

Si avvia alla conclusione il viaggio del Presidente della Repubblica negli Stati Uniti.

Al termine della conferenza stampa di oggi Napolitano ha speso piú di una parola sulla magistratura italiana ed ha invitato i diversi poteri dello Stato ad assumere un atteggiamento di reciproco rispetto, a partire proprio dai magistrati che secondo il Presidente "devono imparare a rispettare le regole e ad avere un maggior senso del limite" .

giovedì, dicembre 13, 2007

ITALIA INCIVILE, SENZA UNA EFFICIENTE GIUSTIZIA CIVILE.


Andrea Pasqualin, Vice-Presidente dell OUA, ha oggi dichiarato: «Serve una grande riforma che dia efficienza al sistema giudiziario. Una riforma da fare qui e ora. Con piccoli espedienti, come la reintroduzione in modo surrettizio delle sezioni stralcio, si mette l’ennesima toppa che non risolverà alcun problema».

«La grave crisi strutturale della giustizia civile – ha spiegato Andrea Pasqualin - richiede in modo sempre più pressante che si abbandoni la logica dei singoli interventi ispirati alla rincorsa dell'emergenza. Invece, si continua ad andare nella direzione opposta come dimostrano gli ultimi preoccupanti provvedimenti: l'aggregazione dei giudici di pace ai tribunali e la reintroduzione, con la Finanziaria, del deposito per il caso di soccombenza in cassazione.

Si prenda una pausa di riflessione e si immagini una strategia organica di recupero di efficienza del sistema.

Una parte importante di questa strategia passa attraverso l'adeguato stanziamento di risorse, la razionalizzazione dell'utilizzo di quelle esistenti e l'individuazione di nuove sedi, non necessariamente statali, di esercizio della giurisdizione pubblica, onde adeguare alla domanda le capacità di risposta del sistema.

E’, inoltre, importante un serio intervento sul rito, caratterizzato da una tendenziale unificazione, accompagnata dall'abbandono del metodo, sempre più spesso seguito, di affiancare ad una riforma di diritto sostanziale un modello processuale ad hoc e dalla scelta di un modello flessibile, che riservi il diretto intervento del giudice agli snodi determinanti ed al contempo si concili con le caratteristiche e le cadenze del processo civile telematico».

E' questa la nuova "Armata Rossa"?

Ord.Avv.Eb.!!!

Esami Avvocato: il CNF ha chiesto, vanamente, i metaldetector.




INTERVISTA AL PROF. GUIDO ALPA

“Avevo chiesto i metal detector, invano” Guido Alpa è il presidente del Consiglio Nazionale Forense.

E il trucchetto dei telefonini che navigano in rete l’aveva previsto.

Ha visto? Le soluzioni erano in rete mentre i ragazzi erano ancora in aula.

«Le dirò: noi avevamo suggerito di installare i metal detector per evitare che fossero portati i telefonini palmari in aula. Però la cosa non è stata possibile, credo, per motivi legati alle risorse finanziarie».

Quindi tutti promossi e amen?

«Il CNF ha inviato i suoi ispettori in ogni sede in cui si svolgono gli esami; al termine gli ispettori faranno una relazione e sulla base di quella valuteremo le iniziative da prendere. Se saranno accertate irregolarità, il ministero della Giustizia presenterà una denuncia penale, saranno fatte indagini e si deciderà se annullare l’esame».

Se c’erano gli ispettori, come potrebbe essere accaduta una cosa come quella denunciata dall’Anpa?

«Noi abbiamo inviato gli ispettori, che hanno solo compiti di osservazione. La vigilanza sulla regolarità degli esami spetta alla Commissione esaminatrice e alle forze dell’ordine».

Succede ogni volta, vero?

«Spero non succederà più. Abbiamo già preso accordi con il ministero e stiamo pensando ad alcune modifiche agli esami di abilitazione. Ci sarà una prova preselettiva. Solo al termine, i candidati potranno svolgere la prova scritta. Insomma, potremo selezionare quelli che sono davvero preparati»

Perchè l’Anpa punta il dito sul Consiglio Nazionale Forense e chiede le sue dimissioni?

«Chiunque può chiedere qualunque cosa. L’Anpa la conosco bene: sono molto critici nei confronti di tutti gli organismi dell’avvocatura: è una forma di protesta, legittima per carità. Loro probabilmente chiedono le mie dimissioni perchè non sanno che la regolarità degli esami non dipende dal Cnf. Se dipendesse da me, da noi, le assicuro che mi dimetterei subito».

Intervista di Massimo Martinelli, “ll Messaggero” pag. 13

mercoledì, dicembre 12, 2007

Il giudice onorario è “autonomo”.


Le indennità ai magistrati onorari per l’attività resa in uno studio associato o in un’associazione professionale sono come redditi di lavoro autonomo e vengono sottoposte, quindi, al relativo trattamento fiscale.

E’ quanto prevede l’agenzia delle Entrate con la risoluzione 363/E dell’11 dicembre 2007 a un interpello presentato dal ministero della Giustizia.

L’Agenzia precisa che l’attività di magistrato onorario non rientra tra le funzioni pubbliche elencate nell’articolo 50, comma 1, lettera f) del Tuir, per le quali i compensi percepiti vanno assimilati ai redditi di lavoro dipendente anche se conseguiti durante l’esercizio di un’arte o professione.

Tra queste sono incluse tre categorie di giudici onorari quali membri di commissioni tributarie, giudici di pace ed esperti di tribunale di sorveglianza.

Ma per quanto riguarda le funzioni pubbliche non riportate in quella norma – e quindi anche per i magistrati onorari – se le prestazioni sono rese durante lo svolgimento di un’arte o professione sono assimilabili al reddito di lavoro autonomo.

ISTAT: GIUSTIZIA, CALANO PROCEDIMENTI CIVILI AVVIATI.


Roma, 12 dic. (Apcom) - Cala il ricorso alla giustizia civile da parte degli italiani: diminuiscono i procedimenti avviati (-5,2%), aumentano quelli esauriti (+0,5%) e calano quelli pendenti (-2,1%). I dati, che si riferiscono al 2005, sono stati resi noti questa mattina dall'Istat.

In forte calo, rispetto al 2004, il numero di procedimenti avviati di urgenza a protezione del minore (-23,8%); anche le adozioni registrano una diminuzione (-8,3%), passando da 4.460 nel 2004 a 4.092 nel 2005.

Sono 12.148 i fallimenti dichiarati nel corso del 2005 (+7,4% rispetto al 2004). Diminuisce fortemente il numero dei ricorsi presentati nel 2005 (-21,5%): il 64% di questi è rappresentato dai ricorsi relativi all'attività della pubblica amministrazione.

Anche la giustizia penale ordinaria smaltisce processi, mentre aumentano invece i pendenti del minorile. Nel 2005 sono 3.178.367 (-4,2%) i procedimenti pendenti presso i tribunali ordinari (erano 3.316.746 alla fine del 2004), nello stesso tempo quelli pendenti presso i tribunali per i minorenni ammontano a 18.380 (in rialzo dell'1,2% sui 18.154 dell'anno precedente).

I delitti denunciati dalle forze di polizia all'autorità giudiziaria, tuttavia, aumentano: sono 2.579.124 al 31 dicembre 2005, con un aumento del 6,7% rispetto al 2004.

Tra le tipologie di delitti si registra una netta diminuzione del numero di omicidi (sono 601, il 15,8% in meno rispetto all'anno precedente), mentre sono in forte aumento le truffe e le frodi informatiche (90.523, pari al +36,5%) e i sequestri di persona (1.614, pari a +30,3%).

Registrano una crescita anche le lesioni dolose (+9,3%), le violenze sessuali (+7,7%) e le violazioni di legge in materia di stupefacenti (+6,7%).

Nel 2005 i condannati per delitto sono 221.381 (-7,5% rispetto all'anno precedente); di questi il 62,6% aveva già precedenti penali.

Per il 64,9% dei condannati la sentenza ha previsto la pena della reclusione, mentre al rimanente 35,1% è stata comminata una multa. I minorenni condannati per delitto costituiscono l'1,3% del totale.

lunedì, dicembre 10, 2007

Intitolazione dell'Auditorium della Cassa Previdenza Avvocati all'Avv. Scocozza.


Venerdì p.v., 14 dicembre 2007, il moderno Auditorium della Cassa Previdenza Avvocati verrà intitolato al compianto Avv. Riccardo Scocozza, già Presidente della Cassa Forense ed eminente figura del Foro Salernitano.

Cassazione: il notaio è responsabile dell’errore sull’ipoteca.


L’ipoteca iscritta a garanzia di un mutuo su beni diversi da quelli per i quali è stata rilasciata la procura fa scattare sempre la responsabilità del notaio.

La circostanza che la banca fosse in possesso di tutta la documentazione e avesse dato il via libera al finanziamento può limitare, ma non eliminare, la colpa del professionista. Quest’ultimo, infatti, nello svolgimento dell’attività è tenuto ad assicurare il conseguimento dello scopo dell’atto.

Sono questi i principi espressi dalla Cassazione con la recente sentenza n. 24939/2007.

L’attività del notaio, infatti, conclude la Cassazione, non si riduce “al mero compimento di accertare la volontà delle parti, ma si estende a quelle attività preparatorie e successive necessarie affinché sia assicurata la serietà e certezza dell’atto giuridico da rogarsi e in particolare la sua attitudine ad assicurare il conseguimento dello scopo tipico di esso e del risultato pratico voluto dalle parti”.

sabato, dicembre 08, 2007

A Caltanissetta i processi più veloci d'Italia.


A Caltanissetta i processi sono i più veloci d’Italia: ogni cento nuovi procedimenti se ne chiudono 187 nel civile e 113 nel penale.

Caltanissetta è anche famosa per la riduzione delle cause giacenti, materia che, come il debito pubblico, per principio non cala mai.

I giudici nisseni sono specialisti nella risoluzione delle cause pendenti: le abbattono al loro insorgere, non le lasciano attecchire.

La città siciliana è un’isola felice in un quadro di tribunali paralizzati da faldoni polverosi, con corti d’appello lumaca come Perugia, Ancona e Bari, dove ogni dieci nuove cause solo sei vanno a sentenza.

Tutto questo è nel rapporto 2006 del ministero della Giustizia.

Ma più che la statistica, colpisce il commento del presidente della Corte d’appello di Caltanissetta, Francesco Ingargiola.

«Il problema primario — dice — è far lavorare e motivare i giudici: se la giustizia è al capolinea non è colpa solo di leggi farraginose ma anche perché molti colleghi non lavorano a sufficienza».

Che aspettiamo a promuoverlo?

venerdì, dicembre 07, 2007

La Procura di Napoli cita Topolino e Paperino!

NAPOLI - La Procura di Napoli, per un errore, a dir poco incomprensibile, ha convocato in tribunale Topolino, Paperino, Paperina e Titti quali testimoni in un caso di contraffazione.

A rispondere è, poi, lUfficio notifiche di atti giudiziari di Milano, che ha fatto pervenire al domicilio dei convocati” la relazione di notifica (chissà se verrà eccepita l'irregolarità della notifica per errato indirizzo, posto che i nostri ci risulta risiedano a Topolinia e Paperopoli...).

Non è uno scherzo, ma solo la cronaca di un errore che mette in ridicolo l’intero sistema giudiziario italiano.

La causa riguarda un cinese, indagato per aver contraffatto i marchi di proprietà della Disney, e la notifica avrebbe dovuto avere come destinatario il legale rappresentante dell’azienda danneggiata che, in questi casi, viene convocato dal pm per riferire al giudice se il marchio contraffatto è davvero il proprio.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Il metodo “Tafazzi”.


Il personaggio Tafazzi, noto per il suo autolesionismo, non appartiene solo al cabaret: la tendenza a farsi del male è diffusa e gli esempi potrebbero moltiplicarsi.

Ci preme qui sottolineare una singolare vicenda, legata al mondo dell’Avvocatura salernitana.

Nel silenzio e nell’indifferenza generale, c’è una delle tante associazioni forensi localistiche che oramai imperversa su tutto e tutti, per motivi che intuiamo (…ma taciamo per carità di patria!).

E’ noto l’abbandono in cui versano tutte le Sezioni distaccate del Tribunale di Salerno, eppure - per il locale COA – tra tanti figli illegittimi abbandonati, v’è una sola "figlia prediletta".

Tanto prediletta da essere sovrarappresentata nel Consiglio e da controllare, a briglia sciolta, il sito internet degli Avvocati di Salerno (che oramai dovrebbe chiamarsi “ORDAVVEB”), divenuto la cassa di risonanza per le mire scissionistiche della Sezione stessa, che aspira a diventare Tribunale autonomo.

Che la “figlia prediletta” diventi Tribunale autonomo ci va bene.

Quello che ci disturba e che il “separatismo”, nel silenzio assoluto dei Consiglieri Salernitani, dovrà necessariamente nutrirsi di uomini e mezzi sottratti al Tribunale di Salerno, già ridotto al lumicino.

Rientra, perciò, nel metodo “Tafazzi” il fatto che il sito internet degli Avvocati di Salerno, pubblichi un documento (approvato ieri dai “separatisti”) ove si legge testualmente:

“- che la sede centrale di Salerno del Tribunale, pur avendo un bacino d’utenza ed un carico di lavoro di entità assolutamente equivalente a quella della stazione staccata di Eboli, dispone di ben quattro sezioni civili, con oltre venti magistrati togati, di ben tre sezioni penali, con oltre dodici magistrati togati, di un numero consistente di magistrati per il penale monocratico, di moltissimi giudici onorari;

- che tale disparità di organico, assolutamente non giustificata alla luce dell’indubbia equivalenza del carico di lavoro dei due Uffici Giudiziari, esiste anche nel settore amministrativo posto che mentre la sede centrale può contare su diverse decine di funzionari ed impiegati la sezione staccata si avvale di appena 18 unità effettive, a fronte delle venti in organico”.

Le prossime elezioni per il rinnovo del COA di Salerno, potrebbero essere l’occasione per discutere anche di questo e per verificare di chi siano le responsabilità di questo paradossale stato di cose.

martedì, dicembre 04, 2007

Giustizia: il 5 dicembre manifestazione a Roma, contro la soppressione degli Uffici dei Giudici di Pace.


L'Unione Nazionale dei Giudici di Pace ha indetto una nazionale di protesta, che si terrà domani 5 dicembre - a partire dalle ore 15 - in P.zza Montecitorio a Roma.

Scopo dell'iniziativa è quello di contestare il progetto di legge avanzato dal Ministero della Giustizia che intende sopprimere gli Uffici del Giudice di Pace accorpandoli al Tribunale, che diverrebbe così Ufficio Unico di Primo Grado.

A causa dell'incontro infruttuoso con i rappresentanti ministeriali, tenutosi il 22 novembre scorso, tale manifestazione è stata fissata a supporto della proclamazione congiunta dello sciopero nazionale dei giudici di pace (10/14 dicembre).

L’Ordine degli Avvocati di Treviso «censura» il blog di un legale.


Tutto il mondo è paese: il COA di Treviso «censura» il blog del penalista Luigi Fadalti. E lo fa con una circolare lunga due pagine inoltrata a tutti gli iscritti: 1.614 fax spediti nei giorni scorsi ad altrettanti legali. La querelle riguarda i contenuti del blog «Terzopotere.com» nato con l’obiettivo di promuovere la discussione sui problemi della giustizia.

La prima pagina del sito riporta un intervento di Fadalti sull’equità della pena; seguono interventi e proposte di diversi blogger su formazione professioniale, ripensamento della sede di via Appiani, proposte per rendere più trasparente l’attività dell’Ordine. Nulla di particolarmente polemico. E, in effetti, la circolare dell’Ordine contesta non i contenuti reali del blog, ma quelli «preannunciati».

Primo punto: l’affollamento di avvocati. Fadalti aveva sollevato il problema, riconosciuto da tutti gli addetti ai lavori, di un numero eccessivo di legali nella Marca.

Secondo punto: «L’interesse precipuo del blog in cantiere, pare però essere quello che attiene all’attività del consiglio dell’Ordine», scrive De Girolami. Il presidente fa riferimento all’invito alla trasparenza fatto da Fadalti.

Sulla scottante questione dei procedimenti disciplinari per le false firme dei praticanti - il vero scandalo che ha investito l’Ordine e sul cui esito nulla è ancora dato da sapere ai cittadini (un avvocato è stato anzi formalmente ripreso dal consiglio perché «sospettato» di aver diffuso notizie alla stampa) - De Girolami richiama «l’esigenza di riservatezza».

Il presidente risponde infine a Fadalti su disfunzioni, rapporti coi giudici e tribunale di Castelfranco Veneto, assicurando che «l’Ordine, nella sua attuale composizione, prima della scadenza del mandato, avrà modo di informare compiutamente i propri iscritti e l’opinione pubblica, nelle forme e nei modi appropriati, dell’attività svolta in questi due difficili anni di mandato».

Ed è appunto la vicina scadenza del mandato, il 31 dicembre, insieme alle denunce che De Girolami e Fadalti si sono scambiati in passato, che può probabilmente spiegare la «discesa in campo» dell’Ordine con uno strumento ufficiale come la circolare riservata a «temi di interesse generale», per contestare quanto di più informale ci può essere: un blog.

lunedì, dicembre 03, 2007

Il Tesoro chiude 40 sedi, forse gli impiegati andranno ai tribunali.

ROMA (3 dicembre) - L’anno scorso se ne è cominciato a parlare, l’anno prossimo il progetto si dovrebbe realizzare.

La chiusura di 40 sedi periferiche del ministero dell’Economia è un pallino del ministro Tommaso Padoa-Schioppa, e ormai i contorni dell’operazione sono definiti.

C’è anche una lista di 58 province, fra le quali andranno scelte quelle da sopprimere. Sono le sedi più piccole, di cui il ministero pensa di poter fare a meno.

Oggi in ogni provincia italiana il Tesoro ha un suo distaccamento, diviso in due rami. Da una parte ci sono le “Ragionerie provinciali”, che hanno il compito di sorvegliare sulle spese delle amministrazioni pubbliche a livello locale.

Dall’altra le “Direzioni provinciali servizi vari”, che hanno il compito di raccogliere ogni mese le informazioni necessarie alla preparazione delle buste paga dei dipendenti statali presenti in provincia.

Secondo il piano del ministero, si possono chiudere gli uffici nelle province più piccole e trasferire le funzioni alle sedi delle province vicine.

Per i dipendenti però non si prevede un cambiamento di città. Tutti devono essere trasferiti in un altro ufficio all’interno della stessa provincia. Sulla loro possibile destinazione si sta ragionando, ma l’orientamento è di portare il personale negli uffici dove si offrono servizi direttamente ai cittadini. In particolare si pensa agli uffici giudiziari e alle agenzie fiscali.

Le 58 sedi candidate alla chiusura ospitano complessivamente 2.660 fra impiegati e funzionari. Quelli delle Ragionerie provinciali sono circa un migliaio, gli altri appartengono alle Direzioni provinciali.

Alla fine, fatta la scelta delle 40 sedi da chiudere, i dipendenti da trasferire saranno mille e 700.

domenica, dicembre 02, 2007

Clementina la pazza.


Non sono un tifoso di Clementina Forleo, non mi batterei per la sua santità e rimango convinto che non è adatto a fare il magistrato chi non sfugge alla calamita delle telecamere.

Non mi piace la giustizia usata per far politica, mi ripugna lo sputtanamento mediatico degli indagati (oramai estesosi anche ai passanti per caso), considero miserrimi quanti confondono gli atti giudiziari con i verdetti e sicario senza onore il giornalismo velinaro.

La sinistra pratica questi vizi, fascistoidi, da molti anni. Poi, quand’è sotto accusa, riscopre le virtù del garantismo. Non facciamo prendere per i fondelli e diciamola tutta.

La Forleo non doveva scrivere che Fassino e D’Alema erano ben consapevoli di favorire Consorte nella scalata bancaria? è prova del suo squilibrio la lite con poliziotti che avrebbero maltrattato un extracomunitario? Può darsi che quei due preferiscano passare per scemi manipolati, segno di come si seleziona la classe di governo, ma i conti non tornano.

Quando il pm Di Pietro ed il gip Ghitti si scambiavano pizzini per suggerirsi chi, come e quando accusare, in violazione di quasi tutte le nostre leggi, ci fu azione disciplinare? No, anzi, elessero Ghitti al csm, così poteva giudicare gli altri magistrati.

Quando dalla procura di Milano spedirono la Guardia di Finanza per sequestrare, alla Camera, i bilanci dei partiti, pubblicati su tutti i giornali, ci fu reazione proporzionata? No, anzi l’allora presidente, Napolitano, destinatario di lettere scritte da suicidi inascoltati, chiuse presto l’“incidente”.

Quante cose ci tocca dimenticare, del nostro Presidente, talché neanche il compleanno potremo festeggiargli. E poi, fateci caso: se un magistrato femmina s’occupa di malaffari riconducibili alla piovra berlusconiana, trattasi di donna coraggiosa, riservata e dal ciglio asciutto, se capita rivolga lo sguardo a sinistra, eccole là, esibizioniste, isteriche e piagnone. Sarà una vendetta contro le corbellerie dette su donne e shopping.

E’ ingiusto, oggi, anche solo per indagare, immaginare che certuni siano stati consapevoli. Ma era giusto, ieri, condurre processi a sentenza sulla base del bestiale “non poteva non sapere”. Tutto questo è rivoltante, da condannarsi con ogni forza. E’ la barbarie arrogante di un Paese che ha ammazzato la giustizia.

scritto da Davide Giacalone

Fonte www.davidegiacalone.it

sabato, dicembre 01, 2007

Legge Finanziaria: il ricorso in Cassazione costerà 3.000,00 euro?

Alla Camera va di scena la legge Finanziaria del «ma anche».

Il governo presenta un emendamento che introduce una specie di tassa sui ricorsi in Cassazione.

Sarà di 3mila euro e saranno esentati dal deposito i ricorsi in materia di lavoro.

Il deposito, ovviamente, andrà perso se i giudici della Suprema Corte dichiareranno il ricorso inammissibile o se verrà respinto nel merito.

mercoledì, novembre 28, 2007

VIGNA: I MASSMEDIA INFLUENZANO I PROCESSI.



(AGI) - Milano, 27 nov. - Secondo l'ex procuratore antimafia, Pierluigi Vigna, sui massmedia in generale, ma soprattutto alla televisione, pesa la responsabilita' dell'influenzare i processi giudiziari.

Intervenuto ad un convegno organizzato dal Corriere della Sera sul tema "Giustizia e legalita'" Vigna ha ricordato che in certe circostanze, che sono poi quelle che piu' appassionano l'opinione pubblica, chi giudica e' anche "la giuria popolare della corte d'assise".

In questa circostanza, e', secondo Vigna, "impossibile che i giurati non vengano influenzati".

Al dibattito si e' parlato dei rapporti tra i processi che si tengono nell'aule giudiziarie e quelli paralleli che si diffondono attraverso i massmedia.

Esami Avvocato 2007: la Commissione di Salerno.


CORTE DI APPELLO DI SALERNO

1a SOTTOCOMMISSIONE

PINTO avv. Michele

Nato a Teggiano il 2.1.1931

Ordine di Salerno

PRESIDENTE

SPINELLI dott.ssa Giovanna

Nata a Castel San Giorgio l'8.5.1966

Magistrato di Appello

Tribunale di Salerno

COMPONENTE TITOLARE

ALFINITO dott.ssa Giuseppina

Nata a Salerno l'1.3.1960

Magistrato di Appello

Tribunale di Salerno

COMPONENTE TITOLARE

CRETELLA avv. Mario

Nato a Scafati il 9.3.1950

Ordine di Nocera Inferiore

COMPONENTE TITOLARE

FEZZA prof. Fabrizio

Nato a Nocera Inferiore il 29.10.1974

Professore associato

Università degli Studi di Salerno

Facoltà di Giurisprudenza

COMPONENTE TITOLARE

FRUSCIONE avv. Gaetano

Nato a Salerno il 21.12.1941

Ordine di Salerno

VICE PRESIDENTE

SESSA dott.ssa Renata

Nata a Salerno il 15.2.1962

Magistrato di Appello

Tribunale di Salerno

COMPONENTE SUPPLENTE

BELLANTONI dott.ssa Elvira

Nata a Pompei il 29.1.1966

Magistrato di Appello

Tribunale di Salerno

COMPONENTE SUPPLENTE

VITOLO avv. Giuseppe

Nato a Salerno il 3.11.1968

Ordine di Salerno

COMPONENTE SUPPLENTE

ESPOSITO prof. Gianluca

Nato a Lagonegro il 20.9.1971

Professore associato

Università degli Studi di Salerno

Facoltà di Giurisprudenza

COMPONENTE SUPPLENTE

lunedì, novembre 26, 2007

Solo Unicost nella nuova giunta Anm: Luerti presidente, correnti sinistra votano contro e Mi abbandona aula.


Contro la nuova giunta, sostenuta dai 14 rappresentanti di Unicost, hanno votato contro i colleghi delle due correnti di sinistra, Magistratura democratica e Movimento per la giustizia. E lo stesso hanno fatto gli esponenti di Magistratura indipendente, i quali però al momento del voto hanno anche abbandonato l'aula dei lavori.

"Prendiamo atto - ha detto a nome di tutti i colleghi il segretario della corrente Carlo Coco - dell'indisponibilità di Md e del Movimento per la giustizia a intraprendere il percorso di una conduzione unitaria dell'Anm, in coerenza alla permanente difficile situazione in cui versa la giurisdizione e la magistratura nel nostro Paese. Prendiamo atto anche dell'immotivata indisponibilità di Unicost a lavorare per la formazione di una giunta di maggioranza fra le correnti risultate vincenti alle ultime elezioni".

I rappresentanti di Mi hanno anche "stigmatizzato il significato politico dei comportamenti adottati dalle altri componenti" che sono state "causa della rottura dell'unità". Per questi motivi Mi ha votato contro "una giunta di minoranza che appare inadeguata a perseguire, anche nel minimo, gli obiettivi indicati come prioritari ed indilazionabili dai magistrati elettori".

Della nuova giunta, guidata dal presidente Luerti e dal segretario Palamara, fanno parte anche Silvana Sica (vicepresidente), Gateano Sgroia (vicesegretario), Antonio Balsamo (direttore della rivista della magistratura), assieme ai colleghi Grazia Miccoli, Alberto Liguori, Roberto Rossi e Paolo Corder, componenti del nuovo esecutivo.

domenica, novembre 25, 2007

L'uomo dal fiore in bocca.



L'uomo dal fiore in bocca

Atto unico di Luigi Pirandello

Persone del dialogo:

L'uomo dal fiore in bocca

Un pacifico avventore

N. B. - Verso la fine, ai luoghi indicati, sporgerà due volte il capo dal cantone un'ombra di donna, vestita di nero, con un vecchio cappellino dalle piume piangenti.

Si vedranno in fondo gli alberi d'un viale, con le lampade elettriche che traspariranno di tra le foglie. Ai due lati, le ultime case d'una via che immette in quel viale. Nelle case a sinistra sarà un misero Caffè notturno con tavolini e seggiole sul marciapiede. Davanti alle case di destra, un lampione acceso. Allo spigolo dell'ultima casa a sinistra, che farà cantone sul viale, un fanale anch'esso acceso. Sarà passata da poco la mezzanotte. S'udrà da lontano, a intervalli, il suono titillante d'un mandolino.

Al levarsi della tela, l'Uomo dal fiore in bocca, seduto a uno dei tavolini, osserverà a lungo in silenzio l'Avventore pacifico che, al tavolino accanto, succhierà con un cannuccio di paglia uno sciroppo di menta.

L'uomo dal fiore: Ah, lo volevo dire! Lei dunque un uomo pacifico è... Ha perduto il treno?

L'avventore: Per un minuto, sa? Arrivo alla stazione, e me lo vedo scappare davanti.

L'uomo dal fiore: Poteva corrergli dietro!

L'avventore: Già. E` da ridere, lo so. Bastava, santo Dio, che non avessi tutti quegli impicci di pacchi, pacchetti, pacchettini... Più carico d'un somaro! Ma le donne - commissioni... commissioni... - non la finiscono più. Tre minuti, creda, appena sceso di vettura, per dispormi i nodini di tutti quei pacchetti alle dita; due pacchetti per ogni dito.

L'uomo dal fiore: Doveva esser bello! Sa che avrei fatto io? Li avrei lasciati nella vettura.

L'avventore: E mia moglie? Ah sì! E le mie figliuole? E tutte le loro amiche?

L'uomo dal fiore: Strillare! Mi ci sarei spassato un mondo.

L'avventore: Perché lei forse non sa che cosa diventano le donne in villeggiatura!

L'uomo dal fiore: Ma sì che lo so. Appunto perché lo so. Pausa

Dicono tutte che non avranno bisogno di niente.

L'avventore: Questo soltanto? Capaci anche di sostenere che ci vanno per risparmiare. Poi, appena arrivano in un paesello qua dei dintorni, più brutto è, più misero e lercio, e più imbizzarriscono a pararlo con tutte le loro galanterie più vistose! Eh, le donne, caro signore! Ma del resto è la loro professione... - «Se tu facessi una capatina in città, caro! Avrei proprio bisogno di questo... di quest'altro... e potresti anche, se non ti secca (caro, il «se non ti secca») ... e poi, giacché ci sei, passando di là...» - Ma come vuoi, cara mia, che in tre ore ti sbrighi tutte codeste faccende? - «Uh, ma che dici? Prendendo una vettura...» - Il guajo è che, dovendo trattenermi tre ore sole, sono venuto senza le chiavi di casa.

L'uomo dal fiore: Oh bella! E perciò? L'avventore: Ho lasciato tutto quel monte di pacchi e pacchetti in deposito alla stazione; me ne sono andato a cenare in trattoria; poi, per farmi svaporar la stizza, a teatro. Si crepava dal caldo. All'uscita, dico, che faccio? Sono già le dodici; alle quattro prendo il primo treno; per tre orette di sonno, non vale la spesa. E me ne sono venuto qua. Questo caffè non chiude, è vero?

L'uomo dal fiore: Non chiude, nossignore. Pausa

E così, ha lasciato tutti quei pacchetti in deposito alla stazione?

L'avventore: Perché me lo domanda? Non vi stanno forse sicuri? Erano tutti ben legati...

L'uomo dal fiore: No, no, non dico! Pausa

Eh, ben legati, me l'immagino: con quell'arte speciale che mettono i giovani di negozio nell'involtare la roba venduta... Pausa

Che mani! Un bel foglio grande di carta doppia, rossa, levigata... ch'è per se stessa un piacere vederla... cosi liscia, che uno ci metterebbe la faccia per sentirne la fresca carezza... La stendono sul banco e poi con garbo disinvolto vi collocano su, in mezzo, la stoffa lieve, ben piegata. Levano prima da sotto, col dorso della mano, un lembo; poi, da sopra, vi abbassano l'altro e ci fanno anche, con svelta grazia, una rimboccaturina, come un di più per amore dell'arte; poi ripiegano da un lato e dall'altro a triangolo e cacciano sotto le due punte; allungano una mano alla scatola dello spago; tirano per farne scorrere quanto basta a legare l'involto, e legano cosi rapidamente, che lei non ha neanche il tempo d'ammirar la loro bravura, che già si vede presentare il pacco col cappio pronto a introdurvi il dito.

L'avventore: Eh, si vede che lei ha prestato molta attenzione ai giovani di negozio.

L'uomo dal fiore: Io? Caro signore, giornate intere ci passo. Sono capace di stare anche un'ora fermo a guardare dentro una bottega attraverso la vetrina. Mi ci dimentico. Mi sembra d'essere, vorrei essere veramente quella stoffa là di seta... quel bordatino... quel nastro rosso o celeste che le giovani di merceria, dopo averlo misurato sul metro, ha visto come fanno? se lo raccolgono a numero otto intorno al pollice e al mignolo della mano sinistra, prima d'incartarlo. Pausa

Guardo il cliente o la cliente che escono dalla bottega con l'involto appeso al dito o in mano o sotto il braccio... Li seguo con gli occhi, finché non li perdo di vista... immaginando... - uh, quante cose immagino! Lei non può farsene un'idea.

Pausa. - Poi, cupo, come a se stesso: Ma mi serve. Mi serve questo.

L'avventore: Le serve? Scusi... che cosa?

L'uomo dal fiore: Attaccarmi cosi - dico con l'immaginazione - alla vita. Come un rampicante attorno alle sbarre d'una cancellata. Pausa Ah, non lasciarla mai posare un momento l'immaginazione: - aderire, aderire con essa, continuamente, alla vita degli altri... - ma non della gente che conosco. No, no. A quella non potrei! Ne provo un fastidio, se sapesse, una nausea. Alla vita degli estranei, intorno ai quali la mia immaginazione può lavorare liberamente, ma non a capriccio, anzi tenendo conto delle minime apparenze scoperte in questo e in quello. E sapesse quanto e come lavora! fino a quanto riesco ad addentrarmi! Vedo la casa di questo e di quello; ci vivo; mi ci sento proprio, fino ad avvertire... sa quel particolare alito che cova in ogni casa? nella sua, nella mia. - Ma nella nostra, noi, non l'avvertiamo più, perché è l'alito stesso della nostra vita, mi spiego? Eh, vedo che lei dice di sì...

L'avventore: Sì, perché... dico, deve essere un bel piacere codesto che lei prova, immaginando tante cose...

L'uomo dal fiore: (con fastidio, dopo averci pensato un po'). Piacere? Io?

L'avventore: Già... mi figuro...

L'uomo dal fiore: Mi dica un po'. E` stato mai a consulto da qualche medico bravo?

L'avventore: Io no, perché ? Non sono mica malato!

L'uomo dal fiore: Non s'allarmi! Glielo domando per sapere se ha mai veduto in casa di questi medici bravi la sala dove i clienti stanno ad aspettare il loro turno per essere visitati.

L'avventore: Ah, sì. Mi toccò una volta d accompagnare una mia figliuola che soffriva di nervi.

L'uomo dal fiore: Bene. Non voglio sapere. Dico, quelle sale... Pausa

Ci ha fatto attenzione? Divano di stoffa scura, di foggia antica... quelle seggiole imbottite, spesso scompagne... quelle poltroncine... E` roba comprata di combinazione, roba di rivendita, messa lì per i clienti; non appartiene mica alla casa. Il signor dottore ha per sé, per le amiche della sua signora, un ben altro salotto, ricco, bello. Chi sa come striderebbe qualche seggiola, qualche poltroncina di quel salotto portata qua nella sala dei clienti a cui basta questo arredo cosi, alla buona, decente, sobrio. Vorrei sapere se lei, quando andò con la sua figliuola, guardò attentamente la poltrona o la seggiola su cui stette seduto, aspettando. L'avventore: Io no, veramente...

L'uomo dal fiore: Eh già; perché non era malato.. Pausa

Ma neanche i malati spesso ci badano, compresi come sono del loro male. Pausa

Eppure, quante volte certuni stanno li intenti a guardarsi il dito che fa segni vani sul bracciuolo lustro di quella poltrona su cui stan seduti! Pensano e non vedono. Pausa

Ma che effetto fa, quando poi si esce dalla visita, riattraversando la sala, il rivedere la seggiola su cui poc'anzi, in attesa della sentenza sul nostro male ancora ignoto, stavamo seduti!

Ritrovarla occupata da un altro cliente, anch'esso col suo male segreto; o là, vuota, impassibile, in attesa che un altro qualsiasi venga a occuparla. Pausa

Ma che dicevamo? Ah, già... Il piacere dell'immaginazione. - Chi sa perché, ho pensato subito a una seggiola di queste sale di medici, dove i clienti stanno in attesa del consulto!

L'avventore: Già... veramente...

L'uomo dal fiore:. Non vede la relazione? Neanche io. Pausa

Ma è che certi richiami d'immagini, tra loro lontane, sono cosi particolari a ciascuno di noi; e determinati da ragioni ed esperienze cosi singolari, che l'uno non intenderebbe più l'altro se, parlando, non ci vietassimo di farne uso. Niente di più illogico, spesso, di queste analogie. Pausa

Ma la relazione, forse, può esser questa, guardi: - Avrebbero piacere quelle seggiole d'immaginare chi sia il cliente che viene a sedere su loro in attesa del consulto? che male covi dentro? dove andrà, che farà dopo la visita? - Nessun piacere. E cosi io: nessuno! Vengono tanti clienti, ed esse sono là, povere seggiole, per essere occupate. Ebbene, è anche un'occupazione simile la mia. Ora mi occupa questo, ora quello. In questo momento mi sta occupando lei, e creda che non provo nessun piacere del treno che ha perduto, della famiglia che lo aspetta in villeggiatura, di tutti i fastidi che posso supporre in lei.

L'avventore: Uh, tanti, sa!

L'uomo dal fiore: Ringrazii Dio, se sono fastidi soltanto. Pausa

C'è chi ha di peggio, caro signore. Pausa

Io le dico che ho bisogno d'attaccarmi con l'immaginazione alla vita altrui, ma cosi, senza piacere, senza punto interessarmene, anzi... anzi... per sentirne il fastidio, per giudicarla sciocca e vana, la vita, cosicché veramente non debba importare a nessuno di finirla.

Con cupa rabbia:

E questo è da dimostrare bene, sa? con prove ed esempi continui, a noi stessi, implacabilmente. Perché, caro signore, non sappiamo da che cosa sia fatto, ma c'è, c'è, ce lo sentiamo tutti qua, come un'angoscia nella gola, il gusto della vita, che non si soddisfa mai, che non si può mai soddisfare, perché la vita, nell'atto stesso che la viviamo, è cosi sempre ingorda di se stessa, che non si lascia assaporare. I1 sapore è nel passato, che ci rimane vivo dentro. I1 gusto della vita ci viene di là, dai ricordi che ci tengono legati. Ma legati a che cosa? A questa sciocchezza qua... a queste noje... a tante stupide illusioni... insulse occupazioni... Sì, sì. Questa che ora qua è una sciocchezza... questa che ora qua è una noja... e arrivo finanche a dire, questa che ora è per noi una sventura, una vera sventura... sissignori, a distanza di quattro, cinque, dieci anni, chi sa che sapore acquisterà... che gusto, queste lagrime... E la vita, perdio, al solo pensiero di perderla... specialmente quando si sa che è questione di giorni. .

A questo punto dal cantone a destra sporgerà il capo a spiare la donna vestita di nero.

Ecco... vede là? dico là, a quel cantone... vede quell'ombra di donna? - Ecco, s'è nascosta!

L'avventore: Come ? Chi. . . chi era ?...

L'uomo dal fiore: Non l'ha vista? S'è nascosta.

L'avventore: Una donna?

L'uomo dal fiore: Mia moglie, già.

L'avventore: Ah! la sua signora ?

L'uomo dal fiore: (dopo una pausa). Mi sorveglia da lontano. E mi verrebbe, creda, d'andarla a prendere a calci. Ma sarebbe inutile. E` come una di quelle cagne sperdute, ostinate, che più lei le prende a calci, e più le si attaccano alle calcagna. Pausa

Ciò che quella donna sta soffrendo per me, lei non se lo può immaginare. Non mangia, non dorme più. Mi viene appresso, giorno e notte, così, a distanza. E si curasse almeno di spolverarsi quella ciabatta che tiene in capo, gli abiti. - Non pare più una donna, ma uno strofinaccio. Le si sono impolverati per sempre anche i capelli, qua sulle tempie; e ha appena trentaquattro anni. Pausa

Mi fa una stizza, che lei non può credere. Le salto addosso, certe volte, le grido in faccia: - Stupida! - scrollandola. Si piglia tutto. Resta li a guardarmi con certi occhi... con certi occhi che, le giuro, mi fan venire qua alle dita una selvaggia voglia di strozzarla. Niente. Aspetta che mi allontani per rimettersi a seguirmi a distanza.

Di nuovo a questo punto, la donna sporgerà il capo.

Ecco, guardi... sporge di nuovo il capo dal cantone.

L'avventore: Povera signora!

L'uomo dal fiore: Ma che povera signora! Vorrebbe, capisce? ch'io me ne stessi a casa, quieto, tranquillo, a coccolarmi in mezzo a tutte le sue più amorose e sviscerate cure; a godere dell'ordine perfetto di tutte le stanze, della lindura di tutti i mobili, di quel silenzio di specchio che c'era prima in casa mia, misurato dal tic-tac della pendola del salotto da pranzo. - Questo vorrebbe! Io domando ora a lei, per farle intendere l'assurdità... ma no, che dico l'assurdità! la màcabra ferocia di questa pretesa, le domando se crede possibile che le case d'Avezzano, le case di Messina, sapendo del terremoto che di li a poco le avrebbe sconquassate, avrebbero potuto starsene tranquille sotto la luna, ordinate in fila lungo le strade e le piazze, obbedienti al piano regolatore della commissione edilizia municipale. Case, perdio, di pietra e travi, sene sarebbero scappate! Immagini i cittadini di Avezzano, i cittadini di Messina, spogliarsi placidi placidi per mettersi a letto, ripiegare gli abiti, mettere le scarpe fuori dell'uscio, e cacciandosi sotto le coperte godere del candor fresco delle lenzuola di bucato, con la coscienza che fra poche ore sarebbero morti. - Le sembra possibile?

L'avventore: Ma forse la sua signora...

L'uomo dal fiore: Mi lasci dire ! Se la morte, signor mio, fosse come uno di quegli insetti strani, schifosi, che qualcuno inopinatamente ci scopre addosso... Lei passa per via; un altro passante, all'improvviso, lo ferma e, cauto, con due dita protese le dice: «Scusi, permette? lei, egregio signore, ci ha la morte addosso ». E con quelle due dita protese, la piglia e butta via... Sarebbe magnifica! Ma la morte non è come uno di questi insetti schifosi. Tanti che passeggiano disinvolti e alieni, forse ce l'hanno addosso; nessuno la vede; ed essi pensano quieti e tranquilli a ciò che faranno domani e doman l'altro. Ora io,

si alzerà.

caro signore, ecco... venga qua...

lo farà alzare e lo condurrò sotto il lampione acceso.

qua sotto questo lampione... venga... le faccio vedere una cosa... Guardi, qua, sotto questo baffo... qua, vede che bel tubero violaceo? Sa come si chiama questo? Ah, un nome dolcissimo... più dolce d'una caramella: - Epitelioma, si chiama. Pronunzii, sentirà che dolcezza: epitelioma... La morte, capisce? è passata. M'ha ficcato questo fiore in bocca, e m'ha detto: - «Tientelo, caro: ripasserò fra otto o dieci mesi!» Pausa

Ora mi dica lei, se con questo fiore in bocca, io me ne posso stare a casa tranquillo e quieto, come quella disgraziata vorrebbe. Pausa

Le grido: - Ah sì, e vuoi che ti baci? - «Sì, baciami» - Ma sa che ha fatto? Con uno spillo, l'altra settimana, s'è fatto uno sgraffio qua, sul labbro, e poi m'ha preso la testa e mi voleva baciare... baciare in bocca... Perché dice che vuol morire con me. Pausa

È pazza... Poi con ira:

A casa io non ci sto. Ho bisogno di starmene dietro le vetrine delle botteghe, io, ad ammirare la bravura dei giovani di negozio. Perché, lei capisce, se mi si fa un momento di vuoto dentro... lei lo capisce, posso anche ammazzare come niente tutta la vita in uno che non conosco... cavare la rivoltella e ammazzare uno che come lei, per disgrazia, abbia perduto il treno...

Riderà.

No no, non tema, caro signore: io scherzo! Pausa

Me ne vado. Pausa

Ammazzerei me, se mai... Pausa

Ma ci sono, di questi giorni, certe buone albicocche... Come le mangia lei? con tutta la buccia, è vero? Si spaccano a metà; si premono con due dita, per lungo... come due labbra succhiose... Ah, che delizia!

Riderà. - Pausa

Mi ossequi la sua egregia signora e anche le sue figliuole in villeggiatura. Pausa

Me le immagino vestite di bianco e celeste, in un bel prato verde in ombra... Pausa

E mi faccia un piacere, domattina, quando arriverà. Mi figuro che il paesello disterà un poco dalla stazione. - All'alba, lei può fare la strada a piedi. - Il primo cespuglietto d'erba su la proda. Ne conti i fili per me. Quanti fili saranno, tanti giorni ancora io vivrò. Pausa

Ma lo scelga bello grosso, mi raccomando.

Riderà. Poi:

Buona notte, caro signore.

E s'avvierà, canticchiando a bocca chiusa il motivetto del mandolino lontano, verso il cantone di destra; ma a un, certo punto, pensando che la moglie sta li ad aspettarlo, volterà e scantonerà dall'altra parte, seguito con gli occhi dal pacifico avventore quasi basito.