martedì, dicembre 30, 2008

AUGURONI DI UN FELICE ANNO 2009!

CASO DE MAGISTRIS: PG CASSAZIONE, VIA PROCURATORE SALERNO.


ROMA 30/12/08 (ANSA)- "Trasferimento ad altra sede e destinazione ad altre funzioni": una tegola pesante colpisce il procuratore della Repubblica di Salerno, Luigi Apicella, uno dei protagonisti dello scontro con la procura di Catanzaro sulle inchieste condotte dall' ex pm del capoluogo calabrese Luigi De Magistris.
A chiedere al Csm la sua rimozione "urgente" è il Pg della Cassazione, Vitaliano Esposito, titolare con il ministro della Giustizia dell'azione disciplinare contro le toghe.
Il caso sarà all' esame della sezione disciplinare del Csm il 10 gennaio con una camera di consiglio straordinaria che si svolgerà a porte chiuse.
E' presumibile che la procura generale della Suprema Corte abbia avviato istruttorie, non ancora concluse, su altri magistrati coinvolti nello scontro tra le procure, culminato nel blitz negli uffici giudiziari di Catanzaro e il sequestro degli atti disposto dalla procura di Salerno, al quale i magistrati hanno risposto con un contro-sequestro e l' iscrizione nel registro degli indagati dei loro colleghi campani.
Non è quindi da escludere che all'atto di incolpazione con richiesta di misura cautelare urgente a carico di Apicella ne facciano seguito altre.
Al Csm è già aperta dal 6 dicembre scorso la procedura per il trasferimento di ufficio di Apicella per incompatibilità funzionale e ambientale:se ne sta occupando la prima commissione che ha deciso iniziative analoghe anche nei confronti del pg di Catanzaro, Enzo Iannelli, e di altri cinque magistrati (due di Salerno e tre di Catanzaro).
Otto giorni fa la commissione ha convocato Apicella e Iannelli per contestare formalmente le accuse e ascoltare le loro ragioni.
Apicella ha rifiutato di rispondere limitandosi a consegnare una memoria in cui rivendica la correttezza del suo operato come di quello dei suoi collaboratori. "Non possono essere addebitate al mio ufficio - ha sottolineato - le conseguenze del corto circuito causate dalle anomale iniziative di altri".
A sollecitare iniziative disciplinari da parte del Pg della Cassazione e del Ministro era stato d'altronde lo stesso Csm dopo un primo giro di audizioni dei magistrati protagonisti della 'guerra' tra procure.
Sia il pg della Cassazione sia il ministro della Giustizia, Angelino Alfano hanno chiesto le trascrizioni delle audizioni.
Le due istruttorie hanno proceduto parallelamente. Se Esposito è già arrivato a una sua prima conclusione, gli ispettori di Alfano - a quanto si è appreso - sono ancora al lavoro, pur avendo già rilevato profili sanzionabili dal punto di vista disciplinare, tra cui le modalità delle perquisizioni a carico dei magistrati di Catanzaro (uno di essi, Salvatore Curcio, sarebbe stato fatto denudare),e il sequestro di un intero fascicolo giudiziario (l'inchiesta Why not) considerato come corpo del reato.
Lo scontro tra le procure di Salerno e Catanzaro è scoppiato all' inizio del mese. Il 4 dicembre - definendo la vicenda "senza precedenti" - il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che è anche presidente del Csm, aveva sollecitato dagli organi di vertice dell' ordine giudiziario "specifiche iniziative dirette a superare la paralisi della funzione processuale".
Il 9 dicembre lo stesso Pg della Cassazione, dopo aver svolto il ruolo di mediatore, aveva reso noto che tra le due procure era stato raggiunto un accordo che aveva consentito "il ripristino, mediante idonee iniziative processuali, della 'condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione'', in sostanza il dissequestro degli atti.
La tregua apparente non ha però fermato il meccanismo avviato dal Csm e dai titolari dell' azione disciplinare per stabilire le responsabilità e decidere di conseguenza.

......Siamo il paese dei "figli di papà"!

A proposito del prestigio dei giudici!



Tutti avranno notato che nei film americani il giudice fruisce di un grandissimo prestigio. Nessuno mai si azzarda a contestarlo o a discutere le sue decisioni.
Da che cosa dipende, questo? Non certo dal fatto che egli sia competente di diritto: fino a prova contraria, anche in Italia qualunque magistrato lo è.
Il prestigio del giudice anglosassone nasce dal modo di reclutamento.
Salvo errori, in Inghilterra e negli Stati Uniti diviene giudice penale chi ha già fatto una lunga carriera nel mondo del diritto. È un legale che ha acquisito un tale credito da essere nominato prima avvocato dell’accusa e poi giudice.
Ed è questa la spiegazione dell’arcano: in Italia prima si è nominati giudici e poi si può cercare di acquistare prestigio, in Inghilterra prima si acquista prestigio e poi si può sperare di divenire giudici.
Da noi il prestigio del giudice è eventuale, da loro il prestigio è assicurato, perché è esso stesso la ragione della nomina.
In Italia, dove opera un oceano di avvocati, questo sistema offrirebbe innanzi tutto il vantaggio di disporre al bisogno di un numero illimitato di giudici (accelerando così l’iter della giustizia) e soprattutto eliminerebbe il rischio gravissimo di attribuire un’autorità eccessiva ad un giovanotto di ventiquattro o venticinque anni, solo perché ha superato un concorso.
Oggi il sistema dà un enorme potere senza contraddittorio a chi non ha ricevuto un sufficiente numero di legnate educative, nella vita: e questo può indurre ad un complesso di onnipotenza o addirittura a forme di squilibrio. Chiunque abbia frequentato un Palazzo di Giustizia sa quanto frequente sia l’incredibile arroganza di certi magistrati.
Come diceva lord Acton, il potere tende a corrompere e il potere assoluto corrompe assolutamente.
Ogni singolo giudice, soggettivamente, si sente la Cassazione.
L’avvocato invece ha il vantaggio che, in venti o trent’anni di professione, gli capita di vedersi dare ragione mentre ha torto e molto più spesso di vedersi dare torto mentre pensa di avere ragione.
Impara dunque sulla sua pelle che la sua opinione non è la legge del mondo. Vede anche quali sono i difetti dei magistrati e tutto questo lo educa ed in una certa misura lo vaccina.
Se invece fosse stato giudice sin da principio, nessuno si sarebbe mai permesso di dirglieli sul muso, i suoi errori. Avrebbe emesso con tracotante sicurezza sentenze che in appello o in Cassazione sarebbero state riformate - magari con qualche acida nota sulle sue motivazioni - mentre lui avrebbe potuto serenamente dimenticarle: è ciò che normalmente avviene.
Gli avvocati invece seguono qualche caso addirittura nei tre gradi di giudizio e imparano, ancora una volta per esperienza, che gli stessi giudici si contraddicono: dunque è meglio non essere troppo sicuri delle proprie opinioni e val la pena di prendere in considerazione quelle altrui.
A proposito di opinioni: non esiste nemmeno una probabilità su cento che qualcuno prenda in considerazione questa.

GIANNI PARDO
giannipardo@libero.it

lunedì, dicembre 29, 2008

Caso Englaro, nuovi esposti al PG di Milano: revocare decisione Corte Appello.


Milano, 29 dic. - (Adnkronos) - La decisione con cui la Corte d'Appello di Milano ha autorizzato la famiglia di Eluana Englaro, la giovane donna in stato vegetativo permanente da circa 17 anni, a sospendere le cure che la tengono in vita deve essere revocata.
E' quanto chiedono un giornalista, Piero Pirovano, presidente dell'associazione “Solidarieta', Liberta', Giustizia e Pace” di Vizzolo, nel milanese, e un medico, Paolo Gulisano, presidente dell'associazione Centro Aiuto alla Vita di Lecco, che questa mattina hanno depositato alla Procura Generale della Repubblica di Milano un'istanza.
"Non e' una sentenza ma un decreto di volontaria giurisdizione e in quanto tale sempre revocabile" dice Pirovano.
Secondo il nuovo esposto presentato, il decreto e' un atto amministrativo "viziato per grave travisamento dei fatti" e in contrasto con la Costituzione, con la legge civile e con il codice penale.
Entrambi i firmatari degli esposti riportano, inoltre, fatti avvenuti dopo la decisione della Corte d'Appello, come il "risveglio" dal coma dopo 3 anni a Torino di una giovane, e le dichiarazioni del dottor Giuliano Dolce che aveva visitato Eluana Englaro.
Nella richiesta di revoca si lamenta inoltre che i giudici non abbiano disposto "una perizia sulle reali condizioni di Eluana alla luce delle recenti novita' in campo scientifico".
Nell'istanza, infine, si sollecita la Procura Generale a valutare se in caso di inerzia da parte dei magistrati non si ravvisabile una "colpa grave" non avendo disposto la perizia per valutare le capacita' di deglutizione della ragazza.

Giustizia; Violante:Stop alla magistratura totalmente autogestita.


Roma, 29 dic. (Apcom) - Luciano Violante torna a parlare di giustizia, chiedendo che si proceda verso una riforma che metta uno stop ad una magistratura totalmente autogestita.
"Il governo ha come contrappeso le Camere e il Parlamento ha il voto dei cittadini. Ma qual'è il giusto contrappeso per una una magistratura indipendente in un sistema democratico? - chiede l'ex presidente della Camera dalle colonne del Corriere della Sera - ragionamoci insieme senza spirito vendicativo e prevaricatore . Potremmo intervenire sul Csm: la mia idea è che un terzo sia eletto dal Parlamento,un terzo dai magistrati e un terzo scelto dal Capo dello stato. Così la magistratura,che ora è un settore totalmente autogestito, verrebbe integrato nel sistema costituzionale. Occorre inoltre dare un peso rilevante ai principi fissati nelle Sezioni Unite della Cassazione, per favorire la certezza del diritto, che oggi non esiste".
Bisogna quindi toccare il 'santuario dei giudici', soprattutto in relazione ai poteri di organizzazione degli uffici giudiziari.
"C'è - chiarisce - troppa differenza tra alcuni uffici e altri. I capi delle procure hanno grandi poteri: forse bisognerebbe vedere come li utilizzano" Violante, che si dice concorde con Giuliano Vassalli sottolinea: "garantismo e giustizialismo sono parole deformate dal tempo: credo che tutti i partiti, a partire dal Pd, debbano essere legalitari".
Quanto all'accusa di 'collateralismo' tra il partito della sinistra e la magistratura l'ex magistrato difende il Pd e la sua storia: "se lo fossimo stati davvero non avremmo sostenuto il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati".
Nel '93 - ricorda ripercorrendo la storia dei rapporti tra magistratura e partito della sinistra - sull'Unità segnalai che c'era uno sfrenato giustizialismo. E che una repubblica giudiziaria non era tollerabile nell'intera società italiana c'è ancora chi per convenienza o convinzione difende aprioristicamente tutto quello che fanno i giudici e non si accorgono così di danneggiare l'intera magistratura".
"Dopo Salerno, Catanzaro e Pescara - conclude Violante riferendosi ai difficili rapporti tra la politica e i magistrati - non si deve aspettare che esplodano altri casi per capire che qualcosa non va. Dobbiamo difendere la magistratura da alcuni suoi interessati difensori e invitarla a riflettere sulla sua collocazione nell'ordinamento costituzionale. La magistratura ha tutti gli strumenti per contribuire a questa riflessione".

sabato, dicembre 27, 2008

Capodanno 2008: in voga un nuovo tipo di auguri!

L'ingiustizia più atroce? I tempi della giustizia.



Firenze, 27 dicembre 2008 - "Siamo un gruppo di detenuti della Casa Circondariale di Lucca e vorremmo dire la nostra nel dibattito politico sulla Giustizia.
Nella totalità delle carceri italiane vi sono sovraffollamenti disumani e condizioni igienico-sanitarie pressochè inesistenti.
Questo accade anche perché vi sono persone con pene ridicole da scontare, malate e debilitate che continuano ad aspettare i comodi dei giudici, i quali fanno presto a ordinare custodie cautelari, ma non si soffermano a guardare le condizioni dei soggetti che mandano a marcire nelle celle.
E i detenuti in attesa di processo che aspettano anche 12-18 mesi e magari alla fine risultano innocenti, chi li ripaga della vita persa?
Quanti errori giudiziari si sono verificati per colpa di giudici superficiali che poi non rispondono di persona dei loro errori? Noi non vogliamo dire che se uno sbaglia non deve pagare, ma le pene alternative dove sono?"

Risponde il direttore de 'La Nazione', Giuseppe Mascambruno.

Tutti abbiamo fresche di memoria le polemiche sull’ultimo indulto conclusosi con un saldo decisamente negativo tra costi e benefici.
Soprattutto sul fronte dell’affollamento nelle carceri che è rapidamente tornato a livelli di emergenza.
E’ la conferma di un vizio antico di questo nostro Paese: si interviene sui sintomi della malattia con cure che rivelano presto la loro inefficacia, mentre si lascia incancrenire l’origine del male.
Che in Italia ha una diagnosi antica e precisa: i tempi vergognosi della macchina giudiziaria.
Alimentati anche dall’autoreferenzialità di una magistratura che, a parte naturalmente le lodevoli eccezioni, conferma la regola delle caste intoccabili. Ora tira aria di riforma seria.
Speriamo, per chi, come voi, attende da mesi un processo, e per tutti coloro che credono ancora nella supremazia del Diritto, che sia la volta buona.

tratto dal quotidiano "La nazione".

giovedì, dicembre 25, 2008

Giustizia/ Capezzone: Pd ripensi 15 anni di giustizialismo.


Roma, 25 dic. (Apcom) - "Al gruppo dirigente del Pd è richiesto un sussulto, uno scatto politico. Ora, per il centrosinistra, il tema non è quello di esaminare i singoli casi, i singoli episodi giudiziari relativi all'una o all'altra città, provincia, regione".
Lo afferma in una nota Daniele Capezzone, Pdl, portavoce di Forza Italia.
Semmai, sarebbe il caso, per il Pd e in particolare per gli ex comunisti - dice - di ripensare autocriticamente a 15 anni di giustizialismo, di uso feroce della carcerazione preventiva, di eliminazione dell'avversario politico per via giudiziaria, e alla presunzione di poter sempre cavalcare contro gli altri la tigre dell'aggressione manettara. Oggi che tutto questo si ritorce contro il Pd - ammonisce Capezzone - serve una riflessione e una conversione ad una complessiva, non una burocratica cernita, caso per caso, dei 'buoni' e dei 'cattivi'.
E un atto importante - prosegue l'esponente del Pdl - sarebbe la rottura con Di Pietro, che invece, masochisticamente, Veltroni continua a scegliere come alleato e interlocutore. Ecco perché il Pdl, che è e resta garantista sempre, propone riforme liberali profonde della giustizia: perché servono al Paese, che non può più attendere", conclude.

FATTI AVANTI TONINO!


Chi te l’ha detto Tonino? Chi te l’ha detto?
È una domanda semplice, come vedi, la può capire anche un contadino di Montenero, di quelli che potanoi congiuntivi come i rami dei pioppi e se sentono parlare di condizionale pensano al carcere, mica alla grammatica.
Ma questa volta la consecutio temporum non serve, basta un po’ di sincerità: chi te l’ha detto che c’era quell’indagine in corso? Come facevi a saperlo? Gli investigatori parlano di particolari «inquietanti ».
I fatti li abbiamo raccontati sul Giornale: tuo figlio Cristiano Di Pietro, consigliere provinciale dell’Italia dei Valori, chiama il provveditore Mario Mautone, oggi indagato a Napoli, e gli chiede alcuni favori: l’assunzione di un amico, il contratto per un architetto, interventi «ambigui» su appalti e fornitori. «Comportamento senza rilevanza penale», t’affretti oggi a dire tu.
Del resto, si sa, ogni scarrafone è bello a papà suo. Bello e innocente.
Per carità: essendo noi garantisti fino in fondo, ci auguriamo che Cristiano (un altro delfino che fa la figura della trota) chiarisca presto tutto quello che c’è da chiarire. Siccome è Natale e siamo buoni non vogliamo nemmeno ricordargli che suo padre, ai tempi d’oro, sbatteva la gente in galera per molto meno.
Così come non vogliamo infierire più di tanto sull’Italia dei Valori, un partito ossimoro,chenasce con una ragione sociale smentita dai fatti, come dimostrano le nostre pagine di oggi e i nuovi documenti dell’inchiesta che pubblichiamo. Dall’Italia dei Valori all'Italia dei Rossori. Di vergogna.
Ed è davvero una bizzarra nemesi, una vendetta della cronaca, il fatto che chi èstato assunto in politica sull’onda del moralismo sia oggi circondato da tanta immoralità.
Proprio tu, Tonino, simbolo delle mani pulite, finisci in mezzo a quelli con le mani in pasta. Ci si potrebbe persino divertire, ci si potrebbe ridere su: chi è senza peccato scagli il primo (Di) Pietro.
Ma siamo garantisti. E poi è Natale.
Auguriamo alle persone dell’Idv coinvolte nello scandalo dinontrovare sulla loro strada nemmeno un po’ dell’odio che tu, con loro, hai contribuito a seminare. A questa domanda,però,devi rispondere: come facevi a sapere dell’inchiesta?
Il Giornale fu il primo a parlare del coinvolgimento di Mautone. Lo definimmo tuo «uomo di fiducia», raccontando che lo avevi portato da Napoli a Roma e che gli avevi assegnato un’importante commissione sugli appalti.
Tu ci hai risposto minacciando querele. E poi hai detto che Mautone l’avevi trasferito a Roma proprio perché sapevi dell’indagine. «Sapevi dell’indagine?», abbiamo chiesto noi. «Ne parlavano le agenzie di stampa», hai risposto tu.
Ma si dà il caso che a metà 2007, quando Mautone venne trasferito, nessuno sapeva dell’inchiesta. Nessuna agenzia ne avevaparlato.E allora:tu come facevi a sapere? Chi t’ha informato?
Hai una talpa in Procura? Solo lì o anche in altre? E di quante inchieste, che non dovresti conoscere, sei a conoscenza? Quante altre fughe di notizie «inquietanti» ci sono state negli ultimi mesi? Come vedi, Tonino, sono domande semplici.
Puoi farcela anche tu: scendi dal trattore e rispondi. Altrimenti sarà evidente a tutti che l’unica vera trasparenza che hai è quella del tuo diploma di laurea.

di Mario Giordano
tratto dal sito: www.ilgiornale.it

mercoledì, dicembre 24, 2008

Ordine Avvocati Salerno: la relazione di fine anno del Presidente Montera al Consiglio.


Signori Consiglieri,
ogni buona amministrazione,a fine anno,deve trarre dei bilanci, quindi,anche il nostro Consiglio ed ecco la motivazione di questa mia relazione,che è dettata dalla responsabilità della carica che rivesto.
Sicuramente dimenticherò qualcosa e mi scuserete.
Non farò il nome di nessun Consigliere per attribuirgli la paternità delle iniziative in quanto ciò che si è realizzato,come ciò che non si è realizzato,è il frutto del lavoro e dell'impegno dell'intero Consiglio e del mio per ultimo.
All'inizio del 2008 l'attività del Consiglio è stata concentrata,prevalentemente, sulla formazione permanente continua.
Era un appuntamento importante e carico di responsabilità anche perchè la novità della normativa poneva il fianco a numerosi interrogativi che i nostri iscritti ci ponevano.
La concreta attuazione delle disposizioni che provenivano dal CNF richiedeva tempo ed energie ma non ci siamo scoraggiati.
Con i modesti mezzi a disposizione,sopratutto per quanto riguarda gli spazi, ci siamo attrezzati ed abbiamo garantito la celebrazione di oltre 200 eventi formativi.
Altri Ordini, più importanti ma solo per numero, ben presto hanno dato forfait ed i loro iscritti si son dovuti rivolgere altrove ed anche a Salerno.
Mi corre il dovere di ringraziare tutte le associazioni forensi ed i referenti delle varie discipline che,non poco,hanno contribuito alla realizzazione del nostro POF.
E'innegabile che si siano verificati qualche sfasatura o qualche momento di confusione, ma sono scusabili attesa la vasta portata della normativa.
Tutti i sigg.ri Consiglieri hanno rispettato il turno di presenza giornaliera, così garantendo ai Colleghi l'informazione o l'assistenza che richiedevano.
Sono stati trattati numerosissimi ricorsi disciplinari e sono state fissate le date per la celebrazione dei procedimenti disciplinari.
Il controllo dei libretti attestanti l'effettivo svolgimento della pratica forense è stato capillare, tanto è vero che alcuni praticanti sono stati convocati per chiarimenti.
Ma è altrettanto vero che altri praticanti sono stati convocati per espimere loro le congratulazioni per l'attività svolta.
La biblioteca ed i servizi informatici sono stati costantemente aggiornati, ma si deve registrare una scarsa frequentazione della biblioteca, dovuta sicuramente ai diversi strumenti informativi che l'Avvocato contemporaneo adopera.
La partecipazione al XXIX Congresso Nazionale Giuridico Forense è stata un vero e proprio successo per l'Avvocatura Salernitana che, in quel consesso, si è contraddistinta avendo diffuso ben due pubblicazioni culturali, ottenendo consensi e congratulazioni.
Numerose sollecitazioni e suggerimenti sono stati inviati al Comune di Salerno ed al Ministero della Giustizia circa la realizzazione della Cittadella Giudiziaria.
Sono stati resi pareri circa la nomina di Magistrati onorari, più che motivati in ipotesi, frequentemente negativa.
Per il penale vi sono stati fattivi interventi che hanno interessato l'intero settore:dalla regolamentazione per lo svolgimento dell'udienza,all'iscrizione dei difensori di ufficio,alla liquidazione delle parcelle.
I rapporti con l'Università sono stati costanti e collaborativi.
E'stata ben avviata la riforma dello statuto dell'Opera "Clemente Mauro".
La pubblicazione dell'albo ha subito qualche rallentamento, a causa delle continue richieste di aggiornamento da parte degli iscritti ma,ormai,è una realtà e nel corso del 2009 sarà sicuramente distribuito.
Con le Associazioni forensi è stato intrattenuto un rapporto franco e costruttivo nell'interesse dell'intera Avvocatura Salernitana.
E' stata deliberata la celebrazione dei premi di eloquenza "Adolfo Cilento"e "Michele Iannicelli", destinati ai giovani nei cui confronti è sempre rivolta una particolare attenzione.
La recente cerimonia della premiazione degli Avvocati che hanno compiuto "Cinquanta anni di Toga" è stato un alto momento di solennità per il nostro Foro, tanto è vero che la stampa ne ha dato ampio entusiastico risalto.
Queste manifestazioni dovranno essere celebrate sempre, e perchè rientrano nel patrimonio delle nostre tradizioni, e perchè devono educare le nuove generazioni di Avvocati affinchè non smarriscano la memoria e tengano vivo il ricordo di chi ci ha preceduto.
L'aggiornamento dell'informatizzazione non è mancato anche nell'ottica di quanto si prospetta ovverosia il processo telematico.
Ma mi corre anche il dovere di registrare la perdurante sofferenza delle sezioni distaccate con personale amministrativo oltremodo insufficiente, senza mezzi, e senza Magistrati cd. "togati"
Certamente per quanto riguarda spazi,mezzi e personale la sede centrale vive una analoga patologia.
Di tali problemi, finalmente, se ne inizia a parlare a livello nazionale se è vero come è vero che nelle intenzioni della non più rinviabile riforma della Giustizia è previsto di colmare tali mancanze.
Le richieste di ammissione al patrocinio a spese dello Stato sono ipertroficamente aumentate ed ognuna di esse,in ipotesi di accoglimento,è stata accuratamente vagliata ed istruita anche in considerazione dell'indiretta gestione del munus publicum.
Da un confronto,per ora ufficioso,del bilancio consuntivo rispetto ai precedenti, risultano significativi risparmi di spesa,almeno di quelle ordinarie.
Come vi è noto sono candidato alle prossime elezioni per il rinnovo del comitato dei delegati alla Cassa di Previdenza ed Assistenza Forense.
Oggi più di ieri sono convinto di tale mia candidatura perchè quasi tutti gli Ordini Italiani,quelli campani in particolare, hanno candidato o i Presidenti o i Consiglieri Segretari o i Consiglieri dell'Ordine.
In ipotesi di elezione sarà così maggiormente assicurato un privilegiato rapporto tra Cassa ed Ordine al fine di garantire una rapida soluzione dei problemi di Previdenza o Assistenza dei nostri iscritti.
Ringrazio tutti voi per l'impegno,la serietà e la competenza che avete profuso così rispettando ed onorando il consenso chiesto ai Colleghi.
Ancorchè appartenenti alla medesima compagnie elettorale ognuno di noi ha conservato l'autonomia delle proprie idee esplicitandole in un confronto,anche se serrato, mai sterile e sempre costruttivo nell'interesse della Classe.
Ringrazio i pazienti dipendenti della Segreteria che hanno sempre dimostrato disponibilità,senso del dovere e responsabilità.
Cosa mi auguro dal nuovo anno?
Come uomo probabilmente vorrei qualcosa di diverso, di ignoto,di imprevedibile perchè quella vita che è una cosa bella non è la vita che conosco,quella già vissuta ma la futura,la sola che può donarmi speranze ed illusioni.
Come Presidente di questo glorioso Ordine, non mi lascio prendere da speranze ed illusioni e mi formulo solo l'augurio di continuare a non tradire la fiducia dei Colleghi,stando sempre al loro fianco,vivendo identiche ansie,trepidazioni e difficoltà.
Attraverso Voi,ed a Voi,auguro a tutti gli Avvocati Salenitani successi nella vita privata e professionali e,sopratutto,tanta tanta serenità.
Salerno, 23 dicembre 2008
Americo Montera

martedì, dicembre 23, 2008

Poesia di Natale (in vernacolo).


Natale
(Presepio in Costruzione)


Ma che fai? Addò miette stu’ craparo?
Chillo te leva tutt' 'a visuale!...
S'ha da mettere accanto all'animale!
E leva 'a lloco chistu zampugnaro!

E addò se schiaffa? Ma, cretino caro,
che d'è, presepio, o fosse funerale?!
Comme! Uno appriesso all'ato! 'O castagnaro,
'O scartellato, 'O turco e 'O speziale?

Distribuisci! Fanne una scenetta!
Nu gruppetto c'almeno fa figura!
Che significa, llà, chella carretta?

E chella pacchianella dint' 'o sciallo!
Chella! Chella che porta 'a criatura!...
M' 'a piazze sott' 'a coda d' 'o cavallo!

Ma c'aggia fa'! Me state mbriacanno
in tal modo, ca perdo' e ccerevella!
Zi Pascalino ha da fa' che sto ogn'anno!
E vattenne, ca si' na muzzarella.

Stai da tre giorni in casa, revutanno
e nun me sai ‘nculla na casarella!
Comme! Tu vide ca te sto ajutanno,

e fai l'atto 'e superbia e l'angarella!

L'aseniello addo sta?.. Ma che ne saccio!
Le stanne danno na mana'e vernice...
E San Giuseppe? Le manca nu vraccio?!
E'o voie? È senza corne? E comme va?
Tu nun me siente? Bestia! Che ‘nne dice?

'E ccorne?.. Addimandatelo a papà...


FERDINANDO RUSSO

lunedì, dicembre 22, 2008

Auguri di Buon Natale da "ConsiglioAperto"!

De Tilla, “la riforma della professione è urgente”: il nuovo presidente dell’Oua anticipa le priorità del suo mandato.


“Siamo una professione a rischio implosione: accesso, selezione e formazione sono i punti sui quali bisogna intervenire al più presto”. Presentare ad Alfano un testo di riforma della professione entro gennaio, tralciando i punti non condivisi della bozza (riforma del procedimento disciplinare su tutti), abolire il decreto Bersani, lavorare a braccetto con la politica per uscire dalla crisi del settore giustizia.
Queste le priorità del nuovo presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura, Maurizio de Tilla, eletto il 13 dicembre scorso dall’assemblea dell’Oua, che dopo il 29° congresso nazionale forense di Bologna, si è riunita per rinnovare la giunta per il biennio 2008-2010.

Domanda. Presidente, quali le priorità del suo mandato?
Risposta. Dobbiamo inviare il prima possibile la riforma della nostra professione al ministro Alfano, che al congresso forense ha dato la sua piena disponibilità. L’avvocatura unita deve trovare la parte condivisa della bozza rinviando a interventi successivi i punti di divisione. E’ normale che ci siano opinioni diverse e non bisogna forzare la mano.
Quando il presidente Alpa convocherà noi e le associazioni, questa sarà la posizione che porteremo avanti. Ed entro fine gennaio confido che avremo trovato un accordo. Del resto, la riforma è necessaria perché abbiamo in corso un processo inflattivo della nostra professione con numeri ormai fuori controllo.
Dobbiamo regolare l’accesso e la formazione per mettere un freno, se no rischiamo di dover gestire 30 mila avvocati in più ogni anno.
D. Altre questioni urgenti?
R. Il decreto Bersani, e in particolare il comma che abroga le tariffe minime, non si deve applicare agli avvocati. Quindi, è urgente inserire un articolo in un decreto legge che reintroduca i minimi tariffari per la categoria forense.
Questa è una battaglia che dobbiamo vincere, perché la legge Bersani è stata introdotta senza concertazione e dialogo, è un danno per gli avvocati e i consumatori, favorisce solo le grandi società e va contro i principi europei Un altro obiettivo è entrare nel procedimento legislativo.
Alfano sta adottando una strategia di concertazione e dialogo. Forse stiamo assistendo davvero a un cambiamento della politica. E l’Oua, in particolare, deve rafforzare ancora di più la proprio visibilità e presenza, perché è una forza in più dell’avvocatura: rappresenta l’organo politico della categoria.
D. Quale sarà la sua agenda nelle prossime settimane e come si confronterà con la base?
R. Investire l’assemblea di tutte le sue responsabilità. Entro metà gennaio dovremo già aver definito alcune posizioni, partendo anche dalle mozioni approvate al congresso forense. L’Oua deve dialogare.
Per queste, convocherò un’assemblea ogni mese almeno finché non si esce dal tunnel della riforma della professione. In sintesi, ci vogliono unità e dialogo continuo, con forme ripetute di incontro.
Gli interventi da fare, nel settore giustizia, sono tanti e urgenti, ed entro i primi mesi del 2009 dovremo già avere ottenuto i primi risultati. Come ho sempre fatte nelle mie precedenti esperienze, cercherò di portare avanti i contenuti che saranno elaborati rendendo incisiva l’azione dell’Organismo unitario. Tenendo conto, chiaramente, anche delle indicazioni delle altre anime dell’avvocatura.

L'attualità di Verri.


“Il metodo con il quale si procedette allora fu questo: si suppose per certo che l’uomo in carcere fosse reo.
Si torturò sintanto che fu forzato a dire di essere reo. Si forzò a comporre un romanzo e nominare altri rei; questi si catturarono e sulla deposizione del primo si posero alla tortura.
Sostenevano l’innocenza loro; ma si leggeva ad essi quanto risultava dal precedente esame dell’accusatore, e si persisteva a tormentarli sinchè convenissero d’accordo.”
Pietro Verri “Osservazioni sulla tortura” par. V

sabato, dicembre 20, 2008

COSTITUZIONE DI UNA NUOVA COMMISSIONE CONSULTIVA PER L' ESAME DELLA BOZZA DEL TESTO DI RIFORMA DELLA DISCIPLINA FORENSE.


Cari Presidenti e Cari Amici, in linea con quanto anticipato nel corso dei lavori del recente Congresso Nazionale Forense di Bologna, Vi comunico che il Consiglio Nazionale forense, raccogliendo le molteplici indicazioni e richieste in quella sede emerse, ha deliberato la costituzione di una nuova Commissione consultiva che dovrà approfondire l'esame del progetto di riforma della Legge Professionale Forense con Voi già più volte esaminato e discusso, al fine di verificare le concrete possibilità di giungere in tempi brevi all'approvazione di un testo che possa essere espressione dell'auspicato unanime consenso.
La nuova Commissione, che sarà coordinata da un componente del Consiglio nazionale Forense, con l'ausilio di altri componenti, dovrà operare in continuazione di quella precedente, sarà costituita, secondo il concorde avviso espresso dai componenti la Commissione mozioni politiche che s’è riunita Bologna, nel seguente modo:
- un (1) rappresentante dei Consigli degli Ordini (o, alternativamente, delle Unioni regionali, ove esistenti) per ciascuna regione (prescindendo quindi dall’eventuale diverso frazionamento del reticolo ordinistico per Corti d 'Appello);
un (1) rappresentante di ciascuna delle Associazioni Professionali maggiormente rappresentative, riconosciute dal Congresso Nazionale Forense;
un (1) rappresentante dell’Organismo Unitario dell'Avvocatura;
un (1) rappresentante della Cassa Nazionale Previdenza ed Assistenza Forense.
La Commissione che, essendo rappresentativa di tutte le componenti istituzionali associative dell'Avvocatura operanti sul territorio nazionale, potrà offrire al Consiglio Nazionale Forense contributi di particolare rilievo, sarà prontamente convocata non i Consigli degli Ordini territoriali e le Associazioni forensi avranno provveduto a comunicare alla Segreteria del Consiglio Nazionale Forense (via fax al n. 06.97748829) i nominativi dei rispettivi rappresentanti designati o eletti.
Certo di poter contare sulla Vostra collaborazione per il varo di una indispensabile riforma, che I'Avvocatura attende ormai da troppi anni, resto in attesa assicurandoVi fin d'ora la massima attenzione mia e dell'intero Consiglio.
Un cordiale saluto.
Roma, 16 dicembre 2008.

Il PRESIDENTE
Avv. Prof. Guido Alpa

venerdì, dicembre 19, 2008

Giustizia. Pittelli si dimette da Parlamento: basta diffamazioni.


Catanzaro, 19 dic. (Apcom) - Giancarlo Pitteli,il deputato del PDL il cui nome è apparso negli atti di indagine delle inchieste "Why Not" e "Poseidone", annuncia le sue dimissioni da parlamentare in una lettera inviata alle più alte cariche dello Stato.
Nella lettera Pittelli scrive di doversi dimettere "in ragione della violenta e inaudita campagna diffamatoria lesiva del mio onore orchestrata ai miei danni da una persona delle istituzioni".
Il parlamentare calabrese, la cui posizione nell'inchiesta Poseidone è stata archiviata, parla dell'esistenza di "falsi elaborati ai miei danni da un magistrato e dai suoi consulenti" e ribadisce di non aver avuto "atti o comportamenti illeciti di alcun genere,nè nella vita professionale,nè correlabili all´attività parlamentare...Non intendo avvalermi, per dimostrare la mia illibatezza morale, delle prerogative parlamentari. Di qui- conclude Pittelli- le mie dimissioni".
Ieri sera, nel corso della puntata di Annozero dedicata allo scontro fra le Procure di Salerno e Catanzaro, sono andati in onda brani della maxiordinanza della Procura di Salerno in cui Luigi De Magistris ed alcuni consulenti di quest'ultimo muovevano accuse al deputato catanzarese.

.......E' quasi Natale!

Giustizia: tagliate 29mila leggi obsolete.


Il ministro della Semplificazione legislativa ha reso noto che in attesa della entrata in funzione della banca dati “Normattiva” (la banca dati gratuita della normativa statale vigente) è stato approvato un un decreto legge che abroga oltre 29 mila leggi obsolete.
In particolare, si legge in un dossier del Governo, “vengono abrogate tutte le norme primarie del Regno d’Italia ancora vigenti.
Basandosi sulla banca dati storica del CED della Corte di Cassazione, sono state selezionate tutte le Leggi, i Regi decreti-legge, i Decreti-legge luogoteneziali, i Decreti legislativi luogoteneziali e i Decreti legislativi del Capo provvisorio dello Stato per un totale di oltre 31.000 atti.
Da tali atti sono stati sottratti quelli ritenuti vigenti in base alle Tabelle allegate al cosiddetto taglia leggi (legge 28 novembre 2005, n. 246). Sono così rimasti circa 29.000 atti primari di incerta o dubbia vigenza, che comunque è utile abrogare (o ri-abrogare) espressamente”.
Obiettivo del Governo è di contribuire ad una maggiore certezza del diritto e di conseguire anche un risparmio nella fase di realizzazione della banca dati “Normattiva” che sarà operativa entro il mese di giugno 2009.

(fonte: Studio Cataldi- Data: 19/12/2008 9.00.00 - Autore: Roberto Cataldi)

giovedì, dicembre 18, 2008

Esame Avvocato 2008 (3 giorno)



I TRACCIA
Tizio promuove un azione giudiziaria per risarcimento danni nei confronti di caio. La notifica dell'atto introduttivo del giudizio viene effettuata dall'ufficiale giudiziario il 16 ottobre 2006 nelle mani di sempronio, nato il 20 maggio 1988, figlio di Caio e unica persona che si trovava a casa al momento della presentazione dell'ufficiale giudiziario.
Sempronio era stato inabilitato con provvedimento del gennaio 2006 e curatore dello stesso era stato nominato Mevio.
Sempronio, risentito verso il padre dal momento in cui gli e' stata imposta l'assistenza, non consegna l'atto giudiziario al genitore ne ne fa parola alcuna a nessuno.
All'inizio del 2007 Sempronio, aggravatesi le sue condizioni mentali in ragione dell'abituale abuso di bevande alcoliche, viene interdetto.
Nel frattempo il giudizio promosso da Tizio prosegue nella contumacia di Caio e si conclude con la condanna di quest'ultimo nel novembre 2008.
Caio, avuta cognizione della sentenza di condanna propone appello avverso la stessa, assumendo la nullita' della notifica dell'atto introduttivo del giudizio in ragione dello stato di inabilitazione in cui versava Sempronio e dalla mancanza di conoscenza dell'atto stesso da parte sua e del curatore.
Assunte le vesti del difensore di tizio, il candidato rediga l'atto giudiziario ritenuto più' opportuno, illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame

II TRACCIA
Nell'ottobre 2007 inizia la prima giornata del torneo di calcio e pochi minuti dell'inizio della partita Tizio, calciatore della squadra azzurra destinato al controllo dell'attaccante avversario Caio, interviene violentemente su di lui, calciandolo mentre corre, facendolo rotolare per terra, e interrompendo in tal modo una pericolosa azione.
Caio si alza ed insieme con il compagno di squadra Sempronio si avventa su Tizio.
Accorre, però, immediatamente l'arbitro, che s'interpone tra Tizio e i due calciatori della squadra bianca e impedisce che la situazione degeneri.
Pochi minuti dopo, Sempronio interviene duramente su Tizio, il quale col pallone tra i piedi gli volge le spalle, colpendolo ad una gamba e gli procura la frattura del perone.
Si costituisce successivamente parte civile nel processo penale di cui Sempronio è imputato di lesione personale aggravata.
III Traccia
NEL GENNAIO 2006 L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI ALFA AFFIDA ALLA SOCIETA BETA IL SERVIZIO DI PULIZIA DEGLI UFFICI E DEI LOCALI COMUNALI. L’ESECUZIONE DEL CONTRATTO E PREVISTA PER 4 ANNI CON DELIBERA N. …..DEL 20 .10.2008.
L’AMMIN ISTRAZIONE COMUNALE ANNULLA LA PRECEDENTE DELIBERA DI AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO.
LA DELIBERA DI ANNULLAMENTO E MOTIVATA CON RIFERIMENTO SIA AD UN VIZIO DI PROCEDIMENTO CONSISTENTE NELLA ILLEGGITTIMA ESCLUSIONE DALLA GARA PER DIFETTI DI REQUISITI DELLA SOCIETA GAMMA, LA QUALE ERA INVECE IN POSSESSO DEI REQUISITI RICHIESTI (LA SOCIETA GAMMA NON EBBE A PRESENTARE RICORSI IN MERITO) SIA L’OPPORTUNITA CHE L’ANNULLAMENTO OFFRE ALL’AMMINISTRAZIONE DI RIORGANIZZARE IL SERVIZIO GESTENDOLO PERSONALMENTE CON L’IMPIEGO DEL PERSONALE COMUNALE SOVRABBONDANTE PER REALIZZARE UN RISPARMIO DI SPESA.
IN DATA 15.11.2008 IL CONSIGLIO COMUNALE DELIBERA L’ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO MEDIANTE PERSONALE COMUNALE.
LA SOCIETA BETA SI RIVOLGE AL PROPRIO AVV.TO INTENDENDO PROSEGUIRE IL RAPPORTO CON L’ENTE LOCALE E OTTENERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI.
ASSUNTE LE VESTI DELL’AVV.TO , IL CANDIDATO REDIGA L’ATTO GIUDIZIARIO CHE RITIENE PIU OPPORTUNO ILLLUSTRANDO GLI ISTITUTI E LE PROBLEMATICHE SOTTESE ALLA FATTISPECIE IN ESAME

mercoledì, dicembre 17, 2008

Per il 2009 ancora formazione gratuita.


Si porta a conoscenza dei Colleghi che "qualcuno"sta diffondendo la falsa notizia che la partecipazione agli eventi formativi per l'anno 2009 sarà a pagamento.
Tale notizia è priva di qualsiasi fondamento ed è chiaramente "strumentale", essendo nota la fonte.
Il Consiglio dell'Ordine assicura che anche per l'anno 2009 gli eventi saranno completamente gratuiti.
Salerno, 17 dicembre 2009.
Il Presidente
=Avv.Americo Montera=

Gli auguri di Natale del Presidente dell'OUA De Tilla.

Esame Avvocato 2008 (secondo giorno).


INTERNET DICE:
I TRACCIA
Da giorni nel liceo della città Alfa è in corso un'occupazione studentesca, accompagnata da forti polemiche. Un gruppo di genitori si riunisce e chiede lo sgombero coattivo del liceo.
Il telegiornale della più importante emittente televisiva cittadina trasmette un servizio sull'evento.
Mentre l'autore del servizio riferisce gli accadimenti, scorrono vecchie immagini di repertorio in cui, tra l'altro, si vede il preside parlare al micorofono di un giornalista.
L'autore del servizio, nel frattempo, riferisce che il preside ha dichiarato che non richiederà alla polizia lo sgombero coattivo del liceo. In verità il preside non ha mai rilasciato una dichiarazione del genere.
Arrabbiato per l'attribuzione di tale dichiarazione, presenta querela per diffamazione nei confronti dell'autore del servizio e del direttore del telegiornale. Quest'ultimo- asserisce il preside nella querela- aveva l'obbligo di impedire l'evento diffamatorio e, comunque, è responsabile a norma dell'art. 57 c.p.
Il direttore del telegiornale e l'autore del servizio giornalistico si recano insieme dall'Avvocato penalista e chiedono di conoscere quale è la situazione in cui versano.
Il candidato- assunte le vesti del legale- rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame




II TRACCIA
L'ispettore Tizio tiene a bada ammanettato il pericoloso bandito Caio nel salone della villa dove si era nascosto, dopo averlo disarmato ed arrestato poco prima insieme con i colleghi Sempronio e Mèvio.
Costoro, intanto , frugano tra gli oggetti della stanza alla ricerca di armi e documenti. Caio improvvisamente asserisce di sentirsi male e vuole stendersi sul divano.
Tizio , sicuro di sé, libera Caio, dalle manette, supponendo di essere in grado di tenerlo sotto controllo.
Caio, tuttavia, repentinamente spintona Tizio, facendogli perdere l'equilibrio ed impossesandosi della sua pistola, quindi spara all'indirizzo di Sempronio e Mèvio.

Quest'ultimo, pur ferito lievemente ad una gamba, reagisce uccidendo il bandito nel corso del conflitto a fuoco.
Purtroppo, un proiettile sparato da Mevio fora il vetro di una finestra che affaccia sul giardino e colpisce mortalmente al capo un giovane inserviente, che, di ritorno a casa, si accingeva a bussare alla porta.

Tizio si reca dall'avvocato penalista e chiede di conoscere qual'è la situazione in cui versa.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere , illustrando gli istituti e le problematiche sottèsi alla fattispecie in esame.

martedì, dicembre 16, 2008

Convegno CNF su privacy ed indagini difensive (Roma-18/12/2008).

INDAGINE “WHY NOT”: LE COLPE DEI GIUDICI DI SALERNO.


Un «atteggiamento conflittuale, incompatibile con i doveri di indipendenza e di terzietà».
Così la Prima Commissione del Csm definisce quello tenuto dai pm di Salerno Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani con il sequestro del fascicolo dell'inchiesta "Why not", compiuto senza «valutare l'adozione di differenti strumenti processuali».
Nell'atto di incolpazione notificato alle due toghe dell'ufficio campano, che saranno ascoltate il 22 dicembre a Palazzo dei Marescialli nell'ambito della procedura di trasferimento d'ufficio aperta nei loro confronti, il Csm sottolinea anche che le perquisizioni «locali e personali» effettuate a Catanzaro dai magistrati di Salerno sono avvenute «secondo modalità che hanno di fatto inciso negativamente sulla reputazione personale e sui profili di professionalità» dei colleghi calabresi, provocando «sconcerto e profonda preoccupazione nell'opinione pubblica e nelle istituzioni».
Inoltre, Nuzzi e Verasani hanno determinato una situazione di «oggettiva paralisi dell'obbligatoria attività di indagine» omettendo di precisare che il sequestro del fascicolo "Why not" «era disposto al fine di trarre copia dei documenti utili» con la «successiva e immediata restituzione degli atti»: in tal modo, si è acuita e resa palese «la conflittualità» tra i due uffici giudiziari e si è ingenerato un «gravissimo allarme sull'equilibrio e la ponderazione delle loro iniziative giudiziarie e dubbi sulla reale finalità perseguita».
TRATTO DAL SITO: www.corriere.it

RCA: sono dovute le spese di assistenza stragiudiziale (Cass. Civ.26973/08 ).



CORTE DI CASSAZIONE CIVILE
SENTENZA N. 26973/08 (omissis)

Con il quinto motivo, denunciando motivazione illogica ed errata applicazione della legga (art. 1223 c.c.), in relazione all’art. 360, n. 3 e n. 5, c.p.c.., i ricorrenti lamentano il mancato riconoscimento del rimborso delle spese sostenute per l’assistenza stragiudiziale prestata, nella fase delle iniziali trattative con l’assicurazione, da una agenzia infortunistica.

5.1 Il motivo è fondato

La corte d’appello ha negato il risarcimento, osservando che l’esborso, avvenuto al di fuori della lite giudiziaria era produttivo di un danno non direttamente collegabile all’incidente stradale, in quanto frutto di una libera scelta delle parti, che avrebbero potuto, invece, affidare ad un legale l’intera gestione dei loro interessi.

La motivazione è illogica. Anche le spese relative all’assistenza tecnica nella fase stragiudiziale della gestione del sinistro costituiscono danno patrimoniale consequenziale dell’illecito, secondo il principio della regolarità causale (art. 1223 c.c.). Ed è palese che, qualora i danneggiati avessero affidato ad un legale, e non ad una agenzia di infortunistica, la gestione dei loro interessi nella fase stragiudiziale avrebbero dovuto sopportare spese probabilmente non inferiori a quelle effettivamente sostenute.

(omissis)

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi; accoglie il primo, terzo e quinto motivo del ricorso principale, rigetta il secondo, assorbito il quarto, dichiara inammissibile il sesto; accoglie il ricorso incidentale; cassa in relazione ai motivi accolti e rinvia, anche per le spese del giudizio di cassazione, alla Corte d’appello di Roma in diversa opposizione.

Roma, 24 giugno 2008

Sono queste le tracce dell'esame di avvocato (primo giorno)?

I TRACCIA

Tizio, in data 10 gennaio 2008, conclude un contratto preliminare di vendita a Caio - con previsione della stipula del contratto definitivo in data 10 marzo 2009 - avente ad oggetto un terreno che Caio, ingenuamente, ritiene sia di proprietà di Tizio per aver osservato quest ultimo , da una dozzina di anni, esercitare di fatto su di esso, pacificamente, i diritti del proprietario.
Nell'occasione Caio corrisponde a Tizio la somma di denaro stabilità a titolo di acconto.
Nel novembre 2008 Caio , scopre che il diritto di proprietà sull'immobile spetta a Sempronio , fratello di Tizio.
Il terreno, in effetti, si trova tra due fondi, l'uno di proprietà di Tizio e l altro di proprietà di Sempronio , e quest ultimo non aveva contrastato Tizio allor quando questi aveva allargato la sfera del possesso, ricomprendendo in esso il terreno intermedio di Sempronio.
Caio decide di agire prontamente in giudizio chiedendo, in via principale, lo annullamento del contratto per vizio del consenso costituito da errore e, in via subordinata la risoluzione del contratto stesso per inadempimento, e chiedendo , altresì la restituzione della somma versata ed il risarcimento del danno subito,avendo egli rinunciato ad acquistare un altro terreno di valore equivalente, sito nella stesa zona, di proprietà di Mevio , che frattanto lo ha venduto ad altri. Tizio si reca dal proprio avvocato.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere , illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.


II Traccia

In un piccolo palazzo nella zona residenziale della città sono siti soltanto due appartamenti, l'uno al primo piano, l altro al secondo piano, entrambi di proprietà di Tizio, che abita al primo ed ha fin ora tenuto libero il secondo.
Tizio decide di vender l'appartamento sito al secondo piano a Caia che ne diventa proprietaria.
Tizio ha sempre trascurato di curare l androne del fabbricato e tutt'ora continua a manifestare disinteresse al riguardo quando Caia gliene parla.
Per la migliore conservazione del locale, in effetti , appare necessario provvedere alla tinteggiatura della parete e alla risistemazione della pavimentazione in alcuni punti.
Caia decide di fare eseguire i lavori durante le ferie estive, quando Tizio è in montagna, senza interpellarlo. Al ritorno di Tizio, Caia richiede una somma di ammontare pari alla metà delle spese che ha sostenuto, delle quali ribadisce la necessità.
Tizio nega il rimborso affermando che nessuna somma era dovuta in mancanza del suo previo consenso.
Caia minaccia, pertanto, un azione giudiziaria per il recupero della somma, e, anzi, assume che richiederà anche i danni, per essere stata costretta alla spesa dall incuria di Tizio. Tizio si reca dall avvocato.
Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.

lunedì, dicembre 15, 2008

L’avvocatura unita rinnova i vertici dell’OUA: Maurizio de Tilla è il nuovo Presidente.


Le priorità: crisi della giustizia, riforma della professione forense, cancellazione della legge Bersani.

Sabato si è tenuta la prima assemblea, dopo il 29° Congresso nazionale forense di Bologna, dell’Organismo unitario dell’avvocatura italiana (Oua): 75 avvocati, delegati dai fori italiani (46 sono nuovi membri), che hanno il compito di rappresentanza politica dell’avvocatura e di dare esecuzioni al mandato e ai deliberati del Congresso. Rinnovata la giunta per il biennio 2008-2010.
Nel corso dei lavori il neo presidente ha mostrato la sua soddisfazione per l’andamento dell’assemblea e per la grande convergenza di consensi che hanno avuto la sua candidatura e quella degli altri componenti della Giunta (con la conferma del vice presidente Antonio Giorgino).
«Unità e autonomia - ha dichiarato de Tilla - l’avvocatura dimostra ancora una volta di essere una protagonista matura della battaglia politica di questo Paese, rappresentiamo una parte importante del mondo produttivo e, in concreto, di un settore nevralgico e strategico per l’Italia: quello della tutela dei diritti dei cittadini e delle imprese.
Sulla Giustizia gli avvocati, da sempre in prima linea in quelle trincee che sono i nostri tribunali, hanno molto da dire e da proporre».
Il presidente dell’Oua ha, poi, indicato le priorità per il suo mandato facendo esplicito riferimento alla revisione dell'ordinamento forense.
«L’Oua – ha aggiunto - raccoglie la sfida lanciata al Congresso forense di Bologna, un mese fa, dal Guardasigilli, Angelino Alfano. Il ministro ha chiesto all’avvocatura di presentare una proposta unitaria di riforma dell’ordinamento forense da portare in Consiglio dei ministri. Il nostro impegno è raggiungere un testo condiviso e con tale obiettivo è bene, sin da ora, continuare con il dialogo e il confronto, senza esclusioni, e raccogliere le sollecitazioni e i suggerimenti che vengono da tutto il mondo forense. Già a gennaio convocheremo l'Assemblea dell'Oua per dare una risposta forte al mondo politico».
Altro fronte è quello della cancellazione della legge Bersani: «La legge Bersani va abrogata. Non è stato uno stimolo alla competitività e non ha aumentato le tutele dei cittadini, al contrario, ha prodotto un abbassamento del livello dei servizi e danneggiato soprattutto quei giovani avvocati che secondo il ministro dell’epoca avrebbe dovuto favorire. Il giudizio è negativo su tutto il fronte: dalle tariffe alla pubblicità. È una legge sbagliata, come è oltretutto riconosciuto anche a livello europeo».
La nuova giunta:
Presidente, Maurizio De Tilla (foro di Napoli)
Vice presidenti: Antonio Giorgino (foro di Andria), Luca Saldarelli (foro di Firenze)
Segretario: Giuseppe Lepore (foro di Roma).
Tesoriere: Davide Monzani (foro di Novara)
Componenti di giunta: Accursio Gallo (foro di Palermo), Augusto La Morgia (foro di Pescara), Renato Laviani (foro di Milano), Barbara Lorenzi (foro di Rovereto).

Roma, 15 dicembre 2008 (comunicato stampa OUA)

domenica, dicembre 14, 2008

Le foto della premiazione dei 50 anni di Toga.











La Costituzione non è un totem.


La nostra Carta costituzionale si divide in due parti. La prima contiene i grandi principi ideali sui quali di basa (si dovrebbe basare) il vivere civile degli italiani. La seconda detta le regole pratiche che realizzano questa convivenza. Nessuno – per sua e nostra fortuna – vuole cambiare i principi fondamentali della Costituzione per quel che riguarda la democrazia, la libertà di pensiero e di espressione eccetera. Se ciò accadesse, altro che scendere in piazza: bisognerebbe salire sui monti.

Non vedo invece nessuno scandalo nel ritoccare, cambiare, rivedere alcune regole della seconda parte. È già accaduto, in governi di vari colori e tendenze, e sempre accadrà. Per fortuna, aggiungo. Per fortuna perché le necessità sociali cambiano e lapolitica segue, o precede, o guida le trasformazioni. Vale, per semplificare, l’esempio di un condominio. Fra i principi fondamentali (tanto fondamentali che non occorre neppure scriverlo nel regolamento) c’è che i condomini non possono abbattere il palazzo o sue parti. Però, mettiamo che si sia sempre evitato di costruire un ascensore per non deturpare la bellezza della scala; nel frattempo gli abitanti dell’edificio sono invecchiati, ci sono alcuni nquilini in carrozzella e parecchi neonati: è molto probabile, e anche saggio, che i condomini decidano – a maggioranza – di rinunciare all’armonia della scala, la riducano e impiantino un comodo ascensore.

Badate bene che evito, apposta, di entrare nel tema specifico di cui si discute in questi giorni, la riforma della giustizia. Non dico, volutamente, che sia più o meno buona, più o meno necessaria, che serva a quello piuttosto che a quell’altro. L’idea che mi interessa affermare – e qui torniamo ai grandi principi – è che non possiamo e non dobbiamo considerare «tutta» la nostra Carta costituzionale come un totem inviolabile, cui inchinarsi senza neppure poterlo sfiorare pena il crollo del cielo sopra le nostre teste.

È un’idea rovinosa. Infatti se i grandiprincìpi non mutano, o mutano lentissimamente e per cambiamenti epocali, le necessità quotidiane sono quanto di più migliorabile e mutevole che ci sia. Lasciamo perdere la Giustizia e torniamo al nostro palazzo. Se il regolamento dice che si ridipinge la facciata ogni cinque anni, e se qualcuno ha decorato la medesima facciata con svastiche e scritte offensive per gli abitanti, che si fa: si aspetta che passino cinque anni? Certo, è ovvio – e sarebbe bello – che tutti i condomini o almeno i tre quarti fossero d’accordo, ma se ciò non accade, forse è legittimo che a decidere sia la maggioranza.
di Giordano Bruno Guerri
(www.giordanobrunoguerri.it)

Lacrime "salernitane".


L'accento satirico è, da sempre, una peculiarità di questo blog e - davvero - non possiamo lasciarci sfuggire un'occasione ghiotta come quella di ieri.
Si racconta che, ieri appunto, dalle parti del Palazzo di Giustizia sono state versate calde lacrime, in una cerimonia ufficiale (trasformatasi in un'orgia di retorica)!
Ci spiace davvero di non essere stati presenti, magari per poter immortalare con una foto il toccante evento.
Ma, visti i tempi ed i problemi irrisolti in cui si dibatte la Classe forense di Salerno, una domanda sorge spontanea: erano lacrime vere o....lacrime di coccodrillo?
consiglioaperto

sabato, dicembre 13, 2008

Scontro tra Procure: comunicato stampa del Ministero della Giustizia.

BERLUSCONI: “PM E GIUDICI CULO E CAMICIA? PROPRIO COSI’ “.


RUXELLES - I giudici e i pubblici ministeri sono "culo e camicia"? "Si, sono proprio così". Questo lo scambio di battute a Bruxelles tra un giovane di Forza Italia che ha posto la domanda ed il premier Silvio Berlusconi che ha asserito con convinzione.
Alla riunione con i giovani di Fi nell'hotel che lo ospita nella capitale belga, il presidente del Consiglio è tornato infatti sulla questione giustizia e sulla necessità di separare "l'ordine" dei giudici da quello dei pubblici ministeri.
Il premier ha infatti ribadito come la magistratura non sia "un potere, ma un ordine dello stato" e che i magistrati quindi sono "funzionari dello stato".
Berlusconi ha aggiunto che al momento, senza una riforma incisiva del sistema, se qualcuno entra in aula giudiziaria "deve guardare i giudici auspicando che siano coraggiosi e capaci di dire no al teorema accusatorio del pm".
Per tutti questi motivi - ha concluso il premier - una riforma che separi i due ordini è necessaria.
Rispondendo ad un'altra domanda il Premier ha anche affermato che in Italia ''il numero delle persone intercettate e' di 130 mila contro le 5 mila degli Stati Uniti''.(ANSA)

L'incontro deontologia del giorno 18/12 p.v. (n. 3 crediti formativi) si terrà all'Hotel Salerno.

mercoledì, dicembre 10, 2008

Salerno-Catanzaro, il test di un disastro.


Non è un caso qualsiasi. Non è neppure, come qualcuno cerca di far capire, uno scandalo della “giustizia di sinistra” che ha bloccato “quella di destra” e di quella di destra che ha bloccato quella di sinistra.
Il caso Salerno-Catanzaro è un test dello sfascio di tutta la giustizia italiana, della giustizia dei protagonismi delle “campagne”, dei processi di prima classe con tanto di “nome d’arte”, del C.S.M. che punisce e trasferisce con logiche più da probiviri del partito dei magistrati che ha organo di governo e di disciplina di una magistratura che dovrebbe essere al servizio della legge e dei cittadini.
E’ inutile domandarsi chi ha torto e che ha ragione, se De Magistris è un magistrato retto e intransigente che i “potenti” e la magistratura (e il C.S.M.) della loro parte hanno “fermato”, se l’intervento della Procura di Salerno riafferma legalità e ragionevolezza o se va al soccorso di stravaganze e personalismi o se è la longa manus di chi “stava dietro” le iniziative di De Magistris.
E tutto ciò ed il suo contrario.
E’ una pagina di una storia scritta in una lingua surreale. E, se vogliamo, il pettine cui arrivano nodi diversi, destinati a stringersi e moltiplicarsi man mano che vi arrivano.
C’è, invece da domandarsi come mai la giustizia dei protagonismi, delle “campagne di giustizia”, delle pretese di “raddrizzamento” della politica, di scavalcamento di ogni argine istituzionale e via discorrendo, non sia arrivata assai prima a scontri clamorosi e grotteschi come quello ora in atto.
E c’è pure da domandarsi come mai anche quella parte della classe politica che da anni ha fatto le spese di certe patologie del sistema giudiziario e che ne ha quanto meno intravisto la consistenza e la gravità, non invochi oggi la necessità di far piazza pulita di un sistema che produce questo ed altro.
In realtà un “corpo separato” (così si diceva un tempo, nel linguaggio “sinistrese”, riferendosi non solo alla magistratura, ma a forze di polizia, forze armate, etc.) che abbia compiuto una “rivoluzione giudiziaria” come quella degli anni ’92-’96, vedendosi sfumare il successo ultimo per un “incidente” come la scesa in campo di Berlusconi e che poi per un decennio sia stata “delegata” dalla Sinistra a gestire l’opposizione ed i tentativi di ribaltamento delle situazioni create dalle varie tornate elettorali e di “completamento” del golpe del ’92-’96 è incomprensibile che non abbia dovuto subirne un serio contraccolpo e sia sfuggita ad una efficace “messa a norma” da parte del potere politico; che senza ricredersi sul suo ruolo abbia tuttavia potuto dover prendere atto della sostanziale sconfitta della sua strategia e nello stesso tempo, abbia potuto constatare l’efficacia politica degli strumenti di cui è depositaria e dell’assenza di rischi seri delle sue “deviazioni” eversive. Ma, proprio per questo una simile compagine è destinata, prima o poi, a spaccarsi, dilaniarsi, rivoltarsi contro antichi alleati.
Le “lotte intestine” di cui quella tra Catanzaro e Salerno è esempio clamoroso, si manifestano assieme ad un crescente “disagio”, ad un rivoltarsi contro gli antichi alleati, i beneficiari del golpe consumato, i mancati (o inadeguati) sostenitori della “seconda fase”, i “traditori” del P.D.
Un atteggiamento che pure abbiamo potuto cogliere in vicende recenti e che ancora dovremo registrare in futuro.
Ma la tensione più forte che attraverso oggi la magistratura, assieme a quella tra irriducibili dell’eversione e dell’impegno politico e “moderati” che vorrebbero il ritorno ad una situazione “normale”, è quella determinata dal perdurante possesso, pressoché intatto, degli strumenti della prevaricazione politico-istituzionale ed, al contempo, della coscienza di non riuscire a trovare uno sbocco, una concludenza a tendenze e potenzialità eversive.
Tutto ciò, intendiamoci, è avviluppato in un contesto culturale (si fa per dire) complicato più che complesso, in rapporti difficili, equivoci e non sempre confessabili con ambienti, persone ed aree politiche con i quali, in passato, la connivenza e l’inciucio sono stati manifesti.
Oggi noi tutti paghiamo, perché è indubbio che c’è una ricaduta su tutta la società oltre che nell’ambito istituzionale ed in quello della giustizia, il peso ed i danni di questi strascichi della stagione dei golpe giudiziari, perché non abbiamo avuto la capacità e il coraggio di imporre verità e contestare responsabilità di fronte a macroscopiche esorbitanze eversive di un pugno agguerrito di magistrati sostenuti da un‘alleanza di “poteri forti”, che non ci siamo mai preoccupati di capire e di scandagliare.
Abbiamo coperto tutto, continuiamo a coprire tutto, a consentire che altri coprano tutto con principi e parole (principi svuotati ridotti a parole screditate) come indipendenza della magistratura, incensurabilità del contenuto della giurisdizione e dell’attività giudiziaria, irresponsabilità dei magistrati.
Fatti come la faida Catanzarsalernitana dimostrano che i riguardi usati nei confronti di una certa magistratura golpista, esorbitante, arrogante, purtroppo egemone perché troppo ben inserita nei “posti chiave” di tutto l’apparato giudiziario, sono stati il più grosso torto e la più grave causa di danno che potesse arrecarsi alla magistratura nel suo complesso, alla sua naturale autorevolezza, al suo prestigio ed alla libertà e decoro dei migliori dei suoi componenti.
Da Salerno e da Catanzaro arriva un pressante appello ad incidere i bubboni, che è sempre più assurdo sperare che si riassorbano senza provocare un’infezione mortale. E da fare presto.

di Mauro Mellini
Tratto dal sito: www.giustiziagiusta.info-lunedì 08 dicembre 2008

martedì, dicembre 09, 2008

Sessione 2008 Esami Avvocato- Le sottocommissioni della Corte d'Appello di Salerno.


CORTE DI APPELLO DI SALERNO
Ia SOTTOCOMMISSIONE
TEDESCO avv. Giuseppe (Ordine di Salerno) PRESIDENTE
CUBICCIOTTI dott.ssa Ida (Magistrato Tribunale di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
IANNICELLI dott. Guerino (Magistrato Tribunale di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
MARGIOTTA avv. Lorenzo (Ordine di Vallo della Lucania) COMPONENTE TITOLARE
FEZZA prof. Fabrizio (Professore associato - Università degli Studi di Salerno Facoltà di Giurisprudenza) COMPONENTE TITOLARE
BENISATTO avv. Antonio (Ordine di Nocera Inferiore) VICE PRESIDENTE
GAMBARDELLA dott.ssa Patrizia (Magistrato - Procura Repubblica e/o Tribunale di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
JORIO dott. Attilio Franco (Magistrato – Tribunale di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
ALVIGGI avv. Giulia (Ordine di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
SCIANCALEPORE prof. Giovanni (Professore associato - Università degli Studi di Salerno Facoltà di Giurisprudenza) COMPONENTE SUPPLENTE
IIa SOTTOCOMMISSIONE
CAMMAROTA avv. Vincenzo (Ordine di Salerno) PRESIDENTE
DE MASELLIS dott.ssa Mariella (Magistrato-Procura Repubblica e/o Tribunale di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
TOMAY dott.ssa Licia (Magistrato Tribunale di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
AMODEO avv. Domenico (Ordine di Sala Consilina) COMPONENTE TITOLARE
DI GENIO prof. Giuseppe (Professore associato - Università degli Studi di Salemo Facoltà di Giurisprudenza) COMPONENTE TITOLARE
VISTA avv. Francesca (Ordine di Salerno) VICE PRESIDENTE
ALIBERTI dott. Massimo (Magistrato Tribunale di Sorveglianza di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
CARDEA dott. Maurizio (Magistrato-Procura Repubblica c/o Tribunale di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
DI LALLO avv. Luigi (Ordine di Nocera Inferiore) COMPONENTE SUPPLENTE
GALDI prof. Marco (Professore associato -Università degli Studi di Salerno Facoltà di Giurisprudenza) COMPONENTE SUPPLENTE
IIIa SOTTOCOMMISSIONE
MORENA avv. Gaetano(Ordine di Nocera Inferiore)PRESIDENTE
SIANO dott. Francesco (Magistrato - Corte d’Appello di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
FORTUNATO avv. Marcello (Ordine di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
PIGNATARO prof.ssa Gisella (Professore associato-Università degli Studi di Salerno Facoltà di Giurisprudenza) COMPONENTE TITOLARE
DEL VECCHIO avv. Giovanni (Ordine di Salerno) VICE PRESIDENTE
MAINENTI dott. Tommaso (Magistrato - Tribunale di Nocera Inferiore) COMPONENTE SUPPLENTE
VOLPE dott.ssa Rosa (Magistrato-Procura Repubblica e/o Tribunale di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
GALIANO avv. Domenico (Ordine di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
IVONE prof.ssa Vitulia (Professore associato - Università degli Studi di Salerno Facoltà di Giurisprudenza) COMPONENTE SUPPLENTE
IVa SOTTOCOMMISSIONE
ANDREOTTA avv. Giuseppe (Ordine di Salerno) PRESIDENTE
D'ALESSIO dott. Luigi (Magistrato - Procura Repubblica o/o Tribunale di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
VERASANI dott. Dionigio (Magistrato - Procura Repubblica o/o Tribunale di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
FACCENDA avv. Cosimo (Ordine di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
ZAMBRANO dott.ssa Virginia (Professore ordinario - Università degli Studi di Salemo Facoltà di Giurisprudenza) COMPONENTE TITOLARE
FASANO avv. Francesco (Ordine di Salerno) VICEPRESIDENTE
CENTORE dott. Antonio (Magistrato -Procura Repubblica c/o Tribunale di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
CONSOLI dott.ssa Pierina (Magistrato -Procura Repubblica c/o Tribunale Minorenni di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
TEDESCO avv.Orazio (Ordine di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
LUCIANI prof. Vincenzo (Professore associato - Università degli Studi di SalernoFacoltà di Economia) COMPONENTE SUPPLENTE
Va SOTTOCOMMISSIONE
BOREA avv. Ettore (Ordine di Sala Consilina) PRESIDENTE
FERRANTE dott.ssa Marina (Magistrato - Corte di Appello di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
D’ELICIO dott. Franco (Magistrato Corte di Appello di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
CANTALUPO avv. Francesco (Ordine di Salerno) COMPONENTE TITOLARE
LO MONTE prof. Elio (Professore associato Università degli Studi di Salerno Facoltà di Giurisprudenza) COMPONENTE TITOLARE
FEOLA avv. Marcello G. (Ordine di Vallo della Lucania) VICE PRESIDENTE
RUSSO dott.sa Maria Maddalena (Magistrato - Procura Generale c/o la Corte di Appello di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
PERILLO dott. Vittorio (Magistrato - Procura Repubblica c/o Trib. Minorenni di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
LEMBO avv. Aldo (Ordine di Salerno) COMPONENTE SUPPLENTE
PARISI prof.ssa Annamaria Giulia (Professore associato - Università degli Studi di Salerno Facoltà di Scienze Politiche) COMPONENTE SUPPLENTE

Pace fatta tra le Procure di Salerno e Catanzaro?


ROMA - Tra le Procure di Salerno e Catanzaro è scesa la pace.
I due uffici giudiziari - dopo lo scontro sui fascicoli «Why Not» e «Poseidon» finito al Csm - hanno firmato un'intesa che «ha consentito il ripristino, mediante idonee iniziative processuali, delle condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione».
Lo sottolinea il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, in una nota trasmessa al presidente Giorgio Napolitano e i cui contenuti sono stati riferiti dal segretario della Procura generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo. Esposito richiama l'«alto auspicio», espresso nel comunicato del Quirinale del 4 dicembre a proposito dello scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro sull’inchiesta De Magistris, affinché «gli organi di vertice dell’ordine giudiziario volessero assumere specifiche iniziative dirette a superare la paralisi processuale».
L'ACCORDO - Il giorno successivo i procuratori generali di Catanzaro e Salerno sono andati nell’ufficio del Procuratore generale della Corte di Cassazione: «Entrambi - si riferisce nella nota inviata al presidente della Repubblica -, consapevoli della estrema delicatezza e gravità della situazione venutasi a determinare, hanno raggiunto, con grande senso di responsabilità istituzionale, una intesa per superare tale situazione.
L’intesa si è poi concretizzata in un incontro a Salerno tra i magistrati dei due uffici requirenti, che ha consentito il ripristino, mediante idonee iniziative processuali, delle condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione».

Tratto dal sito: www.corriere.it - 09 dicembre 2008

lunedì, dicembre 08, 2008

GIUSTIZIA: BONINO, SI' A SEPARAZIONE CARRIERE.


"Per noi radicali non e' mai troppo presto e se la maggioranza proponesse la separazione delle carriere, la revisione dell'obbligatorieta' dell'azione penale, Csm diviso, cioe' tutti quei punti che il Pd non vuole neanche sottoporre ad un confronto, i parlamentari radicali voterebbero a favore, come dimostra la mozione presentata sia alla Camera che al Senato e che il ministro Alfano ancora non ha calendarizzato".
Lo afferma Emma Bonino, vicepresidente del Senato, ai microfoni di radio Radicale, in merito al dibattito sulla riforma della giustizia.
"Le nostre posizioni sono distanti da quelle del Partito democratico - ricorda Bonino - ma non e' una novita' nemmeno per loro. Come sul testamento biologico. Forse quello che sta avvenendo puo' aiutarli a capire quanto grave sia diventata la patologia di cui soffre la giustizia in Italia e affrontarla alle radici e non limitarsi a qualche sforbiciata alle foglie".
http://www.repubblica.it-(08 dicembre 2008)

Scontro tra Procure: Alfano “Giustizia malata, riforma subito”.


ROMA (8 dicembre) - Ministro Alfano lo scontro tra procure fa emergere una crisi di sistema?
«Evidentemente c’è un qualcosa di gravissimo e anche di incomprensibile per i cittadini. L’idea, cioè, che due procure si inseguano tra di loro ha creato allarme e confusione al tempo stesso e ciò che noi dobbiamo preservare è la fiducia dei cittadini nella giustizia».
La tempestività del Csm è il segno di una consapevolezza nuova della stessa magistratura o della paura di essere travolti da una riforma non gradita?
«È il segno della piena comprensione che la vicenda di Catanzaro e Salerno necessitava di un urgentissimo punto fermo, pena la delegittimazione dell’intero sistema giudiziario a cominciare dal suo apice, dal suo vertice cioè dal Csm. Per questo ho apprezzato la tempestività del Csm che peraltro ha fatto emergere dei risvolti inquietanti relativamente ai quali mi pare che anche a palazzo dei Marescialli non vi sia stata alcuna reticenza».
Perché si è arrivati a questo punto? Una volta il problema erano le toghe politicizzate e oggi?
«Qui nella sostanza la politica non c’entra. Se i magistrati di Salerno indagano quelli di Catanzaro e i magistrati di Catanzaro indagano quelli di Salerno, siamo di fronte ad una patologia che va, mi si permetta, oltre ogni limite fin qui conosciuto. Tant’è che in quelle ore delicate non intravvedendosi un punto di chiusura del sistema delle garanzie, il capo dello Stato ha ritenuto doveroso intervenire».
Secondo lei, esiste ancora il partito dei giudici?
«Io non so se esista ancora il partito dei giudici. Credo che le ultime vicende testimonino la persistenza in Italia di un fenomeno singolare, quello dell’abuso delle intercettazioni, sconosciuto in altri Paesi europei, che vorrei definire con una figura evocata dal professor Panebianco sul Corriere della Sera: la pesca a strascico. Ecco con la pesca a strascico qualche pesce finisce in padella, ma si uccidono molte forme di vita innocenti e si producono danni secolari all’ambiente».
In concreto: come il governo farà funzionare la giustizia per i cittadini?
«Tre sono le questioni di fondo. Una è la giustizia civile: oltre 4 milioni di processi pendenti sono intollerabili, come sono intollerabili dieci anni di attesa, a volte più, per una sentenza definitiva. Sono danni incalcolabili per i cittadini, per la giustizia e per l’economia dell’Italia da cui gli investitori stranieri fuggono in quanto le controversie contrattuali non possono attendere anni e anni per le sentenze. Abbiamo messo in campo una riforma che è già stata approvata alla Camera e speriamo che il Senato licenzi al più presto per accelerare la soluzione delle controversie in essere e per individuare soluzioni alternative ai tribunali, come la conciliazione, la mediazione».
La seconda è il processo penale?
«Sul processo penale occorrerà attuare pienamente l’art. 111 della Costituzione che parla del giusto processo. Siamo al lavoro e speriamo di portare correttivi significativi anche al processo penale in tempi rapidi».
La terza?
«Le riforme ordinamentali. Vogliamo intervenire sulla Costituzione per far si che la parità tra accusa e difesa non sia un auspicio ma la realtà. Dobbiamo far sì che il giudice, per essere equo ed imparziale, sia tanto distante dall’avvocato quanto dal pubblico ministero».
Se fosse solo lei a scegliere indichi le priorità tra questi obiettivi? Separazione delle carriere? Riforma del Csm? Immunità per i parlamentari? Certezza della pena? Intercettazioni? Sveltezza del processo penale e civile?
«Eccetto la vicenda dell’immunità che non ha mai fatto parte dell’agenda del governo, tutte le altre lo sono a pari titolo. E noi non stiamo facendo un’ordine di una graduatoria proprio perché le stiamo perseguendo tutte insieme. Proprio esattamente come le dicevo poc’anzi. Potrei dirle che sul processo civile siamo già al Senato, sul processo penale siamo già intervenuti con il pacchetto sicurezza così come sulla certezza della pena, inasprendo alcune sanzioni, ed altre ancora ne faremo. In riferimento alla riforma costituzionale intendiamo realizzare ciò che pensiamo e diciamo dal 1994».
Farà anche la riforma della responsabilità civile dei magistrati?
«Lì non ci vuole la riforma. Ma ci vuole l’effettività del principio che è stato approvato a larga maggioranza dal popolo italiano con un referendum».
Le carceri sono di nuovo stracolme: quali soluzioni sta approntando?
«Le carceri sono piene. E lo sono per oltre un terzo di stranieri. Ciò è lo specchio di un mondo che cambia e con cui occorre fare i conti senza bende davanti agli occhi. Abbiamo deciso di costruire nuove carceri e contiamo davvero di farcela per consentire una maggiore certezza del fatto che le nostre scelte di politica criminale non siano frenate dalla difficoltà nelle carceri e per consentire che i detenuti che vivono reclusi stiano in condizioni dignitose, potendo applicare il precetto della funzione rieducativa della pena e anche quello del senso di umanità».
Ma si è parlato di messa in prova, braccialetto, assunzione di personale, costruzione di nuovi istituti. Qual è la via maestra?
«Per risolvere la questione carceraria la via di fondo è costruire nuove carceri».
E gli istituti già pronti ma vuoti, non utilizzati?
«Mi sono già impegnato a fare aprire al più presto quelli che si possono già aprire, bloccati come sono stati da inefficienze o contenziosi amministrativi apparsi insuperabili. E credo che i primi risultati li avremo a breve».
Chi può frenare di più la riforma della giustizia: la mancanza di soldi o resistenze all’interno della maggioranza?
«No, dentro la maggioranza c’è una linea coesa e molto compatta nel procedere alle riforme. Abbiamo sottoscritto un programma che non era una liturgia formale, ma che ha un alto livello di condivisione e che si regge su una forte identità di vedute sulle riforme costituzionali. Noi siamo convinti della ineluttabilità di queste riforme».
Abruzzo, Crotone, Napoli, Genova, Trento, Foggia, Firenze: perché la magistratura oggi colpisce di più a sinistra che a destra?
«Credo che il Pd stia facendo i conti con i risultati del governo locale. Resto affezionato all’idea, sennò non potrei fare il ministro della Giustizia, che la magistratura debba sempre intervenire laddove è giusto intervenire».
La questione morale di cui parla Berlusconi riguarda solo il Pd o è più generale? Investe anche la magistratura?
«La questione è semplice. Queste settimane stanno dimostrando che non c’è un primato etico di qualcuno su qualche altro, di un qualcuno che sia appartenente ad una parte politica o ad un ordine professionale».
Berlusconi vuole presto la riforma della giustizia: sarà un testo blindato, prendere o lasciare, oppure accetterete i contributi del Pd e dell’Udc?
«Le riforme riguardanti la giustizia saranno fatte se possibile con un’ampia maggioranza per la quale io ho fatto pubbliche aperture al Pd. Se necessario le approveremo da soli. Pensiamo di porre mano ad alcune riforme costituzionali insieme con l’opposizione, questa sarebbe la via preferibile. Tuttavia, sarebbe sbagliato fermarsi qualora il Pd non varcasse il Rubicone decidendo una volta per tutte in materia di giustizia di stare nel campo dei riformatori».
S’è riacceso il giustizialismo? Riuscirete a
convincere la maggioranza del Paese a voltar pagina?

«Noi pensiamo di avere dalla nostra la maggioranza del Paese sul tema della giustizia esattamente come l’abbiamo su altri temi. E del resto il tema della giustizia non è mai stato secondario per la nostra coalizione. E dunque se abbiamo vinto è anche per le nostre posizioni in materia di giustizia».
Torniamo un momento alla lunghezza dei processi: quali soluzioni vorrebbe realizzare? L’inappellabilità della doppia sentenza conforme? L’obbligo dei riti alternativi?
«Sul processo civile abbiamo già messo in campo le soluzioni, come ho detto prima. Sul processo penale un recente rapporto Eurispes dimostra che troppo spesso sono non tanto deficit normativi ad impedire la celerità dei processi quanto inefficienze organizzative alle quali occorre dar rimedio con una valorizzazione dei principi di efficienza e delle cosiddette “best practices” (migliori risultati ndr) all’interno della magistratura».
Intervista di Mario Coffaro
Tratto dal sito: www.ilmessaggero.it