giovedì, maggio 22, 2014

Gli avvocati civilisti lanciano la corte nazionale arbitrale per abbattere i costi della giustizia.

Le procedure arbitrali sono una «importante e alternativa forma di giustizia privata». Ma fino a oggi la diffusione dell'arbitrato ha avuto i limiti dei «costi elevati delle procedure e della natura degli organismi arbitrali che, anche al di fuori degli arbitrati ad hoc, hanno sempre avuto vocazione localistica».
Limiti riguardanti anche «l'insufficiente terzietà, spesso la scarsa preparazione tecnico-deontologica degli arbitri e la carenza di forme certe di tutela». Lo afferma in una nota l'Unione nazionale camere civili che ha costituito la corte nazionale arbitrale, come istituzione «autonoma e indipendente presente su tutto il territorio nazionale», presentata oggi alla Camera presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini.
Una iniziativa, come spiegano il presidente del Consiglio arbitrale Renzo Menoni (che è anche presidente dei civilisti riuniti nell'Uncc) e il segretario Serenella Ferrara «tesa a garantire l'assoluta terzietà e preparazione degli arbitri, a costi contenuti predeterminati sulla base di tariffe certe, e che, in analogia con la parallela giurisdizione statale, possa offrire anche il rimedio della revisione del lodo».
Per la nomina degli arbitri, selezionati attraverso corsi di alta formazione, «ci si è ispirati - spiegano i civilisti -a principi di apertura e trasparenza». La trasparenza, spiega ancora la nota, è data dalla istituzione di un elenco nazionale degli arbitri, ma anche dalle tariffe stabilite per gli onorari.
Ad esempio, per le controversie con valore fino ai 5mila euro, l'onorario dell'arbitro unico va dai 400 ai 700 euro (dagli 850 ai 1.500 per il collegio arbitrale); per le controversie tra i 100 e i 150mila euro, l'onorario varia dai 3.500 minimi di spesa per l'arbitro unico ai 7.400 per il collegio; e ancora, nei casi di controversie milionarie fino ai 10 milioni di euro, l'onorario varia dagli 80mila ai 210mila euro.
Il regolamento della Corte prevede che l'arbitro non possa accettare alcun accordo diretto o indiretto con le parti o i loro difensori e che debba evitare spese superflue che possano far lievitare immotivatamente i costi della procedura.
L'iniziativa, affermano nella nota i civilisti, è stata molto apprezzata dal sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, che intervenendo alla presentazione della Corte ha parlato di «sfida per l'avvocatura, grazie ai criteri di trasparenza e imparzialità assicurati nella selezione degli arbitri».
«Positivo anche - ha aggiunto Ferri - il rimedio offerto per la revisione del lodo che finora per vari motivi non ha funzionato».
Il guardasigilli Andrea Orlando ha inviato il proprio messaggio di saluto ai civilisti, sottolineando che le procedure alternative «rafforzano l'offerta di giustizia» per i cittadini e «rientrano in quelle forme di innovazione di cui il sistema giustizia ha bisogno».
Orlando ha riconosciuto il «prezioso lavoro dell'Unione camere civili nel cammino di riforme» intrapreso attraverso i tavoli istituiti presso il ministero.

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