giovedì, gennaio 31, 2008

I diversi....."mandati"!

Il CNF crea l’Osservatorio Interdisciplinare sugli effetti economici della legislazione.



CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

COMUNICATO STAMPA

giovedì , 31 gennaio 2008

La riforma dell’ordinamento giudiziario e delle professioni intellettuali, la Direttiva qualifiche, le class action, la nuova normativa antiriciclaggio e del diritto fallimentare, impongono da parte del professionista forense una corretta e aggiornata conoscenza di tutte le implicazioni che le novità, a livello normativo e non, ruotano attorno all’Avvocatura.

“Proviamo ad affrontare in modo nuovo problemi antichi, spesso insoluti, a riflettere sui nodi critici e sui possibili rimedi” è stato il richiamo al mondo legale del Presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone durante da cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2008.

Un maggior grado di consapevolezza non solo dei problemi ma anche delle rispettive responsabilità che, a partire dal mondo forense, possono ottenersi solo con un esercizio serio e corretto delle proprie funzioni.

Un suggerimento che trova il responso positivo degli avvocati italiani e del Consiglio Nazionale Forense che chiede con decisione cambiamenti forti e una mentalità politico-istituzionale diversa dal passato.

Ed è proprio alla luce di una maggiore collaborazione che ha avuto luogo oggi la prima riunione dell’ “Osservatorio Interdisciplinare sugli effetti economici della legislazione” istituito presso il Consiglio Nazionale Forense.

Una istituto composto sia da rappresentanti delle Autorità indipendenti (Banca d’Italia, Consob, Antitrust) e di associazioni di categoria (Abi, Confindustria, Assonomine), sia da esponenti del Foro e dell’Accademia.

Inizialmente, l’Osservatorio avrà il compito di promuovere iniziative scientifiche e di ampio respiro particolarmente volte all’approfondimento e alla discussione sull’impatto economico per la professione forense di vecchi e nuovi provvedimenti legislativi.

Nella stratificata e profonda condizione di inefficienza del sistema giudiziario (carenza di personale e di risorse finanziarie, lunghezza dei processi, ect ), il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa, partecipando alla inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte di Cassazione ha evidenziato quali dovrebbero essere i primi urgenti rimedi che, dal punto di vista degli avvocati, potrebbero dare un segnale concreto di rottura con il passato: l’unificazione dei riti, la telematizzazione del processo, un maggiore spazio alle procedure alternative (conciliazione e arbitrato) devono viaggiare parallelamente ad un serio programma di aggiornamento e di qualificazione degli avvocati.

Secondo Alpa bisogna discutere insieme proficuamente; puntare sulla semplificazione delle tariffe professionali; rivedere le regole per l’accesso alla professione e puntare sulla qualificazione.

I segnali positivi della sperimentazione di strumenti come il decreto ingiuntivo telematico o la riduzione dei tempi di redazione delle sentenze di appello attraverso la scannerizzazione delle sentenze di primo grado per il settore civile, o il recentissimo Protocollo sui giudizi di appello con regole condivise tra avvocati e magistrati per il penale, costituiscono un primo passo importante che però rischia di esaurirsi ben presto – secondo la posizione del Cnf – se non accompagnati da riforme serie e profonde.

L’eccessiva produzione di norme negli ultimi anni ha reso più difficile il rapporto tra cittadini e giustizia.

L’aumento della conflittualità nei tribunali, l’abnorme numero di avvocati iscritti agli Ordini, unite alla carenza di risorse strutturali e finanziarie, inevitabilmente hanno portato ad un allungamento dei tempi processuali. E, di conseguenza, alla mancata capacità di tutelare efficacemente i diritti dei cittadini in tempi ragionevoli.

L’"Osservatorio Interdisciplinare sugli effetti economici della legislazione", fortemente volto dal Consiglio Nazionale Forense, ha tra gli obiettivi dichiarati quello di fornire un importante strumento di dialogo nel mondo legale, nonché di analisi delle possibile ricadute che da e verso l’Avvocatura, la produzione normativa può avere nei suoi effetti concreti sulla professione.


mercoledì, gennaio 30, 2008

Mancino scopre l'acqua calda!


Avevano sempre ragione.Ogni critica loro rivolta era “delegittimazione”.

Su colpe ed errori di magistrati, Mancino, non aprì bocca neanche di fronte al caso Tortora ed alle sconcertanti carriere dei suoi persecutori togati o pentiti.

Non ha aperto bocca da Senatore, da Ministro dell’Interno, da Vicepresidente del C.S.M..

Ma ora da Vicepresidente del C.S.M. e, in una cerimonia ufficiale, all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Napoli, interviene proprio su un caso “sub judice” in quella stessa sede giudiziaria.

Hanno sbagliato i magistrati che hanno messo agli arresti domiciliari Lady Mastella ed hanno iscritto il marito (Mastella sempre più sta diventando “il marito di Lady Mastella”, e sembra giusto: lui è una donna di classe) nel registro degli indagati.

In un altro momento una simile presa di posizione avrebbe comportato lo sciopero delle toghe per una settimana. Oggi solo qualche mugugno.

L’Associazione Magistrati tace, ed altri parlano di errori ed eccessi. Hanno sbagliato. Lo dice anche D’Ambrosio, ex Procuratore della Repubblica di Milano, già uomo chiave di “mani pulite”. E Borrelli dichiara di sentire l’aria del 1992, quando imperversava il suo “Pool”.

Prodi all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Cassazione, da guardasigilli interinale, diventa il signor De Lapalisse: se i magistrati per fare politica violano la legge, commettono un illecito.

Solo che sembra che la legge non impedisca ai magistrati di fare quel che gli pare. Almeno fino a ieri ed anche oggi, se lo fanno con la gente comune e non provocano la caduta di un governo, addirittura di un governo di centrosinistra. In questo caso “sbagliano”.

“Per la prima volta nella storia due magistrati hanno provocato la caduta di un governo”, ha detto Mancino.

Dimenticando che molto prima un solo magistrato, proclamando l’iscrizione di Berlusconi nel registro degli indagati (senza bisogno di arrestargli pure la moglie e di metterla agli arresti domiciliari) aveva ottenuto molto più facilmente lo stesso scopo.

Insomma sembra che, finalmente, non solo Mancino, ma anche quella metà del mondo politico che ha sempre difeso la magistratura specialmente quando era indifendibile (e tale si rendeva) hanno scoperto che la sovranità popolare è sottoposta al beneplacito (ed anche a qualcosa di più “costruttivo”) di procuratori e di giudici.

Per poco che duri, la sinistra dimenticherà del tutto che è stata l’invadenza e la disinvoltura (non vogliamo nominare il golpismo) della magistratura a portarla al potere. Ma chi sa se durerà.

E non è escluso che qualcuno, specialista in tecniche rianimatorie di governi e legislature, tiri fuori che, prima di andare a votare bisogna che un governo di unità nazionale provveda ad eliminare il rischio di queste interferenze giudiziarie che, poi, possono mandare tutto all’aria.

“Guarda che bisogna fa pe’ campa’”, sarebbe allora il caso di dire. E, “pe’ campa’” lo farebbero, se lo potessero.

Scritto da Mauro Mellini e Alessio Di Carlo

Tratto da: www.giustiziagiusta.info

lunedì, gennaio 28, 2008

Il capo d'imputazione contestato all'ex Guardasigilli Mastella.

MASTELLA Clemente (nato a Ceppaloni il 05/02/1947).

IMPUTATO del delitto p. e p. dagli artt. 110, 416 c.p. (concorso esterno in associazione a delinquere), perché, in qualità di Segretario nazionale del partito politico UDEUR, senza aver preso parte all'associazione di cui al capo che precede, esercitando un potere di controllo sulle attività degli Enti pubblici e locali ricadenti nel territorio della Campania e, comunque, su quelli in cui figurava la presenza di esponenti politici del suo partito, offriva un contributo concreto, specifico, consapevole e volontario alle finalità dell'associazione.

In particolare, consapevole delle iniziative intraprese dal Camilleri e dai suoi compiici nella realizzazione degli illeciti associativi, indicando prevalentemente al Camilleri ovvero ad altri suoi fidati collaboratori e compagni di partito le persone a cui rivolgersi "a suo nome" per ottenere la facilitazione della realizzazione di tali illeciti, nonché nel fornire il proprio "nulla osta" all'inizio dell'azione criminosa dell'associazione e nel prefigurare agli associati le strategie comuni da adottare per consolidare sul territorio il potere del partito politico UDEUR, consentiva all’associazione per delinquere in questione di rafforzarsi e di conservare il suo potere d’intervento sulle pubbliche amministrazioni, con ciò fornendo un apporto diretto alla realizzazione – anche parziale - delle finalità della associazione.

Nelle Province di Caserta, Benevento, Salerno, Avellino e Napoli, con condotta attualmente permanente.

Incontro di formazione di Deontologia Forense (08/02/2008).


A.I.G.A.-SEZ. SALERNO

Giornata di studi su

DEONTOLOGIA E DINTORNI

Venerdì 08 febbraio 2008 dalle ore 15.00 alle 19.30

Aula Parrilli

PRESENTAZIONE E SALUTI :

Avv. Simonetta Scuccimarra: Presidente AIGA sez. Salerno

Avv. Americo Montera: Presidente Consiglio dell’Ordine Avvocati di Salerno

DEONTOLOGIA FOENSE : PRINCIPI GENERALI

Avv. Giuseppe Celia – avvocato del foro di Salerno

- Doveri e divieti a carico del professionista

- Rapporti con i colleghi e con i collaboratori di studio

- Rapporti con i clienti

- Rapporti con i magistrati, con la controparte e con i terzi.

L’AVVOCATO E IL CONSIGLIO DELL’ORDINE

Avv. Antonio D’Alessio – Avvocato del foro di Salerno

- Rapporto professionista-Consiglio dell’Ordine

- Il procedimento disciplinare

- Liquidazione delle parcelle dell’avvocato

- Elezioni forensi

- Attività di vigilanza del Consiglio in merito alla pubblicità del professionista

La partecipazione gratuita al corso permette di conseguire 4 crediti formativi

sabato, gennaio 26, 2008

La protesta dei GDP per inaugurazione anno giudiziario.

Finalmente: tutti a casa!

AVVOCATI MILANO: GRAVE CONTRASTO MAGISTRATURA CON POLITICA.


(AGI) - Milano. - "Gli eventi politici di questi giorni e il perdurante gravissimo contrasto tra politica e magistratura rendono ancora piu' incerta la prospettiva di interventi decisivi e organici tesi a risanare ogni settore dell'amministrazione giudiziaria".

E' il punto di vista espresso dagli avvocati milanesi nella relazione firmata dal Presidente dell'Ordine degli Avvocati, Paolo Giuggioli, che verra' letta all'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Nel loro intervento, i legali meneghini esprimono "sentimenti di delusione e preoccupazione" per la "perdurante crisi" della giustizia.

GIUSTIZIA: MANTOVANO, RIFORMARE ORGANO DISCIPLINARE GIUDICI.


"Ritenere indispensabile, come fa oggi Prodi, da ministro della Giustizia, che le violazioni disciplinari dei magistrati trovino sanzione al di fuori di logiche spartitorie, non può che trovare condivisione in ogni persona di buon senso. Rischia tuttavia di restare una mera aspirazione se non sarà accompagnata dalla riforma dell'organo di giustizia disciplinare. Affidare l'accertamento e la decisione alla sezione disciplinare del CSM significa confidare che una struttura che viene eletta sulla base dell'appartenenza a "correnti" poi sia libera da condizionamenti correntizi quando deve applicare sanzioni a un magistrato che è anche elettore di questa o di quella corrente. L'esito coerente dell'auspicio di Prodi è un impegno di tutte le forze politiche, ovviamente nella prossima legislatura, a costituire un giudice disciplinare per i magistrati non elettivo e realmente imparziale".

E' quanto ha dichiarato il coordinatore del dipartimento Sicurezza e Legalità di An, Alfredo Mantovano.

OUA: TOGHE FANNO AUTOCRITICA, MA SOLO LE PAROLE NON BASTANO.


Roma (Apcom) - Finalmente i magistrati cominciano a fare autocritica, ma le parole non bastano. Lo dice il presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, Michelina Grillo, commentando gli interventi alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione.

"Per la prima volta da molti anni i magistrati fanno autocritica e gli avvocati non vengono additati quale causa dei mali del sistema-giustizia", sottolinea Grillo, evidenziando come "nella cerimonia di quest'anno non si è parlato solo di cifre, ma anche di politica della giustizia".

"È evidente - aggiunge Grillo - che l'avvocatura italiana ha colpito nel segno: una cerimonia obsoleta e 'liturgica' può oggi avere un senso solo se strettamente legata all'attualità, agli snodi problematici reali, ad una analisi non solo aridamente numerica, ad una visione prospettica a medio e lungo termine e nel rispetto di tutti gli attori del sistema. Per la prima volta, poi, non si sono additati gli avvocati come causa di tutti i mali del sistema. Non sono mancati da parte della magistratura spunti autocritici e richiami ai principi costituzionali. Abbiamo apprezzato in questo senso, il tono e i contenuti degli interventi del vicepresidente del Csm Nicola Mancino, del primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone e del procuratore generale Mario Delli Priscoli, così come, per i richiami alla correttezza di agire della politica, l'intervento del presidente Prodi".

"Le questioni poste sul tappeto, in tema di rapporti tra magistratura e politica e di politica della giustizia, dalla relazione del presidente del Consiglio Romano Prodi - prosegue la leader degli avvocati - coincidono sostanzialmente, ed in taluni punti quasi letteralmente, con le analisi dell'Oua. È evidente che si sta facendo strada una nuova filosofia di intervento rispetto alle politiche sulla giustizia, che parte, innanzitutto, dalla valorizzazione di quelle esperienze virtuose già presenti nel nostro Paese e che hanno portato risultati positivi per i cittadini. Ci riferiamo a quei Tribunali e a quelle Procure dove si è investito sull'innovazione, sulla responsabilità, sull'efficienza e sulla collaborazione e il dialogo tra tutti gli operatori del sistema (con l'importante ruolo dell'avvocatura). Ciò che ci dispiace è che questa identità di vedute arrivi solo ora: in piena crisi politica e con il presidente del Consiglio dimissionario".

Manifesto del COA di Salerno per inaugurazione anno giudiziario.

venerdì, gennaio 25, 2008

Inaugurazione Anno giudiziario in Cassazione: comunicato del CNF.


Il Presidente del Consiglio Nazionale Forense Prof. Alpa ha partecipato alla inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte di Cassazione ed ha evidenziato i problemi della amministrazione della giustizia dal punto di vista degli avvocati.

I dati diffusi dalla stampa e desumibili dalla perspicua relazione del Primo Presidente prof. Vincenzo Carbone sono sempre allarmanti: le cause della crisi sono ormai note (carenza di personale e di risorse finanziarie, lunghezza dei processi, ect.) ma l’ Avvocatura sta cooperando per ridurre i disagi.

Miglioramento della qualità del servizio, unificazione dei riti, telematizzazione del processo, procedure alternative (conciliazione e arbitrato) sono i primi urgenti rimedi messi all’ordine del giorno, oltre al programma di aggiornamento e di qualificazione degli avvocati.

Il procuratore generale della Cassazione: i magistrati evitino il protagonismo.

I magistrati evitino il protagonismo.

Il monito viene dal procuratore generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, nel suo intervento alla cerimonia odierna di inaugurazione dell'anno giudiziario.

«I magistrati improntino il loro comportamento a correttezza, riserbo, misura, equilibrio e rispetto delle altre istituzioni e pongano il massimo impegno nella tutela della dignità dell'individuo e dei diritti, non parlino o discutano degli affari che sono chiamati a trattare al di fuori delle forme e dei casi consentiti; evitino modi e occasioni di protagonismo; non si lascino attrarre e condizionare dalla ribalta mass-mediatica; non cerchino consensi alla loro azione che non siano quelli derivanti dalla professionalità e dalla imparzialità con la quale esercitano le funzioni. I casi di accertata violazione della deontologia professionale esistono e vanno perseguiti con fermezza, e senza indulgenza alcuna».

I senatori si sono mangiati......Mortadella!


giovedì, gennaio 24, 2008

IL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO NON PARTECIPERA' ALLA CERIMONIA D’INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO.

Con una deliberazione assunta stamane, il Consiglio dell'Ordine di Salerno, con la partecipazione del rappresentate O.U.A. Avv. Fortunato Cacciatore, ha deciso di non partecipare alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario nel nostro distretto, prevista per sabato prossimo.

Sarà convocata, in contemporanea alla cerimonia, una conferenza stampa per illustrare i motivi della protesta.

La seduta è stata presieduta dal Consigliere Anziano Avv. Luigi Majello, per l'assenza (giustificata) del Presidente Montera.

L'Avv. Majello ha espresso il diffuso sentimento di disagio che proviene da tutta la classe forense, innanzi alla inutilità di una cerimonia che si rinnova ogni anno in un quadro di sostanziale immobilismo di chi regge le sorti della giustizia in italia.

L'Avv. Fortunato Cacciatore ha spiegato la posizione dell'O.U.A. che ha deciso di boicottare, anche quest'anno, la cerimonia inaugurale, per l'evidente stato comatoso in cui versa il sistema giudiziario.

"La profusione di addobbi, tappeti e piante ornamentali è in stridente contrasto con la realtà quotidiana. La carenza di mezzi e la disorganizzazione hanno ormai soppresso la giustizia".

Domani sarà diffuso dal Consiglio un comunicato ufficiale.

Nel frattempo a Roma, il Presidente dell'Ordine, avv. Cassiani, viene escluso deliberatamente dalla cerimonia presso la corte di Cassazione, cui tradizionalmente è invitato il massimo rappresentate del Foro romano.

In un comunicato di fuoco, l'Avv. Cassiani, tra l'altro, dice: "Non posso nascondere un senso di indignato sconcerto e ricollegare il fatto a tutte le iniziative con le quali si tenta di colpire al cuore l'Avvocatura. Il 25 gennaio celebrerò a modo mio l'inizio dell'anno giudiziario, difendendo i miei clienti".

Tartto dal sito: www.ordavvsa.it

Autore: Enrico Tortolani

Data di pubblicazione: 25/01/2008

Tribunale di Roma: il "peer to peer" non è reato, archiviata inchiesta su scambio file audio e video.


ROMA (24 gennaio) - Il pubblico ministero di Roma Paolo Giorgio Ferri ha chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari Carla Santese l'archiviazione di un'inchiesta sullo scambio di file su internet, il cosiddetto peer to peer, di filmati, brani musicali e altri materiali.

Ferri argomenta che «In assenza di una legislazione che crei una fattispecie ad hoc, non appare possibile dare rilevanza in questa sede ad un fenomeno assai diffuso, di difficile criminalizzazione ed avente accertamenti quasi impossibili in termini di raccolta della prova».

Il fascicolo era stato aperto sulla base di una denuncia nella quale si lamentava la violazione della norma sulla tutela del diritto d'autore (art.14 legge 248/2000).

Nella richiesta di archiviazione, il pm Ferri ha dichiarato che lo scambio tra utenti della rete telematica «può avvenire sì per copie, ma anche per originali lecitamente acquisiti».

Ma al di là dei problemi legati all'esecuzione di indagini che, il più delle volte, intervengono su scambi che avvengono «estero su estero», il magistrato ha ritenuto che «non sempre è ravvisabile quel lucro espressamente richiesto dalla norma penale anche se è indiscusso che sia colui che è download (chi acquisisce il dato), che colui che è upload (fornitore del dato) commetta un illecito di natura civilistica per i diritti d'autore, comunque evasi».

Voto di fiducia al Senato: corna e svenimenti!


ROMA - Il senatore dell’Udeur Nuccio Cusumano si dissocia da Mastella e in Aula scoppia la bagarre: dopo aver annunciato al Senato la fiducia al governo Prodi, il «traditore» viene aggredito verbalmente e ricoperto da insulti dal suo collega di partito Tommaso Barbato, costringendo il presidente Franco Marini a sospendere la seduta.

Cusumano, colto da malore, è stato portato via da Palazzo Madama in barella.

L'INTERVENTO - All'origine della rissa lo strappo di Cusumano dalla linea Mastella: «Scelgo in solitudine, con la mia libertà, con la mia coerenza, senza prigionie politiche, ma con la prigionia delle mie idee. Scelgo per il Paese, scelgo per la fiducia al Governo Prodi» aveva annunciato poco prima nell'Aula di Palazzo Madama.

Poi la rissa verbale e lo stop ai lavori sospesi per una decina di minuti.

MASTELLA ASSENTE - Sono da poco passate le 16 quando in Aula va in scena lo scontro tra gli unici due senatori dell'Udeur presenti: il terzo, il leader del partito Clemente Mastella, infatti non c'è. I due si scontrano, con tanto di malore.

Scoppia la bagarre tra chi, dei due, voterà a favore del governo Prodi e di chi voterà contro, ma dell'ex ministro della Giustizia non c'è traccia. Un paio di ore prima il leader del Campanile nel corso di un pranzo con i deputati del suo partito e il senatore Barbato, interpellato sull'annunciata defezione di Cusumano aveva replicato: «Chi vota come noi, come me e Barbato, è nel partito. Chi vota contro, è fuori dal partito. È evidente».

L'AGGRESSIONE - Barbato è entrato in Aula dopo aver ascoltato dai video esterni la sua dichiarazione di voto e averla commentata con un eloquente «pezzo di m...» Quindi, una volta nell'emiciclo, ha proseguito nel suo attacco, gridando «pagliaccio, traditore, venduto» e facendogli con le mani il segno della pistola mentre anche dai banchi del centrodestra arrivavano duri attacchi.

Cusumano, rimasto immobile al suo posto, è svenuto tra i banchi del centrosinistra, accanto al capogruppo dei Verdi-Pdci Manuela Palermi e a Mauro Bulgarelli, senatore del Sole che ride. Ricostruisce il presidente della commissione Difesa al Senato Sergio De Gregorio fuori dall'aula: «Barbato è arrivato e gli ha sputato in faccia. A quel punto Cusumano si è sentito male, piangeva e poi è svenuto»,

LA VERSIONE DI BARBATO - Ma Barbato smentisce. Visibilmente scosso nella buvette dopo l'incidente, accerchiato da una selva di telecamere, si è difeso così: «Non gli ho sputato e non l'ho offeso. Certo, non l'ho trattato bene, ma non l'ho aggredito». E aggiunge: «Cusumano non poteva parlare male di Mastella. Ha avuto tutto quello che voleva. È un accattone».

Poi incalzato continua: «Questo Paese non risorgerà mai se ci sarà gente di merda a rappresentarlo». Poi, più calmo davanti alle telecamere, Barbato precisa: «Lui (Cusumano) dice di aver deciso per l'interesse del paese. Io so solo che l'ufficio politico ha deciso di votare contro la fiducia e lui era d'accordo. Cosa è successo in questi giorni? Gli hanno promesso qualcosa? Io non lo so. So solo che così si lavora contro le istituzioni e per l'antipolitica».

tratto da: IlCorriere.it

Torna il periodico "La Giustizia".


Dopo un silenzio durato molto, torna ed è in spedizione a tutti i Colleghi, il periodico dell'Avvocatura Salernitana, ossia il glorioso giornale "La Giustizia", fondato dall'indimenticato Avv. Mario Parrilli.

Si tratta di un numero speciale, concertato con l'Ordine dei Medici di Salerno, che si propone di affrontare le scottanti tematiche della responsabilità professionale dei medici.

Proponiamo, qui di seguito, l'articolo di presentazione scritto dal Direttore Silverio Sica.

Due mondi lontani

Un quaderno speciale per gli avvocati e per i medici.

Il medico si perde nei meandri delle regole giudiziarie, quelle sostanziali che decidono della sua responsabilità e quelle processuali che ne governano l'accertamento.

L'avvocato difende delegando, ciò lasciando ai consulenti l'onere dell'intero processo.

Sbagliano entrambi: le due diverse culture, i due diversi saperi, le prassi dell'uno e dell'altro devono operare uno sforzo di integrazione e comprensione.

Così il medico deve sapere come operare nella sua attività rispettando, senza temerle, le regole della responsabilità e come difendersi per dimostrare la correttezza del suo operato.

E l'avvocato deve, a sua volta, rifiutare di sedersi comodamente sulle regole del suo mondo e sui pregevoli consulenti, lasciando il Giudice solo a dirimere un conflitto di pareri.

In sostanza, si tratta di capire e usare le rispettive "regole del gioco".

Abbiamo seguito un metodo che comprende un inquadramento generale (pregevolissimo lavoro di due magistrati, che molto hanno lavorato e lavorano sulla responsabilità professionale) poi tanti giovani colleghi, insieme ai medici specialisti delle singole branche della medicina.

Il lavoro non pretende di essere esaustivo e sicuramente si presta ad "approfondimenti" ed anche critiche.

E' nient'altro, che un parziale sussidio operativo e illustrativo nell'ambito di una materia di grande sofferenza per chi subisce l'errore del medico e per il medico che subisce l'errore e l'incomprensione della giustizia.

Nel futuro speriamo di integrare, completare e, se necessario, rifare il lavoro, ricominciando daccapo con lo stesso spirito di comprensione reciproca di due mondi lontani su cui, però, continuamente o gli uni o gli altri abitanti sono costretti ad approdare.

Avv. Silverio Sica

Direttore de “La Giustizia

PRESIDENTE ORDINE AVVOCATI ROMA NON INVITATO PER INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO.

Roma. (Apcom) - Quest'anno "per la prima volta nella storia" il presidente dell'ordine degli avvocati di Roma non sarà presente alla cerimonia inaugurale dell'anno giudiziario in Corte di Cassazione fissata per il 25 gennaio prossimo. "E ciò per un semplice motivo: non è stato invitato".

Lo denuncia in una nota lo stesso presidente, l'avvocato Alessandro Cassiani, che in una lettera aperta inviata agli iscritti dell'Ordine, spiega: "Ero in attesa di ricevere l'invito a partecipare all'evento con le massime autorità dello Stato, i capi degli uffici giudiziari, i rappresentanti del Consiglio nazionale forense e dell'avvocatura dello Stato".

Però Cassiani "non ha ricevuto nessun invito e nessuna spiegazione". Anzi. "Ho appreso che quest'anno le cose sono cambiate: il presidente dell'ordine romano, per la prima volta, è stato eliminato dall'elenco delle personalità meritevoli di assistere a cotanta manifestazione. Lascio a voi ogni valutazione. Da parte mia - continua il penalista - non posso nascondere un senso di indignato sconcerto e ricollegare il fatto a tutte le iniziative con le quali si tenta di colpire al cuore l'Avvocatura. Il 25 gennaio celebrerò a modo mio l'inizio dell'anno giudiziario, difendendo i miei clienti".

Il lavoro in aula non farà avvertire "la mancanza dei fasti e degli orpelli che caratterizzano la cerimonia inaugurale dalla quale sono stato escluso. Ciò non toglie che proverò una profonda nostalgia per i tempi lontani in cui gli avvocati e i magistrati manifestavano in ogni occasione reciproco rispetto".

Il 26 gennaio Cassiani parteciperà comunque all'inaugurazione indetta dalla Corte d'appello. E così come per la cerimonia di oggi della Camera penale, Cassiani, "farà sentire alto e forte il dissenso dell'avvocatura romana colpita senza alcuna ragione da quello che considero un vero e proprio schiaffo in faccia".

La conclusione del legale è chiara. "Sono certo che proverete gli stessi sentimenti e che insorgerete contro un fatto che si inserisce in un più vasto quanto illusorio disegno volto ad incidere sulla dignità e indipendenza dell'avvocatura".

martedì, gennaio 22, 2008

DOMANI PROTESTANO PENALISTI, CON “CONTROINAUGURAZIONE” ANNO GIUDIZIARIO.


Roma, 22 gen. (Apcom) - Protestano domani gli avvocati penalisti e danno vita alla prima 'controinaugurazione' dell'anno giudiziario.

Un'iniziativa che arriva a due giorni dalla solenne cerimonia in Cassazione, quando alla presenza del capo dello Stato e dei vertici delle istituzioni il primo presidente della Suprema Corte Vincenzo Carbone pronuncerà la relazione sullo stato della giustizia in Italia.

Si tratta di un "rito ripetitivo e inutile", sostiene l'Unione delle Camere Penali, che lamenta l'"emarginazione" dell'avvocatura: in quell'occasione i riflettori sono puntati soltanto sui magistrati, che sono soltanto "una parte".

Così, per dire la loro, i penalisti si ritroveranno domani in Corte d'Appello, a Roma, a partire dalle 10.

In contemporanea è stata proclamata l'astensione dell'attività giudiziaria penale, soprattutto per consentire agli avvocati italiani di prendere parte alla manifestazione.

L'obiettivo, spiega l'Ucpi in una nota, è mettere la "malagiustizia sotto processo".

"Da sempre l'avvocatura è emarginata, sostanzialmente, da questo momento rilevante per il mondo della giustizia in Italia", lamentano i penalisti riferendosi alla cerimonia in Cassazione.

"Di fatto - sostengono - viene dato risalto solo ad una parte, con un rito sempre più ripetitivo ed inutile, dove vengono citati i mali, le anomalie dell'ordinamento, veri o presunti, ma in un'ottica funzionale a chi ha tutto l'interesse a creare nel Paese un clima di allarmismo ingiustificato, teso a mettere in discussione garanzie basilari per lo Stato di diritto".

"Centrale" è invece, sostengono, il "ruolo dialettico" dell'avvocatura penale: "Per esercitare una funzione critica, per consentire un reale momento di confronto e per dare ai cittadini un quadro più completo della situazione, mettendo in evidenza le tante deficienze della giustizia italiana, dalla lunghezza dei processi alla carenza di strutture e di personale, all'uso non adeguato ed oculato delle risorse".

Oggi nomina dei vertici del neoletto COA di Salerno.


Si è appena riunito, per la prima volta, il neoeletto Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Salerno,
al fine di designare i nuovi vertici della locale classe forense.

Non ci saranno sorprese e l'organigramma per il prossimo biennio, già da tempo noto, sarà il seguente:

PRESIDENTE : Avv. Americo Montera

CONSIGLIERE SEGRETARIO: Avv. Gaetano Paolino

TESORIERE: Avv. Vincenzo Nocilla.

lunedì, gennaio 21, 2008

L'ex Guardasigilli: «È finita, ho scritto una lettera a Prodi». Mastella apre di fatto la crisi di governo.

«Basta, è finita»: Clemente Mastella annuncia lo strappo dell'Udeur, aprendo di fatto la crisi di governo.

«Usciamo dalla maggioranza, l'esperienza di questo centrosinistra è finita» dice l'ex ministro della Giustizia.

Alla base della sua decisione, «la mancata solidarietà» di alcuni esponenti della maggioranza in seguito alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto lui e la sua famiglia.

«Per questo ho scritto una lettera a Prodi. Ringrazio Romano per lo splendido e prestigioso incarico di ministro, anche se è stato drammatico. Il rapporto umano con lui rimane e rimarrà sempre, ma l'esperienza politica del centrosinistra è chiusa».

Per Mastella, insomma, il governo non c'è più: «Se ci sarà da votare la fiducia, voteremo contro. Prodi, se vuole, può andare a cercare una maggioranza. Noi siamo per le elezioni, anche se questa è una prerogativa del Capo dello Stato. Ma dal punto di vista politico per noi è meglio andare a nuove elezioni».


COSSIGA: PRESENTERO' MOZIONE PER CENSURARE CSM.

Roma, 21 gen. (Adnkronos) - Il senatore a vita Francesco Cossiga presentera' una mozione "per censurare il Csm".

Lo ha annunciato lo stesso Cossiga, ospite questa mattina della trasmissione 'Panorama del giorno', condotta da Maurizio Belpietro.

Cossiga non ha risparmiato dure parole all'indirizzo dell'organo di autogoverno della magistratura, in riferimento alla vicenda Mastella: "volevano censurare il discorso che ha tenuto alla Camera. Presentero' una mozione per censurare il Csm considerato organizzazione di stampo mafioso".

domenica, gennaio 20, 2008

Munnezza: ecco il "solo che ride"!

Quel che resta della giustizia, dopo la vicenda Mastella.


La piccola Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha chiesto ed ottenuto il provvedimento cautelare nei confronti di Sandra Lonardo, è riuscita nell’impresa, invero, tutt’altro che inconsueta, di mettere completamente a nudo la fragilità del nostro sistema democratico, rilanciando il tema del conflitto mai sopito tra la magistratura e la classe politica, che questa volta trova in Mastella il più insolito dei paladini del principio della supremazia del Parlamento.

A chi da tempo si interroga sulla reale portata del potere giudiziario in Italia, l’intera vicenda della famiglia Mastella ha offerto la più grottesca delle risposte.

Nel nostro Paese il potere della Magistratura non conosce confini, se è vero che è bastato il provvedimento di un Gip di periferia ad aprire la crisi più profonda del sistema della tripartizione dei poteri dai giorni di Tangentopoli.

Per molti versi, le parole con cui il Guardasigilli ha annunciato in Parlamento le proprie dimissioni hanno richiamato alla memoria proprio il famigerato discorso pronunciato da Bettino Craxi nella stessa aula ai tempi di Mani pulite.

Negli anni ’90, però, la crisi tra politica e giustizia era scaturita, nel contesto ben più rilevante della Procura di Milano, dall’azione di un gruppo di magistrati abbastanza folto, composto di persone già famose e comunque in grado di trovare sponde solide nella stampa, nell’opinione pubblica e addirittura all’interno dello stesso Parlamento.

Negli ultimi quindici anni la Politica non ha dunque trovato la forza di imporre alla magistratura il rispetto dei reciproci ruoli ed è finita così relegata in una posizione secondaria e subordinata, oggetto di critiche feroci per i propri malcostumi e per le proprie pessime abitudini, ma in realtà incapace di trovare la compattezza necessaria per evitare che proliferasse l’egemonia del potere giudiziario.

Oggi il Parlamento è molto più fragile di allora e vacilla clamorosamente anche di fronte al provvedimento isolato di un magistrato sconosciuto.

E’ arrivato il momento di prendere definitivamente atto del fatto che la Giustizia rappresenta la vera emergenza del nostro Paese, che il suo degrado è più pericoloso dei rifiuti campani, che la riforma del sistema è più urgente della questione della legge elettorale.

La magistratura italiana è afflitta dall’azione di una sua componente che agisce in modo pervicace ed arrogante, facendo del proprio potere lo strumento per coltivare interessi personali di carriera, di popolarità e di ricchezza.

Il tentativo di questa classe giudiziaria di delegittimare il Parlamento è tutt’altro che isolato, perché va avanti da circa tre lustri e ripercorre sempre gli stessi schemi dell’attacco spietato al cuore della rappresentanza popolare, acuito dall’eco mediatica, ma presto destinato a crollare sotto il peso della propria inconsistenza.

Gli umili soffrono quando i potenti si combattono ha detto Mastella a conclusione del proprio intervento.

Il suo breve mandato di Ministro della Giustizia è stato colmo di ombre ed ha attirato enormi critiche.

Resta solo la speranza che con questa illustre citazione sia riuscito a rilanciare il tema della separazione delle carriere, perché è questa l’unica via possibile per ricondurre al naturale equilibrio il rapporto tra giustizia e politica e cercare, allo stesso tempo, di offrire anche ai cittadini un servizio giudiziario degno di un Paese civile e democratico.

Scritto da Domenico Giugni e Giuseppe Giliberti.

Da: www.giustiziagiusta.info.

Idealmente siamo qui anche noi.

Berlusconi/Saccà: la telefonata costata il rinvio a giudizio.

sabato, gennaio 19, 2008

I risultati ufficiali delle elezioni forensi.


Qualche minuto fa il sito internet del COA di Salerno ha diffuso i risultati ufficiali delle elezioni, riprodotti nello schema che precede(in giallo gli eletti).

Elezioni COA Salerno: i risultati definitivi.


Ecco i risultati definitivi dello scrutinio, con i voti di preferenza e gli eletti (quorum: 1082)

ELETTI

Montera 1.565;

Baratta 1.458;

Nocilla 1.377;

Altieri 1.367;

Cacciatore 1.323;

Visconti 1.304;

Paolino 1.283;

Toriello 1.265;

Cassandra 1.234;

Spirito 1.212;

Cestaro 1.212;

Pepe 1.197;

Scuccimarra 1.189;

Tortolani 1.177;

Maiello 1.171;

PRIMI DEI NON ELETTI

Ragone 815;

Corona 764;

Molinara 684;

Bisogno 588;

Iorio 588;

(seguono altri candidati, con minor numero di voti).

Ci auguriamo non sia un....soviet!

maStella cadente.......

Scrutinio: i risultati alle ore 7,40.


Ecco le preferenze scrutinate, al 60% delle schede (ore 7,40):

Montera 1022; Baratta 970; Altieri 908; Nocilla 908; Cacciatore 874; Paolino 864; Visconti 860; Toriello 856; Cassandra 820; Spirito 820; Cestaro 814; Scuccimarra 800; Pepe 795; Tortolani 792; Maiello 784; Ragone 526; Corona 498; Molinara 417; Bisogno 382; Iorio 371; Scarpa Amato 316; Carabotta 272; Memoli 262; Avella 254 (seguono altri candidati, con minor numero di voti).

venerdì, gennaio 18, 2008

Elezioni: chiuse le operazioni di voto.



Chiuse le operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio Forense Salernitano: i votanti risultano essere 2353, su 3526 aventi diritto al voto.

Il quorum, per essere eletti in prima tornata, non è al momento determinabile con precisione, essendo necessario detrarre le schede bianche e quelle nulle.

Comunque, il predetto quorum dovrebbe superare i 1000 voti.

Alle ore 19,40 gli uffici dei seggi elettorali sono riuniti per le verbalizzazioni e le operazioni di spoglio non sono materialmente iniziate.

Domattina i risultati finali.

LA POLTRONA DI MASTELLA.

Tribunale Salerno: cancelliere ad Avvocato «Siete spazzatura», e scatta la denuncia.


Lo hanno denunciato perchè gli avrebbe rivolto con tono alterato l'epiteto di «spazzatura». E così l'acceso battibecco, con tanto di urla e offese, tra un gruppo di avvocati ed un impiegato dell'ufficio di Cancelleria finisce alla stazione dei carabinieri.

«Desidero precisare che la denuncia querela non è a titolo personale - spiega l'avvocato Ugo Della Monica, cavese iscritto al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Salerno - ma viene presentata per l'offesa rivolta all'intera categoria degli Avvocati che frequentano l'ufficio dove lavora il dipendente e all'intera Avvocatura salernitana».

Secondo quanto ricostruito ai carabinieri della stazione di Cava, dove l'avvocato Della Monica ha presentato un atto di denuncia querela indirizzato alla Procura della Repubblica di Salerno, il tutto si sarebbe consumato all'ufficio cancelleria dell'espropriazione mobiliare del Tribunale di Salerno. Erano da poco trascorse le 10 e 30 e l'avvocato Della Monica, insieme alla sua praticante, stavano aspettando il proprio turno per depositare degli atti.

A quell'ora la Cancelleria era affollata da avvocati e altre persone: «L'impiegato del suddetto ufficio R.F. ha chiesto se fuori stava piovendo».

Una frase banale seguita secondo l'avvocato da una frase ingiuriosa: «Ha detto: ”che è stu mercato qui dentro”. Gli ho immediatamente contestato quella frase - ha spiegato l'avvocato - precisando che i presenti non erano dei mercatari e che il termine da lui usato era offensivo».

L'impiegato, a detta dell'avvocato, avrebbe replicato: «Mi ha detto: ”Avvocà ma che cosa volete, ho detto questo per non dire che siete spazzatura” e si è rivolto a tutti i presenti».

A questo punto un secondo avvocato, questa volta salernitano, è intervenuto nell'alterco invitando l'impiegato a rimangiarsi quanto detto: «Gli ha chiesto di dire che stava scherzando, ma il tizio non contento - scrive l'avvocato - con tono offensivo e stizzito dalla rabbia, che non stava affatto scherzando, indicando il cartoncino affisso alla porta che recita entrare uno per volta».

Al telefono l'impiegato del Tribunale sembra cadere dalle nuvole e non vuole rilasciare dichiariazioni: l'unica: «Non ho detto niente e non voglio replicare».

si.ch.

tratto dal quotidiano “Il Mattino” di oggi

Rinnovo COA Salerno: votanti alle ore 14.


Alle ore 14 di oggi, secondo ultimo giorno di voto, risultavano aver votato 1.750 avvocati salernitani, per il rinnovo del Consiglio Forense locale (biennio 2008/2010).

La percentuale dei votanti, dunque, è - al momento - inferiore al 50%.

Sino alle ore 19 sarà possibile votare ed è probabile un grosso incremento degli elettori nelle prossime ore serali.

Elezioni forensi: in corso le operazioni di voto.


Dopo la celebrazione dell'assemblea elettorale di ieri, sono subito iniziate le operazioni di voto per il rinnovo del COA di Salerno, con un'affluenza complessiva di votanti (alla chiusura serale delle operazioni del primo giorno) di 748 avvocati su 3562 aventi diritto.

Oggi prosieguo del voto sino alle ore 19.

A seguire lo scrutino.

giovedì, gennaio 17, 2008

Anzitutto la famiglia!

Elezioni: polizze della discordia, Spirito e Cestaro contro Corona.

Se i vertici delle due liste, che si fronteggiano (Montera e Camera Civile), appaiono colombe, non mancano i falchi.

A scendere in campo con un comunicato stampa sono Beniamino Spirito ed Enzo Cestaro, entrambi consiglieri uscenti e candidati nella lista di Montera. Intendono fare chiarezza contro quella che definiscono «la strumentalizzazione di un documento firmato il 21/3/2006, che i consiglieri avvocati Corona e Molinara tentano di attuare, ci costringe, però ad una replica onde evitare che i colleghi abbiano una visione distorta della realtà».

E spiegano che all'epoca della loro prima esperienza con il desiderio di lavorare bene avevano firmato un documento in cui chiedevano che il Consiglio venisse retto con «trasparenza, accorgendoci però che la trasparenza era ciò che mancava proprio a uno degli autori di quel documento, il quale, in tema di investimenti in polizze assicurative, non aveva sentito l'esigenza di comunicare al presidente, al segretario e ai colleghi consiglieri la decisione personalmente assunta».

Il riferimento è a Giuseppe Corona, che ha svolto le funzioni di tesoriere. E torna alla ribalta la questione di quelle polizze stipulate con Alfredo Sebastiano, agente della Milano assicurazioni, oltre che all'epoca direttore della segreteria dell'Ordine degli Avvocati.

«Un'assemblea tenutasi in periodo pasquale, provvide a far calare sulla vicenda un pietoso velo e chi in quell'assemblea intervenne vivacemente come i vertici della Camera Civile, oggi stranamente tace».

Pronta la risposta di Corona, che sottolinea come quelle polizze siano state approvate da tre assemblee in sede di approvazione del bilancio. Poi spiega la scelta di candidarsi da solo, come «una scelta di autonomia, e democrazia».

Concorda Paolo Molinara, anche lui ha scelto di candidarsi fuori lista, una «decisione che è conseguenza del percorso di questi due anni di lavoro».

Ma Spirito attacca: «Cosa hanno fatto entrambi in questo biennio per una maggiore democrazia? Io ho espresso il dissenso, non loro».

Antonella Barone

tratto dal sito IlMattino.it

mercoledì, gennaio 16, 2008

Mastella indagato, moglie agli arresti. Il ministro si dimette: anzi no.


Terremoto giudiziario nell'Udeur.

Sono 23 gli arresti eccellenti (4 in carcere, 19 ai domiciliari) ordinati dalla procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) tra gli esponenti campani del partito del ministro della giustizia Clemente Mastella, a cominciare da quello della moglie, Sandra Lonardo Mastella, presidente del consiglio regionale della Campania, che si trova da oggi pomeriggio ai domiciliari nella sua casa di Ceppaloni (Benevento).

È accusata di tentata concussione nei confronti del direttore generale dell'ospedale di Caserta.

I carabinieri hanno eseguito ordinanze di custodia in carcere nei confronti di Carlo Camilleri, consuocero dei Mastella, che si trova però in ospedale a Benevento da ieri sera; Vincenzo Lucariello, difensore civico della Regione Campania, il cui telefono cellulare «bollente» ha messo in luce l'intreccio di affari della presunta lobby; Antonello Scocca e Domenico Pianese. Provvedimento restrittivo ma con il beneficio dei domiciliari per 19 indagati: Sandra Lonardo Mastella; il sindaco di Benevento, Fausto Pepe; Carlo Banco; Erminia Florenzano; l'assessore regionale al personale Andrea Abbamonte e quello all'ambiente Luigi Nocera; Francesco Cardone, i consiglieri regionali Ferdinando Errico e Nicola Ferraro; Nino Lombardi, presidente della comunità montana del Titerno; Angelo Padovano; Francesco Zaccaro, Antonio Barbieri; Letizio Napoletano; Paolo Budetta; Cristiana Fevola e Ugo Ferrara. Interdetto dall'ufficio di giudice del Tar Campania, Ugo De Maio; da quello di vigile urbano, Luigi Treviso; da prefetto di Benevento, Giuseppe Urbano.

L'indagine è basata su intercettazioni telefoniche disposte nell'ambito di una inchiesta che portò all'arresto nel giugno dello scorso anno dell'ex direttore generale della Provincia di Caserta, Antony Acconcia e di due consiglieri provinciali con le accuse di associazione per delinquere, corruzione, concussione, turbativa d'asta e falso in atti pubblici.

«Le indagini, condotte dalla procura da circa un anno, hanno preso spunto da conversazioni telefoniche relative alla gestione degli appalti e servizi pubblici nella Provincia di Caserta e hanno consentito di far luce su un tessuto di illecito radicato nell'area politica, amministrativa e giudiziaria della Campania».

Così scrive la procura di Santa Maria Capua Vetere in una nota che precisa alcuni contorni dell'inchiesta.

Poco prima che le venisse notificato l'arresto Sandra Mastella aveva escluso le sue dimissioni.

Il suo portavoce ha aggiunto: «È tranquilla e serena con la sua coscienza. Ha piena fiducia nella magistratura per una vicenda che non ha al centro una dazione di denaro, ma solo una diversità di giudizi intorno a nomine».

Ha poi ribadito il concetto parlando di «banali contrasti» che emergerebbero dalla lettura degli atti.

ORE 18,03 CONCUSSIONE A BASSOLINO

Mastella sarebbe indagato per concussione al governatore della Campania Antonio Bassolino. L'ipotesi di reato ipotizzata farebbe riferimento alle trattative politiche per la nomina di dirigenti negli enti amministrativi campani.

Per tale vicenda Mastella e' indagato in concorso con il consuocero Carlo Camilleri e gli assessori dell'Udeur Luigi Nocera ed Andrea Abbamonte.

In particolare avrebbero costretto Bassolino ad assicurare loro la nomina a commissario dell'Asi di Benevento di una persona ''liberamente designata da Mastella''.

ORE 17,50 INDAGATO MASTELLA Le agenzie battono un flash: indagato anche il ministro della giustizia Clemente Mastella nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Santa Maria Capua Vetere che ha portato ai domiciliari la moglie.

ORE 17,41 BRACCIO DI FERRO, CAMERA SOSPESA

La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso una sospensione dei lavori fino a domattina alle 11, in attesa di una risposta da parte del governo sulle dimissioni del ministro della Giustizia. Prima di allora, alle 9,30 si terrà una nuova riunione dei capigruppo che riceveranno comunicazioni dal presidente del Consiglio.

La decisione è stata presa dopo un lungo braccio di ferro tra maggioranza e opposizione. Il centrodestra ha insistentemente chiesto la presenza del premier Romano Prodi per chiarire quanto sta accadendo, mentre la maggioranza ha chiesto tempo per lasciare modo al Guardasigilli di riflettere e affrontare la difficile situazione familiare dopo gli arresti domiciliari decisi nei confronti della moglie, Sandra Lonardo.

ORE 17,20 MARINI: PRODI IN SENATO

"Abbiamo un ministro dimissionario che non ha ancora fornito le sue determinazioni finali. Il presidente del Consiglio ha respinto le sue dimissioni. Se esse verranno confermate, naturalmente inviteremo il presidente del Consiglio a intervenire in Senato. A oggi ci è sembrato che il rilievo della questione fosse tale da non lasciare senza dibattito politico questa assemblea".

Lo ha detto il presidente del Senato, Franco Marini, replicando all'intervento del capogruppo di Forza Italia, Renato Schifani, che aveva sollecitato la presenza del premier nell'aula di Palazzo Madama.

Schifani ha detto che è inquietante e imbarazzante lo scenario delineato dal Guardasigilli nell'intervento di questa mattina alla Camera.

"Un ministro che dichiara di avere paura pone problemi che meritano una riflessione e un dibattito alla presenza dell'interno governo. Si rischia una frattura nel sistema Paese che merita un'analisi e una risposta da parte del presidente del Consiglio. Auspico che Prodi, senza nessuna venatura polemica, venga lui a sottoporsi al confronto in quest'aula. Le parole di Mastella sono pesanti e vanno tenute in considerazione perchè non è sufficiente un dibattito in questa maniera che si limiti al resoconto della giornata».

ORE 17,10 LA REAZIONE DI BEPPE GRILLO

"La nostra immagine all'estero, tra la spazzatura, la moglie di Mastella e la solidarietà di Prodi è ormai compromessa".

Beppe Grillo dedica un accenno al caso Lonardo nella sua battaglia sul blog ai finanziamenti all'editoria.

’Un piccolo passo dell’uomo, ma un grande balzo per l’umanita’’. Cosi’ in maniera caustica Beppe Grillo commenta le dimissioni del ministro Clemente Mastella dopo gli arresti domiciliari per tentata concussione in concorso della moglie Sandra Lonardo. Comunque ha aggiunto Grillo, raggiunto telefonicamente dall’Ansa: ’ho molte altre cose da dire sull’argomento. Le scrivero’ sul mio blog’.

"Anche le testate finanziate per stranieri e emigranti all'oscuro di quello che avviene nel nostro Paese, come l'arcinoto 'Polesani nel mondò o il Gruppo l'Espresso (1 milione 700 mila euro di contributi all'anno) potranno fare poco - ironizza il comico legando la vicenda di oggi alla polemica contro la 'Casta dei giornali condotta insieme a Beppe Lopez - per cambiare la situazione".

ORE 16,11 PARLA IL PROCURATORE

Mariano Maffei, procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha definito ''disgustosa'' la polemica sollevata dal ministro della Giustizia Clemente Mastella oggi in Parlamento.

Il magistrato ha detto che ''si riserva ogni azione nelle sedi competenti'' per le affermazioni di Mastella a seguito delle quali ipotizza ''calunnie ed offese alla mia reputazione''.

ORE 14,15 'VICINO A MIA MOGLIE

Il ministro Mastella è irremovibile: "Ringrazio Prodi, ma devo stare accanto a mia moglie "

ORE 14,03 PRODI RESPINGE LE DIMISSIONI

E' ufficiale, dopo le voci circolate tutta la mattina il premier ha deciso di respingere le dimissioni del Guardasigilli

ORE 13 BERLUSCONI: GRAVITA' INAUDITA

"Quello che e' successo al Senatore Mastella e' di una gravita' inaudita. Mi dispiace per lui e per sua moglie Sandra e rinnovo a tutti e due l'espressione della piu' convinta ed affettuosa solidarieta' gia' espressa in Parlamento dall'onorevole Bondi a nome mio e di Forza Italia".

Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che aggiunge: "Ma al di la' dell'aspetto umano c'e' un problema politico che e' ancora piu' grave.

Il ministro della Giustizia ha detto oggi in Parlamento le stesse cose che dico io ormai da molti anni e che mi hanno fruttato gli attacchi non solo della magistratura, ma anche di tanta parte della maggioranza di governo".

Insomma, chiede l'ex premier, "che faranno e che diranno adesso questi signori davanti alla drammatica denuncia del Ministro della giustizia? La condividono? E come mai in Parlamento tutti hanno dato a lui la solidarieta' che non hanno mai dato a me? Era finta e solo a parole o nasceva dalla condivisione di quel giudizio e di quella denuncia?".

E, poi, insiste Berlusconi, "che dicono il Presidente del Consiglio e il Governo della 'emergenza democratica', della 'giustizia ad orologeria', del 'pacchetto di mischia' e della 'trappola scientifica, mediatico-giudiziaria' denunciate in Parlamento dal loro Guardasigilli?".

ORE 13,26 UDEUR: DIMISSIONI IRREVOCABILI

"Se come sembra Prodi respingerà le dimissioni, Mastella le confermerà". Lo dice ai cronisti il senatore dell'Udeur Tommaso Barbato che è stato riunito fino a pochi minuti fa con Clemente Mastella ed altri esponenti del partito alla Camera.

ORE 12,45 MASTELLA LASCIA MONTECITORIO

Si è concluso nell'Aula di Montecitorio il dibattito sulle dimissioni del ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Il Guardasigilli ha lasciato l'Aula con gli occhi lucidi e senza lasciare altre dichiarazioni ai cronisti che lo attendevano.

Quindi si è riunito nella sala del governo con i capigruppo dell'Udeur al Senato e alla Camera, Tommaso Barbato e Mauro Fabris, con tutti i deputati del Campanile e con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti.

ORE 12,40 SANDRA LONARDO INFLUENZATA

"Frastornata, ma tranquilla, perchè in questi casi si è soli con la propria coscienza. E io sono tranquilla". Sandra Lonardo Mastella conferma all'Agi di non aver avuto notificato alcun provvedimento restrittivo che la riguardi, e di essere nella sua casa di Ceppaloni solo perchè «ho ancora un pò di influenza, brividi di freddo.

Già questa mattina alle 7 avevo telefonato al vicepresidente del Consiglio regionale Mucciolo per chiedergli di presenziare alla conferenza dei capigruppo. Non vado in Consiglio, nonostante per un attimo, dopo queste notizie di stamani, avessi pensato di farlo. Ma non mi sento bene".

ORE 12,37 NO ALLE DIMISSIONI

Romano Prodi sarebbe orientato a respingere le dimissioni di Clemente Mastella da Guardasigilli.

Secondo quanto si apprende da fonti di governo, infatti, il presidente del Consiglio, anche alla luce degli orientamenti emersi dal dibattito parlamentare e le espressioni di stima e solidarietà giunte da maggioranza e opposizione, avrebbe intenzione di chiedere a Mastella di restare al suo posto.

ORE, 10,30, IL DISCORSO IN AULA

Clemente Mastella si è dimesso. Con un commosso intervento alla Camera, il ministro della Giustizia ha annunciato le dimissioni in seguito al provvedimento deciso dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania e moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Il gip che ha disposto il provvedimento, avrebbe ravvisato gli estremi di una tentata concussione in contrasti che ci sarebbero stati in passato con il direttore generale dell'ospedale di Caserta.

Ho resistito nel fortino", ha detto il guardiasigilli nel suo applaudito intervento a Montecitorio, ma ora che "toccano i miei affetti, la mia famiglia, mia moglie, getto la spugna". "E' la prima volta, confesso, che in vita mia ho paura", ha aggiunto, riferendosi a "colpi bassi e imprevisti", a un "concertato volume di fuoco per distruggere la tua persona, la tua dignità, i tuoi valori".

Mastella ha confessato di considerare "tutto irreale, innaturale, fuori da ogni logica che si componga con la vita politica fatta anche di scontri, di rivalse, di umori, di indicazioni, di raccomandazioni lecite solo per alcuni ordini, illecite per la classe politica". "Mi dimetto - ha aggiunto - perché tra l'amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo". Sandra Lonardo Mastella si è detta sconcertata per la notizia degli arresti domiciliari, ma serena.

"Apprendo dalla televisione una notizia sconcertante, che sarebbero stati disposti gli arresti domiciliari nei miei confronti per tentata concussione. Mi sento assolutamente serena - dice il presidente del Consiglio regionale della Campania - non ho nulla da temere e fornirò all'autorità giudiziaria qualunque chiarimento che mi venga richiesto".

E ancora: "È stata ordita una trappola scientifica contro di me vile ed ignobile. Così come vile ed ignobile è stato prendere in ostaggio mia moglie a cui voglio un mondo di bene". "Mi dimetto per senso dello Stato".

Clemente Mastella ha in faccia il segno della sconfitta quando annuncia -in aula alla Camera- che lui getta la spugna: "Lo faccio senza tentennamenti", perche' difficile (anche se "avrei potuto") restare al proprio posto "come un ministro della Giustizia che non riesce a difendere neppure la moglie" da "accuse balorde".

E dunque, via dal governo, "per aprire- Mastella lo promette- la questione fondamentale dell'emergenza democratica tra politica e magistratura". Gia', perche'- conclude il ministro citando Fedro- "gli umili soffrono quando i potenti si combattono".

In un altro passaggio il Guardasigilli spiega: ''Mi dimetto sapendo che un' ingiustizia enorme e' la fonte inquinata di un provvedimento perseguito con ostinazione da un procuratore che l' ordinamento giudiziario manda a casa per limiti di mandato e di questo mi addebita la colpa''.

''Colpa che invece - aggiunge Mastella - non ravvisa nell' esercizio domestico delle sue funzioni per altre vicende che lambiscono suoi stretti parenti e delle quali e' bene che il Csm e altri si occupino''.

"Ho provato, ho creduto, ho sperato che la frattura tra politica e magistratura potesse essere ricomposta, attraverso la dialettica, il confronto, il dialogo, l'incontro. Ma devo prendere atto che nonostante abbia lavorato giorno e notte per dimostrare la mia credibilità e la mia buona fede di interlocutore affidabie per il mondo della giustizia, oggi mi accorgo che sono stato percepito cime un avversario da contrastare, se non addirittura come un nemico da abbattere".

LA SOLIDARIETA' DI PRODI

Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha telefonato al ministro della Giustizia, Clemente Mastella, non appena appresa la notizia del provvedimento nei confronti della moglie del Guardasigilli, Sandra Lonardo. Nel corso della conversazione il premier ha espresso al leader del partito del Campanile la sua solidarietà per quanto avvenuto.

I COMMENTI POLITICI

"Un gesto raro" di "grande responsabilità istituzionale e politica". Così il presidente dei senatori dell'ulivo Anna Finocchiaro commenta con i giornalisti le dimissioni del ministro della Giustizia Clemente Mastella, in seguito alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto la moglie Sandra Lonardo.

"Vorrei sottolineare un fatto: il provvedimento di cattura, annunciato questa mattina da una tv locale - osserva - non è stato notificato ancora all'interessata. C'è qualcosa che non funziona".

Il Pd esprime «solidarietà umana e politica» a Clemente Mastella e chiede al ministro Guardasigilli di «proseguire nel suo lavoro». Lo ha detto in aula alla Camera il vicesegretario del partito, Dario Franceschini, subito dopo l'annuncio delle dimissioni.

"L'Udc non abbandona la linea garantista: nessuno e' colpevole fino a sentenza definitiva, fiducia nella magistratura, chiamata ad accertare rapidamente le eventuali responsabilita'". Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell'Udc, parte da questa premessa per dire: "Pur comprendendo la delicatezza della situazione, riteniamo che il ministro della giustizia, al quale esprimiamo la nostra piena solidarieta' -per ragioni di diritto e di responsabilita' istituzionale- non debba rimettere il proprio incarico".

"Esprimo la mia personale solidarieta' a Clemente Mastella per la vicenda che coinvolge la sua famiglia.

Lo invito a non far mancare il suo apporto al lavoro del governo per il Paese". E' quanto afferma Vannino Chiti, ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, dopo aver appreso la notizia della vicenda giudiziaria che ha coinvolto la moglie del ministro della Giustizia, Clemente Mastella.

STORACE FUORI DAL CORO

«Non è mai un bel giorno, quando una persona viene arrestata, ma La Destra non si associa alla solidarietà ipocrita sul caso della signora Mastella, che vede gareggiare chi teme per le sorti del governo e chi auspica la sua caduta». È quanto dichiara il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace.

«Sappiamo tutti -prosegue- che Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto» rileva Storace «soprattutto quando governa l'amministrazione della giustizia. A maggior ragione deve valere per la moglie di Cesare. È evidente che se il magistrato ha sbagliato pagherà. Ma questo -conclude- non è un motivo per inquinare le decisioni della giustizia».

LA VICENDA GIUDIZIARIA

Il Gip di Santa Maria Capua Vetere, a quanto apprende Apcom, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania e moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Il Gip, secondo quanto si è appreso, avrebbe ravvisato gli estremi di una tentata concussione in contrasti che ci sarebbero stati in passato con il direttore generale dell'ospedale di Caserta.

Un conflitto, quello fra la signora Mastella e il dirigente ospedaliero, che politicamente ha radici profonde: l'uomo era molto vicino ai Popolari-Udeur al momento della designazione mentre si è poi avvicinato al presidente della Provincia.

scritto da: Sandro De Franciscis.

Tratto dal sito: qn.quotidianonazionale.net

MASTELLA ANNUNCIA LE SUE DIMISSIONI DA MINISTRO DELLA GIUSTIZIA.


Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania è agli arresti domiciliari. E il marito, ministro della Giustizia Clemente Mastella, annuncia le sue dimissioni.

Il provvedimento è stato deciso in ambito dell'inchiesta sulla sanità campana. Il reato sarebbe di tentata concussione nei confronti del direttore generale dell'ospedale di Caserta. L'indagine è condotta dai magistrati di Santa Maria Capua Vetere.

"Apprendo dalla televisione una notizia sconcertante, che sarebbero stati disposti gli arresti domiciliari nei miei confronti per tentata concussione. Mi sento assolutamente serena, non ho nulla da temere e fornirò all'autorità giudiziaria qualunque chiarimento che mi venga richiesto".

Queste le dichiarazioni a caldo della Lonardo, che si trova nella sua abitazione di Ceppaloni. "La diffusione della notizia è l'amaro prezzo, che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Affronto tranquilla anche questa battaglia".

Nel frattempo, Clemente Mastella, nel suo intervento nell'Aula di Montecitorio, ha spiegato le ragioni della sua decisione.

"Getto la spugna - ha detto - mi dimetto, dunque, perché tra l'amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo. Avrei potuto operare sottili distinguo. Mi dimetto per essere più libero umanamente e politicamente".

Poi l'attacco al procuratore: "Mi dimetto sapendo che un'ingiustizia enorme è la fonte inquinata di un provvedimento perseguito con ostinazione da un procuratore che l'ordinamento giudiziario manda a casa per limiti di mandato e di questo mi addebita la colpa. Colpa che invece non ravvisa nell'esercizio domestico delle sue funzioni per altre vicende che lambiscono suoi stretti parenti e delle quali è bene che il Csm e altri si occupino".

TRATTO DAL SITO REPUBBLICA.IT

(16 gennaio 2008)

AGLI ARRESTI DOMICILIARI SANDRA LONARDO MASTELLA.


Napoli, 16 gen. (Apcom) - Il Gip di Santa Maria Capua Vetere, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Calabria e moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Il Gip, secondo quanto si è appreso, avrebbe ravvisato gli estremi di una tentata concussione in contrasti che ci sarebbero stati in passato con il direttore generale dell'ospedale di Caserta.

Un conflitto, quello fra la signora Mastella e il dirigente ospedaliero, che politicamente ha radici profonde: l'uomo era molto vicino ai Popolari-Udeur al momento della designazione mentre si è poi avvicinato al presidente della Provincia Sandro De Franciscis.

martedì, gennaio 15, 2008

PRIME NOMINE DEL CSM PER INCARICHI DI VERTICE IN SCADENZA.

Roma, 15 gen. (Apcom) - Dal Csm arrivano le prime nomine ai vertici degli uffici giudiziari, 140 poltrone che a fine gennaio resterebbero scoperte per effetto del limite di 8 anni introdotto dalla riforma dell'ordinamento giudiziario per gli incarichi direttivi.

Una scadenza che spinge la Commissione per gli incarichi direttivi di Palazzo dei Marescialli a un calendario dai tempi serrati, con sedute straordinarie.

Nella seduta di oggi della Commissione, presieduta da Ezia Maccora (Md), sono state 10 le proposte di nomina formulate, quasi tutte all'unanimità: riguardano le poltrone di presidente dei Tribunali di sorveglianza di Campobasso, Reggio Calabria, Bologna, Potenza, Bolzano, Catanzaro, Bari, Perugia, Firenze, Messina.

Già da domani, riferisce la presidente in una nota, la Commissione "è impegnata a proseguire, anche con ulteriori sedute straordinarie, nell'esame degli altri 130 uffici il cui ruolo direttivo sarà vacante dal 27 gennaio 2008".

Le scelte, precisa Maccora, vengono fatte sulla base della circolare che il Csm ha approvato lo scorso novembre, che "valorizza le professionalità specifiche rispetto all'anzianità".