martedì, gennaio 27, 2009

Depositato l'emendamento con l'elenco dei provvedimenti esclusi dal dl taglialeggi: rivivono le norme su albi e società, non quelle sui collegi.


La scure del decreto taglialeggi (dl 200/2008) ha risparmiato le norme del 1938 sull'obbligatorietà dell'iscrizione agli albi e quelle del 1939 che disegnano il quadro giuridico di carattere generale delle società professionali.
Ma non le disposizioni su consigli degli ordini e collegi contenute nel decreto legislativo luogotenenziale n.382 del 1944, ed ancora vigenti per periti industriali, agrari e geometri .
Quest'ultimo provvedimento, infatti, a differenza dei primi due, non figura nell'elenco delle leggi da salvare messo a punto dai tecnici del ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, e depositato alla camera ieri sotto forma di emendamento del governo.
Il dietrofront dell'esecutivo si è reso necessario per impedire l'abrogazione di un gruppo di leggi finite nel calderone dei 28.889 atti destinati a essere abrogati dal dl 200/08.
La falcidia tuttavia non scatterà dal prossimo 20 febbraio, come previsto nella versione originaria del dl, ma solo a partire dal 16 dicembre 2009.
La commissione affari costituzionali di Montecitorio ha infatti modificato la tempistica del decreto dando al governo dieci mesi di tempo in più per completare la ricognizione delle norme da eliminare.
Ma ha previsto anche una verifica di metà percorso che l'esecutivo dovrà effettuare entro il prossimo 30 giugno, riferendo in parlamento sull'abrogazione dei 29 mila atti. Toccherà al ministro Calderoli spiegare alle camere l'impatto delle abrogazioni previste con riferimento ai diversi settori di competenza dei singoli ministeri.
Ieri, parlando alla camera nel corso della discussione sul decreto legge, Calderoli ha dato i numeri del provvedimento di semplificazione: delle 28.889 norme che sono state sottoposte all'abrogazione, 543 sono quelle di cui è stato richiesto il salvataggio.
Tra queste solo 223 sono atti di valenza primaria, mentre 320, ha ammesso il ministro, «sono sono stati inseriti per errore nella classificazione del Ced».
Tra i 223 provvedimenti, 123 sono stati segnalati dai ministeri della giustizia, dell'economia e del lavoro, 14 dal ministero dell'interno, 24 dal ministero della difesa, 2 dal Consiglio nazionale forense, 48 su indicazione delle commissioni della camera e 12 su segnalazione del comitato per la legislazione.
Il ministro leghista è consapevole che lo attenderà un compito non facile. «Il lavoro andrà perfezionato ulteriormente» ha ammesso. «Tuttavia, credo che attraverso questo strumento si stia compiendo un'operazione con conoscenza e responsabilità di ciò che si sta realizzando; diversamente, l'effetto del taglialeggi sarebbe stato quantitativamente molto importante, ma purtroppo qualitativamente poco curato. Pertanto, credo che si tratti di un intervento assolutamente necessario».

Nessun commento: